Un’analisi approfondita di misure, numeri e iniziative per rendere le strade milanesi più sicure
Mobilità e incidenti: il quadro attuale
Nel 2023 Milano ha registrato 46 vittime a seguito di incidenti stradali, rispetto alle 44 del 2022 e alle 32 del 2021, con una tendenza all’aumento nonostante gli sforzi per contenere l’incidentalità . A livello regionale, in Lombardia il numero complessivo di incidenti con feriti sino all’ottobre 2024 ha superato quota 33 000, con Milano capofila nel tasso di interventi di soccorso (5 742 chiamate, pari al 42 % del totale regionale) .
Gli utenti «vulnerabili» – pedoni, ciclisti, conducenti e passeggeri di due ruote – rappresentano una quota rilevante dei decessi: in Lombardia ammontano al 53,8 % contro il 50 % nazionale . In particolare i pedoni deceduti in regione sono passati dal 17,2 % (2010) al 15,4 % (2023) .
Interventi in corso a Milano
Il piano Comune: strade a 30 km/h e priorità pedonali
La Giunta comunale ha adottato misure come zone “30” e restrizioni del traffico in prossimità di scuole, con l’obiettivo di creare “aree scolastiche sicure”, nuove piste ciclabili e aree pedonali . L’iniziativa “Milano – Città 30” intende estendere il limite di 30 km/h sulla maggior parte del territorio urbano, mantenendo la soglia 50 km/h solo sulle arterie principali .
Investimenti e strategie di polizia locale
Nel 2024 è previsto un budget di 79 milioni di euro per interventi di sicurezza stradale: nuove segnalazioni, infrastrutture protettive e controlli mirati da parte della Polizia Locale . Il corpo, che coordina attività stradali e sicurezza urbana attraverso 9 zone operative, intensifica controlli, sanzioni e rilievi per contrastare comportamenti rischiosi .
Soluzioni infrastrutturali: dal “traffic calming” ai woonerf
Tra le soluzioni adottate, spiccano i dossi, le isole spartitraffico, i raised crosswalks (attraversamenti rialzati) e i woonerf, spazi condivisi tra pedoni e veicoli a velocità ridotta . Questi interventi mirano a ridurre la velocità media e favorire una maggiore consapevolezza dei conducenti.
Best practice e lezioni internazionali
Milano segue l’esempio delle “Città 30” diffuse in Europa – da Graz a Parigi, da Amsterdam a Zurigo – dove la riduzione della velocità ha prodotto benefici in termini di -42 % incidenti e -46 % decessi o lesioni gravi . Secondo studi, spostando il limite da 50 a 30 km/h, lo spazio di arresto si dimezza e aumenta il tempo di reazione, preservando la sicurezza dei pedoni.
Sfide e prospettive
Nonostante queste politiche, Milano resta al 23° posto per ciclabili e aree 30 in una classifica europea, pur posizionandosi al secondo posto per sicurezza scolastica dietro Parigi . Il nodo da sciogliere riguarda un approccio integrato a mobilità sostenibile, trasporto pubblico e educazione alla guida, superando la frammentazione delle zone 30.
Conclusioni
Milano è in una fase cruciale: gli sforzi su infrastrutture, controlli e politiche di moderazione della velocità punteranno a ridurre il numero di vittime e feriti. Il successo dipenderà dalla capacità di combinare misure tecniche, educazione e standard europei, con pieno coinvolgimento delle istituzioni, della cittadinanza e delle forze dell’ordine.

