In vista della Festa del Mirtillo di Fanano, Stefano Baraldi traccia un bilancio positivo della stagione del mirtillo nero selvatico dell’Alto Frignano, mentre l’Ente Parchi lavora alla tutela delle praterie dell’Appennino modenese.
Mirtillo nero selvatico dell’Alto Frignano, qualità e domanda in crescita
Il mirtillo nero selvatico dell’Alto Frignano arriva alla Festa del Mirtillo di Fanano con un raccolto positivo. La stagione offre qualità e quantità, ma la richiesta continua ad aumentare e non potrà essere soddisfatta del tutto.
A tracciare il primo bilancio è Stefano Baraldi, imprenditore locale impegnato con la sorella Michela nella lavorazione del frutto presso l’azienda I Rodi. Le piante crescono spontaneamente nell’Appennino dell’Alto Frignano, tra i 1.400 e i 1.500 metri di altitudine, nelle distese che in zona vengono chiamate “praterie”.
«Per il mirtillo nero selvatico questo è un anno buono: ci sono qualità e quantità, anche se non riusciremo a soddisfare tutte le richieste, che sono in costante crescita», spiega Baraldi.
Cambiamento climatico, le piante salgono di quota
Il dato produttivo non cancella le preoccupazioni. Baraldi, che frequenta le praterie da oltre trent’anni, segnala gli effetti del cambiamento climatico anche su queste altitudini: le piante tendono a crescere sempre più in alto, alla ricerca di un microclima favorevole.
«Ogni anno vediamo che le piante di mirtillo crescono un po’ più in alto: si adattano per trovare il microclima più favorevole, perché la temperatura è aumentata anche da queste parti. Durante l’inverno, inoltre, le nevicate sempre più scarse, indispensabili per creare le condizioni ideali per la crescita, tolgono vigore alle piante», prosegue Baraldi.
Il tema riguarda l’equilibrio delle praterie, habitat naturale del mirtillo nero selvatico. Temperature più alte e neve meno abbondante modificano le condizioni di crescita e rendono più urgente la protezione del territorio.
Ente Parchi, tutela delle praterie e biodiversità
Sulla salvaguardia degli ambienti montani è impegnato l’Ente per i Parchi e la Biodiversità Emilia Centrale. La presidente Luciana Serri indica una linea doppia: promuovere il prodotto e difendere l’ecosistema in cui nasce.
«Da un lato siamo impegnati nel sostegno al territorio e, quindi, anche nella promozione del prodotto e dei suoi derivati. Un esempio è la partecipazione alle fiere. Dall’altro l’impegno diretto per tutelare l’ambiente e la biodiversità. Alla fine di ottobre saremo al Festival della Scienza di Genova: sarà un’occasione per far conoscere il mirtillo nero selvatico e approfondire le peculiarità dei terreni sui quali si sviluppano le praterie. Stiamo muovendo i primi passi, ma cominciano già a vedersi i risultati».
Piante infestanti, gli interventi in quota
Una criticità arriva dalla quasi totale scomparsa della pastorizia. Alcune piante infestanti, un tempo contenute dagli ovini, si sono diffuse maggiormente. Per questo l’Ente Parchi ha avviato interventi mirati di estirpazione in alcune aree, con l’obiettivo di correggere lo squilibrio e preservare le condizioni delle praterie.
Festa del Mirtillo di Fanano, gusto e territorio
La Festa del Mirtillo di Fanano, in programma sabato 8 e domenica 9 agosto, sarà l’occasione per conoscere il prodotto e il suo legame con l’Appennino modenese. Il programma prevede il mercatino dell’artigianato, la Via del Gusto e laboratori dedicati ai bambini.
L’appuntamento mette insieme gastronomia, natura e cultura locale. Il mirtillo nero selvatico diventa così il punto di partenza per raccontare il lavoro di chi lo raccoglie, lo trasforma e lo valorizza.
Un’eccellenza dell’Appennino modenese
L’unicità del mirtillo nero selvatico dell’Alto Frignano è confermata dal suo inserimento tra le ventisei eccellenze agroalimentari modenesi del marchio “Tradizione e sapori di Modena”.
Il prodotto è valorizzato anche dal marchio di tutela “Mirtillo nero dell’Appennino Modenese”, promosso dalla Camera di Commercio di Modena con GAL, Parco dell’Alto Appennino Modenese e Comunità Montane del territorio.
Il raccolto buono dà forza alla stagione, ma il segnale che arriva dalle praterie è chiaro: il valore del mirtillo dipende dalla cura dell’ambiente che lo rende possibile.

