Con l’obbligo in arrivo dal 15 novembre, la scelta tra pneumatici invernali e quattro stagioni dipende da chilometri, strade e clima più che dal prezzo dell’acquisto
Pneumatici invernali o quattro stagioni: cosa dice la legge
Dal 15 novembre 2026 al 15 aprile 2027 torna l’obbligo di dotazioni invernali sulle strade indicate dalle ordinanze. Per molti automobilisti la domanda è sempre la stessa: pneumatici invernali o quattro stagioni? Per il Codice della Strada le due soluzioni sono equivalenti, così come le catene da neve tenute a bordo. Chi sceglie il doppio treno di gomme può già montare le invernali dal 15 ottobre, e ha tempo fino al 15 maggio per tornare alle estive.
L’obbligo però non vale ovunque. Lo decide l’ente proprietario della strada con un’ordinanza e lo segnala con un cartello: dove c’è, va rispettato anche senza neve, come ricorda la Polizia di Stato. Chi viene fermato senza la dotazione richiesta rischia una multa che va in genere da 41 a 338 euro.
Pneumatici invernali e quattro stagioni: come lavorano
Le gomme invernali usano una mescola morbida che resta elastica anche al freddo. Il battistrada ha lamelle fitte che si aggrappano alla neve e drenano l’acqua mista a fango. I produttori indicano come soglia i 7 gradi: sotto questa temperatura le invernali rendono meglio delle estive, sopra si consumano prima e allungano la frenata.
Le quattro stagioni, invece, sono un compromesso. La mescola lavora in un intervallo di temperature più ampio e il disegno sta a metà tra estivo e invernale. Il vantaggio è pratico: niente doppio cambio, niente deposito dal gommista, un solo treno da comprare. Il limite è altrettanto chiaro: non eccellono né in piena estate né sulla neve alta.
Pneumatici quattro stagioni: la sigla che conta davvero
Sul fianco della gomma si trovano due marcature. La sigla M+S (fango e neve) è un’autocertificazione del produttore. Il simbolo 3PMSF, una montagna a tre picchi con un fiocco di neve, si ottiene solo superando test standardizzati di frenata e trazione su neve compatta. In Italia basta M+S per rispettare l’obbligo; tuttavia il 3PMSF è l’unica garanzia di prestazioni invernali misurate.
C’è poi il codice di velocità. Le invernali possono avere un indice più basso di quello indicato sul libretto, purché non inferiore a Q (160 km/h), con un’etichetta di avviso nell’abitacolo. Le quattro stagioni, che restano montate tutto l’anno, devono quindi rispettare l’indice del libretto. In entrambi i casi la regola è una: sempre quattro gomme uguali, mai due invernali sull’asse motore e due estive sull’altro.
Cosa dicono i test
I test dei club automobilistici mostrano che la categoria da sola non basta. Nel test 2026 dell’ADAC, su 16 quattro stagioni per utilitarie (misura 185/65 R15), solo un modello ha ottenuto il giudizio “buono”: il Continental AllSeasonContact 2, con voto 2,3. Otto pneumatici non hanno ricevuto la raccomandazione d’acquisto, soprattutto per i limiti su strada innevata.
Un anno prima, il test 2025 dell’ÖAMTC, l’automobile club austriaco, aveva esaminato 16 quattro stagioni per auto compatte (225/45 R17): quattro “buono” e quattro “insufficiente”. In sostanza, tra il miglior quattro stagioni e il peggiore c’è più differenza che tra un buon quattro stagioni e un’invernale. Non a caso l’ADAC consiglia questa tipologia soprattutto a chi guida poco.
Cosa scegliere in base a come guidi
La risposta dipende dall’uso reale dell’auto. Gli pneumatici quattro stagioni sono la scelta sensata se:
- si guida soprattutto in città e in pianura, con percorrenze annue contenute;
- il clima della zona è mite e la neve sulla strada è rara;
- non si ha spazio o voglia di gestire un secondo treno di gomme.
Le invernali, con il cambio stagionale, convengono invece se:
- si percorrono spesso strade di collina o di montagna,
- si fanno molti chilometri, anche in autostrada nelle giornate più fredde;
- si guida un’auto pesante o potente, dove aderenza e spazi di frenata pesano di più.
Le catene a bordo restano l’opzione minima per chi in montagna non ci va mai, a patto di saperle montare in pochi minuti e al freddo.
Prima di andare dal gommista conviene controllare il libretto di circolazione, la profondità del battistrada (minimo legale 1,6 millimetri) e la data di produzione stampata sul fianco. Poi resta un mese per decidere: la scadenza da segnare è il 15 novembre.
