Abbiamo avuto il piacere di poter provare la nuova Volvo XC40 in versione plug in Hybrid e full elettrica in un test drive svolto per i colli bolognesi. Tra sogno futuro e realtà, ecco com’è andata.

Volvo, l’impegno dell’azienda verso la sostenibilità

L’obiettivo di Volvo è quello di ridurre il carbon footprint del 40% entro il 2025 di ciascuna auto prodotta: dalla catena dei fornitori alle attività della casa, fino alle emissioni allo scarico. Coinvolte, in questa strada, un po’ tutte le anime dell’azienda. L’ambizione è di arrivare, nel 2040, ad essere ad impatto neutro sul clima ma in mezzo c’è il 2030. Anno in cui si punta ad avere la totalità delle vendite fatta da sole auto elettriche. Motivo per il quale la Volvo XC40 è un prodotto fondamentale nei piani strategici aziendali. Una vettura best seller del mercato, con 35mila unità vendute in appena quattro anni di vita, di cui 4.500 nel 2021.

Volvo XC40, il test drive della versione ibrida

L’autonomia dichiarata della batteria elettrica sulla versione plug in hybrid è di 46-41 km (ciò dipende dall’allestimento dell’auto) ed effettivamente questa è la distanza coperta dalla batteria nel corso del nostro test drive, svolo come detto su continue salite e discese tra i colli bolognesi. Ci ha aiutato una guida fluida, dove abbiamo anticipato spesso le situazioni favorendo le lunghe decelerazioni e sfruttando la coppia costante del motore elettrico.  Interessante la tecnologia di bordo: la funzione Hold, combinata con il navigatore, fa sì che l’auto gestisca l’uso della carica elettrica in funzione del percorso. Questo significa che l’elettrico viene impostato in base alla destinazione e in base alla residua che noi vogliamo abbia all’arrivo. Quindi entra in funzione in autonomia, tipo quando c’è una colonna di auto e si va piano, per poi lasciare spazio al motore endotermico all’occorrenza. 

Test drive della Volvo XC40 full electric, una bella sorpresa 

La versione full electric è stata davvero una bella sorpresa. Sia perché la potenza sprigionata dalla batteria in accelerazione è sorprendente, sia perché l’autonomia è davvero ampia. La Volvo XC40 avuta in dotazione aveva 408 cv, per 660 NM e, ovviamente, una limitazione di velocità a 180km/h, come ormai da tradizione sulle nuove vetture di casa Volvo. Un consumo tra 23,8 e 25 kw/100 km e un’autonomia da 418 a 399 km (anche qui dipende dall’allestimento preso), con una batteria da 78 kw estremamente agile e potente. Anche qui ci ha aiutato a mantenere questi numeri una guida fluida, accelerate in modo progressivo senza affondare il piede e lunghe decelerazioni (per sfruttare la ricarica della batteria): quello che dovrebbe accadere, di fatto, con un motore endotermico. Senza dimenticare la tecnologia One pedal drive: quando è disattivata non ricarica la batteria, quando è in azione invece è un aiuto non da poco. Si usa in città, in situazioni di traffico intenso dove si frena continuamente, in montagna e nelle lunghe discese. Come funziona? Si usa un pedale solo, l’auto frena per noi quando lasciamo lo stesso.

La Volvo Cars App e le nuove colonnine di ricarica in arrivo

Senza dimenticare la Volvo Cars APP, che permette di gestire la vettura in totale autonomia dal proprio smartphone. Ci offre una serie di dati molto interessanti, da dove abbiamo banalmente parcheggiato fino allo stato di ricarica dell’app. Ma ci offre anche aggiornamenti software costanti, utile dunque anche la gestione del veicolo stesso. In ultimo, ma non meno importante, le colonnine di ricarica elettrica. Volvo ha annunciato da tempo la nascita di 30 stazioni di fast charge da 175 kw, che saranno realizzate in corrispondenza di alcuni concessionari vicini agli svincoli autostradali. Arriveranno nella Primavera del 2022 e, dato estremamente interessante, saranno accessibili a tutti i possessori di auto elettriche. Anche a chi non possiede una Volvo.

Di Luca Talotta

Nasce in Calabria, cresce a Milano. Mezzadro del mestiere, si sente più blogger che giornalista. Una vita trascorsa a pane e calciomercato, segue tutti gli sport ma non ne pratica uno, teoria che ha accompagnato i più grandi giornalisti italiani. Che sia la strada giusta? Forse. Per ora si diletta a fare il giornalista. Con che risultati, decidete voi...

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