Welfare-index-PMI-2021

Conferenza stampa di presentazione del Welfare Index PMI 2021 di Generali Italia. Quest’anno il tema era già insito nel titolo dell’incontro: «Il Welfare Aziendale genera impatto sociale». Lucia Sciacca, direttore comunicazione e social responsability Generali Country Italia, Global Business Lines e Membro del Comitato Guida Welfare Index PMI: «Quest’anno le importanti novità sono sintetizzate nel titolo – afferma – per il primo anno abbiamo potenziato la ricerca, siamo alla sesta edizione e abbiamo cercato di indagare quello che è l’impatto sociale del welfare aziendale. Questo perché oggi è molto importante il tema della sostenibilità, della ripresa sostenibile. E ci siamo chiesti non solo di indagare il livello di attività di welfare che le imprese producono ma anche quello che è l’impatto che le attività hanno sul sociale». 

Welfare Index PMI 2021, la grande novità è l’impatto sociale

Lucia Sciacca prosegue: «La prima novità che emerge dalle imprese è che il covid ha fatto fare un salto di qualità al welfare aziendale, perché le imprese hanno portato fuori l’esperienza. Questo anno hanno agito come soggetto economico ma anche come attore sociale. Occupandosi di implementare iniziative di welfare per i lavoratori, le loro famiglie e la comunità. Questa è una caratteristica che emerge dalle seimila interviste di quest’anno su imprese di tutti i settori che vanno da sei a mille dipendenti. Emerge la nuova consapevolezza dell’imprenditore anche al ruolo sociale. Ci sono stati aiuti alle famiglie con contributi ma anche focus sulla conciliazione vita-lavoro, con attività su come gestire i figli, gli anziani e molto altro». Quest’anno sono 105 i welfare champions, mentre erano solo 22 il primo anno.

L’investimento nel sociale aumenta la produttività aziendale 

Enea Dallaglio, Partner Innovation Team di Gruppo Cerved: «Le aziende sono sempre più consapevoli della centralità strategica per il loro business del welfare aziendale – le sue parole – in questi due anni di grande emergenza covid c’è stato un vero salto di qualità del welfare aziendale. Sotto tanti punti di vista. Il 43% delle imprese ha attuato servizi diagnostici anti covid. Ma il 38% ha preposto retribuzioni integrative per i lavoratori in difficoltà e il 21% servizi sanitari di carattere generale. Queste iniziative sono diventate strutturali e la centralità dell’azienda nella comunità è evidente. Le aziende hanno avuto la consapevolezza di essere il punto di riferimento per le persone, soprattutto nei due anni di isolamento».

La salute, prima di tutto

Andrea Mencattini, Responsabile Governance & Institutional Relations Generali Country Italia e Global Business Lines e Membro del Comitato Guida Welfare Index PMI: «In sei anni il welfare aziendale è cambiato moltissimo – le sue parole – il 92% degli intervistati ritiene che la salute sia uno dei temi centrali del welfare aziendale“.

Di Luca Talotta

Nasce in Calabria, cresce a Milano. Mezzadro del mestiere, si sente più blogger che giornalista. Una vita trascorsa a pane e calciomercato, segue tutti gli sport ma non ne pratica uno, teoria che ha accompagnato i più grandi giornalisti italiani. Che sia la strada giusta? Forse. Per ora si diletta a fare il giornalista. Con che risultati, decidete voi...

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