Industria, politica e sindacati si incontrano il 13 ottobre a Milano: #FORUMAutoMotive mette al centro competitività, lavoro e futuro della mobilità
L’Europa deve decidere quale futuro vuole per la sua industria dell’auto
L’automotive europeo deve scegliere la strada da percorrere, e questa volta il tempo a disposizione sembra essere sempre meno. La transizione imposta al settore si confronta con competitività industriale, occupazione, capacità di spesa degli automobilisti e una concorrenza internazionale sempre più forte.
Su questo scenario si concentrerà il nuovo Tavolo di #FORUMAutoMotive, in programma martedì 13 ottobre nella sede dell’Automobile Club Milano. «Automotive europeo oltre il punto di non ritorno. L’ora delle scelte» è il titolo di un appuntamento che porterà allo stesso tavolo istituzioni, imprese, sindacati e associazioni della filiera.
Il punto non è mettere in discussione la necessità di ridurre l’impatto ambientale della mobilità. La questione è capire come farlo senza compromettere uno dei principali patrimoni industriali europei e senza trasformare l’acquisto di un’auto nuova in una possibilità riservata a una fascia sempre più ristretta della popolazione.
Bonora: «Le decisioni prese senza ascoltare gli automobilisti»
Pierluigi Bonora, promotore di #FORUMAutoMotive, individua proprio nelle modalità con cui è stata gestita la transizione uno dei problemi principali.
«Le decisioni sono state prese senza ascoltare gli automobilisti, senza chiedersi che cosa volessero e soprattutto che cosa potessero permettersi di acquistare. È mancata una valutazione realistica della sostenibilità: non può essere considerata soltanto sul piano ambientale, ma deve essere anche economica e sociale».
Una riflessione che porta al centro del dibattito un elemento spesso sottovalutato: la transizione funziona soltanto se riesce a coinvolgere anche il mercato. Le scadenze normative possono accelerare lo sviluppo tecnologico, ma alla fine sono imprese e automobilisti a doverne sostenere concretamente costi e conseguenze.
Da qui anche la richiesta di apertura verso differenti soluzioni tecnologiche. Secondo Bonora, servono «pragmatismo e una strategia» che tengano insieme tutela ambientale, tecnologie virtuose, competitività industriale, occupazione e accessibilità della mobilità.
La Cina ha occupato gli spazi lasciati dall’Europa
Nel frattempo, mentre l’industria europea affronta la propria trasformazione, i costruttori cinesi hanno aumentato la pressione sul mercato, puntando su un’offerta diversificata e su un posizionamento economico competitivo.
Bonora non lo nasconde: «Bravi i gruppi cinesi che ne hanno approfittato, andando incontro alle reali richieste del mercato con un’offerta non solo elettrica, ma variegata e soprattutto alla portata dal punto di vista economico».
È probabilmente uno dei passaggi più significativi del dibattito. Il problema non può essere ridotto alla difesa dell’auto termica contro quella elettrica. La sfida riguarda piuttosto chi costruirà le automobili, le tecnologie e i componenti dei prossimi decenni e dove verrà generato il valore industriale.
L’Europa possiede ancora marchi, competenze, stabilimenti e una filiera difficilmente replicabili. Proteggere questo patrimonio non significa chiudersi all’innovazione, ma creare le condizioni perché siano proprio le imprese europee a rimanerne protagoniste.
A Milano il confronto tra politica, imprese e lavoratori
Il programma del 13 ottobre inizierà alle 14.30, dopo i saluti istituzionali di Pietro Meda, presidente di Automobile Club Milano, e Geronimo La Russa, presidente di Automobile Club d’Italia.
Dopo l’intervento di Pierluigi Bonora, Emanuele Cordone, Partner della Practice Automotive di AlixPartners, presenterà l’ultimo aggiornamento del «Global Automotive Outlook». È previsto anche il saluto di Carlo Fidanza, capo delegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento Europeo e membro della Commissione TRAN.
Il confronto «Politica italiana, imprenditori e sindacati a ruota libera» coinvolgerà Alberto Gusmeroli, Alessandro Cattaneo, Marco Bonometti, Davide Sperti e Barbara Arsieni.
A seguire, il Tavolo «Basta con le parole. Subito i fatti!» riunirà rappresentanti delle principali realtà della filiera, tra cui Federauto, ANFIA, UNRAE, Motus-E, ANIASA, Assogomma e UNEM.
Il messaggio che accompagnerà il confronto milanese è netto: decarbonizzare la mobilità e difendere l’industria automobilistica non dovrebbero essere obiettivi alternativi. La vera sfida europea sarà riuscire a perseguirli insieme.
