Il Wi-Fi lento a casa dipende quasi sempre da posizione del router, interferenze e dispositivi collegati: un test di due minuti dice da dove partire
Wi-Fi lento in casa: il test che rivela la causa
Il Wi-Fi lento in casa è uno dei disagi più comuni per chi lavora da remoto, guarda film in streaming o gioca online. Nella maggior parte dei casi la colpa non è dell’operatore, ma di come è installata la rete: posizione del router, muri, interferenze e troppi dispositivi collegati. Prima di chiamare l’assistenza, però, conviene fare una verifica di due minuti.
Collega un computer al router con un cavo di rete e fai uno speed test. Poi ripeti la prova in Wi-Fi, prima vicino al router e poi nella stanza dove la connessione rallenta. Se via cavo la velocità è buona e senza fili crolla, il problema è la rete domestica. Se invece è bassa anche con il cavo, il problema è la linea, e lì le soluzioni sono diverse.
Dove mettere il router per evitare il Wi-Fi lento in casa
Il segnale si indebolisce con la distanza e con ogni ostacolo che attraversa. Muri portanti, pavimenti in cemento armato, specchi, acquari e mobili metallici assorbono o riflettono le onde radio. Per questo il router chiuso in un mobile dell’ingresso, o appoggiato a terra dietro la televisione, è la causa più frequente del Wi-Fi lento in casa.
La posizione ideale è centrale, in alto e all’aperto, rispetto alle stanze in cui si usa internet. Uno scaffale nel corridoio funziona meglio di un angolo dell’appartamento. Anche le antenne contano: se il router le ha esterne, orientarne una in verticale e una in orizzontale aiuta a coprire più piani e direzioni.
Bande, canali e interferenze dei vicini
I router domestici trasmettono su due bande principali. La banda a 2,4 GHz arriva più lontano e attraversa meglio i muri, ma è più lenta e affollata: la usano anche le reti dei vicini, molti dispositivi Bluetooth e persino il forno a microonde, che quando è acceso può disturbare il segnale. La banda a 5 GHz è più veloce e meno congestionata, ma copre distanze più brevi.
In condominio, il Wi-Fi lento in casa dipende spesso dalle reti vicine che trasmettono sullo stesso canale. La soluzione è entrare nel pannello del router e attivare la scelta automatica del canale, oppure provarne uno meno occupato. I router più recenti usano anche la banda a 6 GHz: come spiega la Wi-Fi Alliance, l’associazione che certifica lo standard, il Wi-Fi 6E sfrutta canali più ampi e subisce meno interferenze dai dispositivi delle generazioni precedenti.
Troppi dispositivi e router datati
Smartphone, tablet, smart TV, console, assistenti vocali, lampadine e telecamere smart: in una casa media i dispositivi collegati sono spesso più di dieci. Tutti si dividono la stessa rete, e un aggiornamento automatico o un download pesante può rallentare gli altri. Molti router permettono di dare la priorità ad alcuni dispositivi, per esempio il computer da cui si lavora.
Conta anche l’età dell’apparecchio. Un router di dieci anni fa non sfrutta gli standard più recenti e gestisce peggio molti collegamenti contemporanei, una delle cause meno considerate del Wi-Fi lento in casa. Prima di sostituirlo, però, vale la pena riavviarlo e aggiornare il firmware: spesso basta questo per recuperare stabilità.
Ripetitori e mesh contro il Wi-Fi lento in casa
Se l’abitazione è grande o su più piani, un solo router non basta. I ripetitori sono la soluzione più economica, ma vanno posizionati a metà strada tra il router e la zona scoperta, dove il segnale è ancora buono: messi nella stanza senza copertura ripetono un segnale già debole. I sistemi mesh usano invece più unità che lavorano come un’unica rete e passano il dispositivo dall’una all’altra mentre ci si sposta.
Per la postazione di lavoro o la console resta valida la soluzione più semplice: il cavo di rete. Dove non è possibile farlo passare, gli adattatori powerline portano la connessione attraverso l’impianto elettrico e la trasformano in una presa di rete o in un nuovo punto Wi-Fi.
Quando il Wi-Fi lento in casa dipende dalla linea
Se il test via cavo conferma che il problema è la linea, c’è uno strumento ufficiale per farlo valere. È Misura Internet, il servizio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) che con il software gratuito Ne.Me.Sys. rilascia un certificato con valore legale sulla velocità della connessione fissa, da confrontare con la banda minima garantita nel contratto.
Se i valori sono inferiori, il certificato va inviato all’operatore come reclamo entro 30 giorni, e l’operatore ha a sua volta 30 giorni per ripristinare il servizio. Una verifica che separa i guasti della linea dai limiti della rete domestica e permette di intervenire nel punto giusto.
