Un ristorante ricercato all’interno di una stazione di servizio, nel cuore di uno dei quartieri più popolari di Milano. È questa la scommessa – già vinta – di Italio, nuovo progetto gastronomico nato a Quarto Oggiaro e inaugurato nella seconda metà del 2025. Un format fuori dagli schemi, che mescola identità territoriale, cucina calabrese e un’estetica curata nei minimi dettagli. Dietro al progetto c’è un gruppo di professionisti provenienti dal mondo della moda, guidati da Giuseppe Colucci, uno dei fondatori. Lo abbiamo incontrato per raccontare visione, ambizioni e prospettive di un locale destinato a far parlare di sé.
Italio, il primo locale e una sfida fuori dagli schemi
«Sì, è il primo locale aperto e il primo progetto di questa società», racconta Giuseppe Colucci. Un debutto che ha il sapore della sfida, soprattutto per la scelta della location e del concept.
«Siamo un gruppo di amici, ex colleghi, provenienti da settori diversi. A parte lo chef, che ha 45 anni di esperienza, noi arriviamo dal mondo della moda. Lavoriamo e abbiamo lavorato nella fascia alta del mercato, chi come consulente e chi direttamente all’interno dei brand».
Un background insolito per la ristorazione, che però si riflette chiaramente nell’identità del locale, tra attenzione al dettaglio, estetica e posizionamento.
Un ristorante di qualità dentro una stazione di servizio
La domanda nasce spontanea: perché aprire un ristorante di livello all’interno di una stazione di servizio?
«Ci piaceva creare qualcosa di diverso rispetto a quello che il mercato offriva. Volevamo distinguerci. Inoltre, la scelta di Quarto Oggiaro non è casuale: è un quartiere con un’alta densità di calabresi, come le nostre origini».
Una scelta strategica, ma anche culturale. E soprattutto sorprendente.
«L’idea era quella di costruire qualcosa di inaspettato. Dall’esterno non si percepisce quello che poi il cliente trova entrando. È una scoperta».





Atmosfera, valori e cucina: l’identità di Italio
Entrare da Italio significa vivere un’esperienza che va oltre il semplice pasto.
«Vogliamo trasmettere i nostri valori: feroce gentilezza, rapporti umani, cura e bellezza. Sono elementi che fanno parte della nostra identità e che cerchiamo di trasferire ai nostri ospiti».
La cucina è fortemente legata alla tradizione calabrese, ma reinterpretata in chiave contemporanea, con attenzione alla qualità delle materie prime e alla presentazione dei piatti.
Milano e il pubblico internazionale
Milano rappresenta una piazza strategica per Italio, sia per il pubblico locale sia per quello internazionale.
«Ci aspettiamo di intercettare la clientela del quartiere, ma anche quella internazionale. Abbiamo esperienza con clienti stranieri e Milano è una città che offre grandi opportunità in questo senso».
Non a caso, durante il periodo dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina, il locale ha già attirato visitatori da tutto il mondo.
«Abbiamo avuto delegazioni dalla Corea, dalla Francia e da altri Paesi. Sono arrivate senza che facessimo promozione specifica. È stato sorprendente».
Il significato del nome Italio
Dietro al nome del brand c’è una riflessione precisa, nata da un lavoro condiviso tra fondatori e consulenti di comunicazione.
«Il nome è nato dopo un lungo lavoro con il nostro team marketing. Volevamo rappresentare l’Italia in una veste forse più maschile, più decisa. È venuto fuori quasi naturalmente, durante una conversazione tra noi».
Un format unico nel panorama italiano
Il modello di Italio non è completamente inedito a livello internazionale, ma in Italia resta ancora poco diffuso.
«All’estero esistono realtà simili, mentre in Italia ci sono alcuni esempi, ma spesso più legati al mondo automotive o alle stazioni di servizio. Noi abbiamo voluto creare qualcosa di completamente diverso, con un’identità forte».
Un approccio che punta a ridefinire il concetto stesso di ristorazione “di passaggio”.
Le prospettive future del progetto Italio
Guardando avanti, l’obiettivo è chiaro: crescere senza perdere identità.
«Tra un anno speriamo di essere migliorati sotto tutti i punti di vista. Questo è solo l’inizio di un progetto più ampio. Vogliamo continuare a evolverci e offrire qualcosa di nuovo a chi ci sceglie».
Un percorso che parte da Milano, ma che potrebbe presto guardare anche oltre.
