Zurigo-Milano, un viaggio nella connessione del design tra due città e due mondi. Un incontro, un evento presso la Triennale di Milano, spazio da sempre emblema di classe. Classe artistica e architettonica, per uno spazio che da oggi ospita una mostra permanente sull’arte della progettazione dal titolo “Zurich-Milan, a DESIGNed journey”.

Zurigo-Milano, il connubio con il design

All’evento presente anche Laura Agnesi, responsabile della mostra alla Triennale: “Ho avuto spesso a che fare con la Svizzera, uno dei nostri partner da sempre – le sue parole – Zurigo è una città accogliente ed interessante, con musei straordinari che fanno attività di primissimo piano”.

Laura Agnesi

Parola ad Anita Berardi

A fare gli onori di casa Anita Berardi, nuova responsabile promozione Zurigo in Italia: “Camminando per Zurigo, oggi, vedo tutto in modo diverso – le sue parole – il design è davvero dappertutto. In casa, per le strade, nel cibo, nei ristoranti, negli hotel e così via. Tutti possono andare in giro con occhi diversi e vedere il design, ma serve una qualità. La creatività. E a Zurigo ce n’è davvero tanta”.

Anita Berardi

Zurigo, città creativa

Secondo uno studio, il 28% dei creativi svizzeri si trova a Zurigo e l’8% dei lavoratori sono nel settore creativo. Inoltre a Zurigo ci sono più di 50 musei, 100 gallerie d’arte e 1.300 opere in luoghi pubblici, oltre ad università artistiche di spicco a livello internazionale. Un patrimonio vicino all’Italia, da esplorare e da rivalutare non solo per aspetti basici, preda spesso di pregiudizi. Si pensi alle banche, ad esempio. Perché a Zurigo c’è molto di più.

L’esempio di Alfredo Häberli

Ospite della mattinata anche Alfredo Häberli, il designer più prolifico della Svizzera: “A Milano ho trovato un secondo paese, mi ha fatto bene al cuore. Io sono argentino, mi mancava un po’ uno stile latino a Zurigo, che è una città più tedesca”. Perché ha deciso allora di stabilire lo studio a Zurigo e non a Milano? “A Milano ho scoperto i lavori di Achille Castiglioni e non sapevo nemmeno esistesse la professione del designer – ricorda ancora – ho scoperto che c’era una persona dietro l’oggetto. E ho portato questa filosofia a Zurigo, perché lo stesso Castiglioni, che per me è stato un maestro, me l’aveva suggerito”.

Alfredo Häberli

L’esperienza zurighese di Valeria Crescenzi

Valeria Crescenzi, giornalista freelance di architettura e design, titolare del blog Zurich Wonderland: “Il mio Zurigo-Milano? Sono arrivata a Zurigo cinque anni fa, nel mese del design a novembre. Provengo da scienze politiche, ma già all’università seguivo il design. I designer svizzeri sono più precisi, rigorosi, funzionali, logici. Spesso sono attenti anche alla ricerca dei materiali. I designer italiani, invece, hanno un surplus estetico, il bello. Il design degli italiani, di fatto, deriva dai nostri trascorsi. Dalla cultura, dall’arte, dai colori. Dalle cose belle insomma“.