A tre anni dal suo avvio, Generazione G, il progetto promosso da Prénatal in collaborazione con MOIGE (Movimento Italiano Genitori) per sostenere la natalità e accompagnare le famiglie in situazioni di fragilità, presenta la sua seconda rendicontazione d’impatto. I risultati confermano la capacità dell’iniziativa di generare valore sociale, rafforzare la fiducia delle famiglie e contribuire alla costruzione di comunità più inclusive e resilienti.
Dopo i risultati positivi registrati nella prima annualità, la seconda fase del progetto consolida il ruolo di Generazione G come modello di welfare preventivo e relazionale, capace di incidere non solo sulle condizioni materiali dei nuclei coinvolti, ma anche sugli aspetti educativi, psicologici e relazionali che caratterizzano la genitorialità nei primi anni di vita dei figli.
La valutazione d’impatto economico-sociale, realizzata dall’Università La Sapienza di Roma attraverso il metodo SROI (Social Return on Investment), evidenzia una crescita significativa del valore generato. A fronte di un investimento complessivo di 498.536 euro, il progetto ha prodotto un valore sociale pari a oltre 1,6 milioni di euro, con un ritorno di 3,21 euro per ogni euro investito. Al netto delle risorse impiegate, il valore generato registra un incremento del 154% rispetto alla precedente annualità.
L’impatto assume una dimensione ancora più rilevante se osservato nel lungo periodo: considerando gli effetti destinati a consolidarsi nel tempo, il valore cumulato attualizzato a cinque anni sfiora i 5 milioni di euro. Un risultato che conferma Generazione G come un vero investimento sociale, capace di tradurre risorse economiche e progettuali in maggiore benessere familiare, prevenzione delle vulnerabilità e rafforzamento delle reti territoriali.
“La seconda rendicontazione di Generazione G conferma la solidità di un modello che genera benefici duraturi e dimostra come il sostegno alla genitorialità possa tradursi in un investimento sociale strategico per la sostenibilità educativa e demografica dei territori”, afferma Alberto Rivolta, CEO di Artsana Group. “Si tratta di un progetto replicabile e scalabile, che integra supporto materiale, empowerment relazionale e attivazione comunitaria in una logica di welfare preventivo e generativo”.
Nel corso della seconda annualità, il progetto ha coinvolto 308 famiglie in condizioni di fragilità attraverso una rete attiva in 28 città di 13 regioni italiane. Un ruolo fondamentale è stato svolto da 53 genitori esperti, selezionati e formati per accompagnare le famiglie nei momenti più delicati della genitorialità, offrendo ascolto, orientamento e supporto concreto.
Tra i risultati più significativi emerge il dato relativo alla natalità: sono state registrate 79 nuove nascite, di cui 11 secondi o terzi figli. Un indicatore particolarmente rilevante in un contesto nazionale caratterizzato da un costante calo demografico e che testimonia come un sostegno continuativo e basato sulla prossimità possa contribuire a rafforzare la fiducia nella scelta di diventare genitori.
Accanto agli indicatori demografici, la seconda rendicontazione realizzata dall’ITCI – Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale di Tonino Cantelmi evidenzia miglioramenti significativi nella qualità della vita delle famiglie coinvolte. L’autoefficacia di coppia cresce del 22,6%, mentre quella genitoriale registra un incremento del 26,1%. In aumento anche la soddisfazione genitoriale (+14,95%) e la qualità della relazione tra genitori e figli, con un miglioramento del calore educativo (+12,6%) e una riduzione dello stile genitoriale trascurante (-19,1%).
Benefici importanti emergono anche sul fronte dello sviluppo infantile. L’attaccamento sicuro dei bambini cresce del 10,3%, mentre si riduce del 32,9% lo stile di attaccamento ansioso. Parallelamente, il benessere psicologico delle famiglie aumenta del 31,5% e quello fisico del 36,5%, confermando l’efficacia dell’intervento nel rafforzare competenze, relazioni e capacità di attivare reti di supporto.
Uno degli aspetti più qualificanti del progetto riguarda proprio la dimensione comunitaria. Attraverso attività di gruppo, percorsi di supporto tra pari e reti informali di prossimità, Generazione G ha favorito la nascita di nuovo capitale sociale nei territori, rafforzando la capacità delle comunità locali di rispondere ai bisogni delle famiglie. In questo contesto, il supporto derivante da corsi e gruppi strutturati è aumentato del 21,4%.
I genitori esperti hanno rappresentato un elemento chiave del progetto, non soltanto come figure di sostegno individuale, ma anche come facilitatori di reti territoriali e promotori di connessioni tra famiglie, servizi e comunità locali, contribuendo alla costruzione di un modello di welfare sempre più partecipato e comunitario.
“I dati di Generazione G dimostrano che il sostegno alla genitorialità è uno degli investimenti più efficaci per il futuro del Paese”, sottolinea Antonio Affinita, Direttore Generale del MOIGE. “Grazie alla rete dei genitori esperti siamo riusciti a trasformare la fragilità in fiducia e il disagio in opportunità”.
Fin dalle sue prime fasi, il progetto ha ricevuto il sostegno delle istituzioni. “Abbiamo creduto fin dall’inizio in questa iniziativa perché affronta il tema della natalità e delle fragilità familiari accompagnando concretamente le famiglie e rafforzando le relazioni”, dichiara Eugenia Roccella, Ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità. “Solo attraverso la collaborazione tra istituzioni, imprese, mondo del lavoro e associazionismo è possibile sviluppare politiche realmente efficaci a sostegno delle famiglie”.
Nel complesso delle prime due annualità, Generazione G ha raccolto quasi un milione di euro, sostenuto 572 famiglie fragili, accompagnato 136 nuove nascite e coinvolto 36 città in 15 regioni italiane grazie all’impegno di 70 genitori esperti. Il progetto ha inoltre distribuito basket infanzia per un valore superiore a 60.000 euro, offrendo un sostegno concreto e immediato ai nuclei familiari coinvolti.
Grazie al contributo delle insegne Prénatal, Toys Center, Bimbostore e FAO Schwarz e al supporto dei partner Chicco, Clementoni, Fater, MAM, Mattel e Okbaby, Generazione G continua a crescere come modello di welfare di prossimità capace di unire imprese, terzo settore, comunità e famiglie attorno a un obiettivo condiviso: mettere la genitorialità al centro del futuro del Paese.
