Famedio, un luogo che parla della grandezza di Milano. La rappresentazione del talento di molti milanesi, nativi o adottati che fossero, ma sempre e comunque fedeli ai più genuini valori ambrosiani. Si è celebrata ieri, nella sala del Cimitero Monumentale, la tumulazione e l’iscrizione di 24 personalità che hanno dato lustro alla Città di Milano. Esponenti dell’editoria e del giornalismo, della cultura e della scienza, dell’arte e della politica, della musica e dello spettacolo. Due nomi però sono particolarmente indicativi del cambiamento dei tempi. Sono quelli di Carla Fracci e Lucia Bosè. La ballerina, tra le più grandi al mondo, è sempre stata legatissima a Milano e da questa è stata ricambiata. Un affetto confermato dalla tumulazione delle sue spoglie al Cimitero Monumentale, la prima donna a ricevere questo onore. La prima, ma non l’unica. Accanto a lei altre 9 donne. Tra queste, spicca il nome di Lucia Bosè. L’attrice, amatissima dal grande pubblico e stimatissima dai più grande registi del cinema italiano, è icona per intere generazioni di donne. Di seguito le testimonianze del Presidente del Consiglio Comunale Elena Buscemi e del Sindaco della Città di Milano Giuseppe Sala.

Famedio, il tributo a Carla Fracci

Nel Famedio c’è la rappresentazione migliore della nostra società e delle sue conquiste – afferma il Sindaco di Milano Giuseppe Sala – Il tributo a Carla Fracci non è solo l’ossequio formale dovuto ad una grande artista ma il segno di una società che sta velocemente superando retaggi e pregiudizi del passato. Società nella quale il mondo femminile si afferma nelle professioni, nella politica e in tutte le espressioni della vita sociale. Segno di una società sempre più matura e più giusta” A rafforzare le affermazioni del Sindaco Sala, anche quelle del Presidente del Consiglio Comunale Elena Buscemi.A Carla Fracci Milano rende l’onore più grande, la prima donna a essere tumulata a fianco di Alessandro Manzoni, Carlo Cattaneo, Salvatore Quasimodo e Leo Valiani. Carla Fracci ha incantato il mondo intero con la sua arte, ma il suo cuore è sempre rimasto legato a Milano e i milanesi hanno ricambiato questo affetto con una ammirazione e una riconoscenza incondizionati. E’ stata una donna straordinaria ed una ballerina tra le più grandi al mondo. Con la sua bravura e la sua classe ineguagliabile ha portato il nome di Milano nel Mondo, ha reso la nostra città un sinonimo di bellezza”

Lucia Bosè, icona dei tempi che cambiano

Una bellezza che un’altra donna ha saputo incarnare con la sua arte, quella del cinema. E’ Lucia Bosè, protagonista di decine di film a fianco di registi come Federico Fellini, Giuseppe De Santis, Giancarlo Antonioni. Donna indipendente ed autonoma, nella carriera professionale come nella vita privata, è stata precursore dell’emancipazione femminile. Ma è stata soprattutto una grande artista. “Scoperta da Luchino Visconti in una pasticceria di Milanosottolinea Elena Buscemi nei suoi 48 film ha trasmesso una grazia senza pari, insieme ad una classe interiore ed uno spirito indomito che l’hanno resa uno dei volti più noti del cinema italiano. Amata dal grande pubblico e voluta come protagonista da tanti grandi registi”

Omaggio a competenza, conoscenze ed innovazione

Le personalità celebrate al Famedio sono espressione della multiforme realtà sociale della nostra città – precisa Giuseppe Sala – Ognuno di loro ha lasciato una traccia indelebile nella nostra memoria e nella storia della città e del Paese. Un dono di cui siamo, e saremo, sempre riconoscenti” Un riconoscimento che trova seguito nelle parole del Presidente del Consiglio Comunale. “Si tratta di donne e uomini, milanesi di nascita o d’adozione, che hanno contribuito alla crescita economica, sociale e morale della nostra comunità. Grazie al lavoro, all’impegno e ai principi che hanno ispirato le loro azioni – sottolinea Elena Buscemi – Il loro ricordo nel Famedio è un omaggio alla competenza, alla conoscenza e all’innovazione che hanno reso la nostra città un motore instancabile di bellezza e progresso” Nella cripta del Famedio riposano due Sindaci, Carlo Tognoli e Marco Formentini. “Con la loro visione e la loro umanità hanno spinto Milano verso un futuro di progresso – ribadisce Elena Buscemi – Carlo Tognoli è stato uno dei più grandi esponenti del socialismo riformista, il suo decennato ha aperto Milano alle grandi trasformazioni dei decenni successivi. Marco Formentini è stato il sindaco della transizione, con determinazione ha traghettato la città da Tangentopoli alla crescita della anni Duemila”

Celebrate le personalità che hanno reso Milano capitale della cultura

Le 24 personalità iscritte nel Famedio – prosegue Elena Buscemi – rappresentano al meglio la ricchezza valoriale di Milano” Tra di esse, la designer e tessitrice di fama mondiale Paola Besana. “Lo Studio di Tessitura, da lei fondato a Milano nel 1968, si è affermato come laboratorio, centro di ricerca, produzione e insegnamento conosciuto a livello internazionale” A rappresentare l’arte, Roberto Brivio. “Un artista dalle carriere infinite. Attore e autore, cantante e chansonnier, cabarettista e regista, ha messo in musica l’anima della nostra città” Una città capace di ispirare anche un grande della musica leggera italiana, il siciliano ma milanese d’adozione Franco Battiato. “Il suo è stato un viaggio tra le frontiere musicali che ha emozionato milioni di persone. A Milano ha trovato l’incoraggiamento per avviare una carriera che ha segnato la cultura italiana” Cultura italiana che in Milano ha trovato la sua capitale. “Roberto Calasso ha guidato una delle case editrici più rivoluzionarie della cultura italiana. La sua visione filosofica rendeva unica la qualità del suo catalogo di libri. Grazie a Giorgio Fantoni milioni di italiani hanno amato l’arte. Nel catalogo di Livio Garzanti scrittori divenuti immortali e cultura a prezzi modici”

Famedio, ispirazione verso nuovi traguardi

Le donne e gli uomini i cui nomi sono iscritti nel Famedio – conclude Giuseppe Sala – hanno dimostrato che si può perseguire il proprio sogno di grandezza, di arte, di affermazione professionale facendo al tempo stesso il bene della comunità. Un messaggio quanto mai valido in un periodo difficile come quello attuale. La pandemia ci porta ad affrontare sfide impegnative che richiedono partecipazione, condivisione e consapevolezza di essere parte di una grande comunità. Siamo stati colpiti tutti, dietro di noi sofferenze ed una situazione economica difficile. Ma nelle difficoltà i milanesi sanno rinsaldare la loro coesione, e crescere insieme con responsabilità. I grandi milanesi che abbiamo celebrato sono una ispirazione verso nuovi traguardi. Sento in città una grande voglia di ripartenza, un diffuso spirito positivo che può aprire la strada alla ripresa. Milano è pronta a tornare a fare la sua parte per il progresso e il bene del Paese”

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