Sono tornate in mare questa mattina Angela e Lisa, due esemplari di tartaruga marina della specie Caretta caretta arrivati tra giugno e luglio al Centro di recupero dell’Acquario di Genova. Dopo settimane di cure e riabilitazione, entrambe hanno recuperato una buona condizione di salute e la piena capacità di nuotare e immergersi e sono state giudicate idonee al ritorno in libertà.

Angela è stata rilasciata dall’unità navale 813 del Raggruppamento Navale e Subacquei dei Carabinieri, che aveva contribuito al suo recupero lo scorso luglio. L’esemplare è inoltre dotato di un tag satellitare che permetterà agli esperti di seguirne gli spostamenti e raccogliere informazioni preziose sugli ambienti frequentati e sulle rotte percorse.

La tartaruga era stata recuperata il 20 giugno nel porto di Genova Prà, dove si trovava in superficie apparentemente in difficoltà. Trasportata all’Acquario a bordo dell’imbarcazione del Centro Carabinieri Subacquei, era stata affidata alle cure dello staff medico-scientifico.

Gli accertamenti veterinari avevano evidenziato difficoltà nel nuoto, numerosi balani sul carapace e sul piastrone e la presenza di parassiti esterni, successivamente rimossi. Durante la permanenza nel centro di recupero Angela ha progressivamente recuperato la propria condizione fisica, tornando a nuotare e immergersi regolarmente.

Al momento del rilascio pesa 23 chili e misura 55 centimetri di lunghezza e 52 di larghezza.

Il tag satellitare è stato applicato grazie alla collaborazione con Fondazione CIMA e al supporto tecnico dell’Università di Pisa. Il dispositivo consente di raccogliere dati sugli spostamenti orizzontali dell’animale e sulla temperatura, informazioni utili per comprendere le rotte delle tartarughe marine e migliorare i modelli di posizionamento. Fondazione CIMA mette inoltre a disposizione antenne UHF per supportare la raccolta dei dati quando l’animale si trova nel loro raggio di trasmissione.

Anche Lisa ha finalmente potuto tornare nel suo ambiente naturale. Il suo rilascio è avvenuto a bordo dell’unità navale CP 334, messa a disposizione dalla Capitaneria di Porto-Guardia Costiera di Genova nell’ambito del Protocollo d’intesa con la Direzione Marittima della Liguria e l’Acquario.

Lisa era stata recuperata lo scorso 15 luglio al largo di Levanto, in difficoltà natatoria, grazie all’intervento dell’equipaggio WWF impegnato in un campo estivo Vele Cetacei organizzato da WWF Travel nell’ambito del progetto Vele del Panda. Nel recupero e nel successivo trasferimento all’Acquario erano state coinvolte anche altre realtà del territorio, tra cui l’associazione I nasi volanti delle Cinque Terre.

Le visite effettuate dallo staff medico-scientifico avevano evidenziato difficoltà nell’immersione, alcune abrasioni superficiali, numerose alghe sulla parte posteriore del carapace e una lesione cronica che divide la pinna anteriore destra, già chiusa al momento dell’arrivo nella struttura.

Durante la permanenza all’Acquario, Lisa ha inoltre espulso una lenza da pesca lunga circa 30 centimetri, che aveva ingerito in mare. Una volta recuperate la piena capacità di nuoto e una buona condizione generale, è stata giudicata idonea al ritorno in libertà.

Al momento del rilascio pesa 13,3 chili e misura 46 centimetri di lunghezza e 40,5 di larghezza.

L’Acquario di Genova si occupa di tartarughe marine in difficoltà dal 1994 e dal 2009 è referente istituzionale per la Regione Liguria per il recupero delle Caretta caretta, nell’ambito dell’accordo Stato-Regioni. Dal 2017 è inoltre riconosciuto ufficialmente dal Ministero della Transizione Ecologica come centro di recupero e lunga degenza delle tartarughe marine.

In caso di avvistamento di una tartaruga in difficoltà, è fondamentale non intervenire autonomamente. Occorre allertare immediatamente la Guardia Costiera chiamando il 1530 o il 112. Saranno gli operatori a contattare gli esperti dell’Acquario di Genova, che valuteranno la situazione e l’effettiva necessità di intervenire, fornendo anche le indicazioni su come comportarsi.

La cattura delle tartarughe marine è infatti vietata dalla legge, trattandosi di animali protetti dalla Convenzione CITES. L’attività di pronto soccorso dell’Acquario viene svolta in accordo con il Servizio CITES dei Carabinieri e in collaborazione con la Guardia Costiera, nell’ambito del protocollo con la Direzione Marittima della Liguria.

Sono diverse le cause che possono portare una tartaruga marina al ricovero: dalle interazioni con le attività di pesca alle reti fantasma, dagli ami dei palamiti all’ingestione di plastica e altri corpi estranei, fino agli impatti con le imbarcazioni, alle patologie debilitanti e agli sversamenti di petrolio.

Il ritorno in mare di Angela e Lisa rappresenta così il risultato di un percorso di recupero e, allo stesso tempo, un nuovo importante tassello nell’attività di tutela della fauna marina portata avanti dall’Acquario di Genova e dalle realtà che collaborano al suo fianco.

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