Walter Chiari
Walter Chiari nelle vesti di presentatore di Canzonissima (Foto: Wikipedia)

Ricorre oggi il venticinquesimo anniversario dalla morte di Walter Chiari, scomparso per infarto mentre stava guardando la TV a casa. L’attore viveva ormai solo nel suo appartamento milanese dopo la separazione da Caterina Caselli.

Walter Chiari: uno stile unico di recitazione

Il nome di Walter Chiari dirà certamente poco ai giovani di oggi, ma si tratta di un attore che ha lasciato il segno nella storia del cinema italiano. Walter Annichiarico, questo il suo vero nome, nasce a Verona l’9 marzo 1924, ma sin da bambino si trasferisce a Milano.

L’esordio come attore cinematografico è datato 1947 nel film “Vanità” di Giorgio Pastina. Questo ruolo gli permetterà di vincere il Nastro d’Argento speciale come miglior attore esordiente.

Indimenticabile la sua interpretazione in “Bellissima” al fianco di Anna Magnani, diretto da Luchino Visconti. L’artista si distingue per il suo nuovo modo di recitare grazie alla sua innata capacità di chiacchierare per ore con il pubblico e di interpretare diversi personaggi.

Nel 1956, accanto a Delia Scala prende parte alla commedia musicale dal titolo “Buonanotte Bettina“, di Garinei e Giovannini. La collaborazione con la compagnia prosegue con la commedia musicale “Un mandarino per Teo” (1960) con Sandra Mondaini e Ave Ninchi.

Il talento di Chiari viene apprezzato anche in TV. Nel 1968, infatti, viene chiamato a condurre “Canzonissima” con Mina e Paolo Panelli.

Nel maggio del 1970 riceve un mandato di cattura. L’accusa è di consumo e spaccio di cocaina. Viene così rinchiuso a Regina Coeli il 22 maggio 1970. Il 26 agosto dello stesso anno viene però prosciolto dalle due imputazioni più gravi. Rimane però in piedi l’accusa di consumo personale, per la quale ottiene comunque la libertà provvisoria.

Questo fatto penalizza inevitabilmente la sua carriera. Solo nel 1986 torna in Tv nelle sette puntate di “Storia di un altro italiano”. Poco dopo tornerà anche al cinema con “Romance”, film presentato alla Mostra del Cinema di Venezia. Celebre è anche l’interpretazione del 1988 nello sceneggiato “I promessi sposi”, nel ruolo marginale di Tonio. L’ultimo ruolo è del 1990: “Tracce di vita amorosa”, film drammatico diretto da Peter Del Monte.

Walter Chiari: una vita da donnaiolo

Walter Chiari si è fatto ricordare anche per una grande passione per le donne. Sono stati diversi infatti i legami sentimentali che è riuscito a intrecciare. Da Silvana Pampanini a Sylva Koscina, da Lucia Bosè ad Ava Gardner. Senza dimenticare Anita Ekberg e Mina. Il matrimonio arriva però con l’attrice e cantante Alida Chelli, da cui avrà il figlio Simone.

Walter Chiari morte: il ricordo del figlio Simone

Walter Chiari ha un figlio, Simone Annichiarico, che il pubblico televisivo conosce bene soprattutto per la conduzione di “Italia’s got talent” su Canale Cinque al fianco di Belen Rodriguez. Nel 2012 Annichiarico, oggi poco più che quarantenne, ha voluto raccontare in un libro dal titolo “Walter e io” il legame con il padre. Dalle pagine traspare l’affetto di Simone per il genitore, anche se c’è un po’ di amarezza per la scomparsa avvenuta in piena solitudine.

In un’intervista a “L’Espresso” ha così raccontato l’ammirazione per il genitore che ha lasciato il segno con la sua professione: “Non si riusciva a non amarlo. Lui rapiva l’attenzione e gli affetti. Tutti sentivano che aveva un cuore grande e una testa libera da qualsiasi tipo di vincolo. Per questo lo perdonavano sempre. Delle fughe, delle assenze, di dare cento appuntamenti contemporanei e non rispettarli, di non presentarsi in teatri strapieni, di bucare addirittura l’ultima puntata di “Fantastico”: sgarbi imperdonabili nel mondo dello spettacolo. Ma appena chiedeva scusa, riconquistava il pubblico e gli amici. Mio padre era un trascinatore”.

Chiari è stato legato a diverse donne, ma per Simone il vero amore è stato uno solo: “Le donne lo corteggiavano e lui le ricambiava. Ma credo che ne abbia amato una sola: Lucia Bosè. Quando lei lo lasciò per Dominguín, iniziò la sua vita randagia. “Con Mina erano rimasti amici e si capisce anche dalla prefazione affettuosa che ha scritto per il mio libro. Con mia madre è stato un abbaglio: mai viste due persone tanto diverse”.