Storie di una degustatrice astemia

Dodici storie, ambientate tra la Lunigiana e la provincia di Modena. Il cibo, unico filo conduttore. Dipinto nei gesti quotidiani dei protagonisti, ritratti tra momenti difficili e di divertimento. Tra pranzi e lunghe tavolate, occasioni nelle quali il cibo è momento di speranza, riscossa, soddisfazione, felicità. Un viaggio culinario che è anche un viaggio tra le emozioni ed i ricordi dell’autrice. Perché i racconti di “Storie di una degustatrice astemia. Il sapore agrodolce dei ricordi” (menzione speciale al Premio Internazionale Lord Byron) sono racconti tramandati da nonna, mamma, zio, vicina di casa, conoscente. Riscritti nei minimi particolari, per fare rivivere fedelmente un percorso che si snoda tra la guerra del Carso ed il secondo dopoguerra. Per riscoprire insegnamenti che troppo spesso oggi diamo per scontati. Di seguito l’intervista all’autrice, la giornalista e scrittrice Maddalena Baldini.

Storie di una degustatrice astemia, il quotidiano che prende forma

Per anni ho raccolto le storie raccontate dalla nonna, dallo zio, dalla vicina di casa – spiega l’autrice di “Storie di una degustatrice astemia”, Maddalena Baldini – Mettendovi ordine, ho scoperto che tutte avevano come filo conduttore il cibo. Storie incredibili che, viste con gli occhi di oggi, sembrano inventate ma che in realtà traggono origine dal vissuto quotidiano” Un vissuto a volte drammatico, dove anche una bottiglia di latte può fare la differenza tra la vita e la morte. “Durante la seconda guerra mondiale mia nonna ha rischiato di essere fucilata perché stava portando una bottiglia di latte a suo figlio, che poi era mio papà” Storia che fa da contraltare a quella particolare svoltasi a Modena, a guerra conclusa. “Trovare in una jeep abbandonata una cassa piena di dollari e passare improvvisamente dal non sapere cosa mettere in tavola alla sera a diventare una delle persone più ricche del paese. E’ quello che è successo ad un padre di famiglia”

Attorno al cibo anche storie curiose

Nel libro ci sono però anche episodi curiosi. Come quello della “cuoca dei matrimoni” del paese. “Molto convinta di sé, una volta si è voluta cimentare nella realizzazione di una torta a più strati, sullo stile di una pasticceria. Peccato che ad un certo punto la torta abbia cominciato a pendere tutta da una parte. Problema risolto con una corda, di quelle che si usano per legare i pomodori nell’orto. Con la quale ha legato il pan di spagna, collegando il tutto alla maniglia di una finestra. Come sia riuscita a tenere tutto in piedi e fare andare bene il matrimonio resta un mistero. Però in un momento di difficoltà ha trovato un escamotage. Se fosse stato un pasticcere di oggi probabilmente sarebbe andato nel panico, avrebbe buttato la torta e rifatto tutto da capo

Saga intrigante, una ricchezza da tramandare

“Storie di una degustatrice astemia”, raccolta di storie raccontate nel rispetto di luoghi e contesti. “Ho messo insieme i ricordi di famiglia, quelli che animano i pranzi piuttosto che le lunghe tavolate estive. Ritratti di tutti giorni, così come del cibo di tutti i giorni, quello povero, si racconta nel libro. Un cibo semplice che però ha sfamato per decenni generazioni di famiglie anche molto numerose” I protagonisti di queste storie, quasi tutte persone legate alla famiglia dell’autrice, per la maggior parte non ci sono più. “Sono persone che hanno condiviso una parte importante della mia vita. Questo mi ha permesso di immedesimarmi nelle loro teste, nei loro ambienti. Sono riusciti a riportarli in vita, è come se continuassero a parlare. E a divenire protagonisti di una saga intrigante, con una ricchezza di valori da tramandare”

Cibo, viaggio tra le emozioni e i ricordi

Anche se non le ho vissute direttamente, queste storie le ho degustate – sottolinea Maddalena Baldini – Astemia di un vissuto che trae origine dalla difficoltà di riuscire a mettere un piatto in tavola. Ecco spiegato il titolo “Storie di una degustatrice astemia” Storia di una degustatrice astemia, dodici storie nel quale il cibo assume una connotazione particolare. Visto in maniera non banale, per guardare oltre. “Sono dodici racconti che possono leggere tutti dal ragazzino all’adulto. Sul divano, al mare, davanti ad un camino” Ogni capitolo, un alimento diverso. La farina di castagne, il pane, il latte, il riso, le fragole, i formaggi, la pasta, il cioccolato. Ogni alimento, un insegnamento diverso. Un libro scritto con semplicità, per leggerlo non sono richieste competenze specifiche. “Non è un libro di cucina, quanto un viaggio tra le emozioni e i ricordi di un modo di vivere il cibo che oggi non esiste più. Mi auguro – conclude l’autrice di “Storie di una degustatrice astemia” – che il lettore di Storie di una degustatrice astemia possa, con spensieratezza, riconoscersi e trovare uno spunto di riflessione

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