Volkswagen, prototipi di robot mobili per la ricarica

Gruppo Volkswagen compie un altro passo in avanti nel definire una catena del valore sostenibile per le batterie al litio, riuscendo a recuperare e riutilizzare materie prime pregiate come litio, nichel, manganese e cobalto. Con ID.31 e ID.42, Volkswagen ha iniziato la produzione di massa dei veicoli elettrici, aprendo la strada all’intero Gruppo. Il cuore di questa rivoluzione della mobilità è la batteria ad alto voltaggio, composta da diversi moduli, che a loro volta riuniscono gruppi di singole celle. Ma che cosa succede quando la batteria arriva alla fine della sua vita a bordo dell’auto? Una delle possibili soluzioni è il riciclo, tramite un processo messo a punto dal reparto Ricerca e Sviluppo e poi concretizzato da Volkswagen Group Components nell’impianto pilota di Salzgitter.

Processo circolare

“Il nostro obiettivo è riciclare oltre il 90% dei componenti delle batterie. Non vogliamo affidare questo compito all’esterno, preferiamo formare i nostri specialisti affinché siano pronti per il futuro”. Sottolinea Thomas Tiedje, Responsabile della pianificazione tecnica di Volkswagen Group Components. Le batterie destinate al riciclo sono esclusivamente quelle che non possono essere utilizzate in altri modi. Quando vengono smontate dai veicoli giunti al termine del loro ciclo di vita, la loro efficienza viene verificata e, se sono ancora in buone condizioni, possono essere destinate a una seconda vita in sistemi di accumulo di energia mobili, come le stazioni flessibili di ricarica rapida o i robot di ricarica.

Gruppo Volkswagen, un risultato che viene da lontano

Il processo di riciclo del litio utilizzato a Salzgitter si chiama LithoRec. Il Gruppo Volkswagen ha iniziato a svilupparlo tra il 2009 e il 2011: tutto è partito dall’idea di una dottoranda in geologia dell’Università Tecnica di Braunschweig, che ha svolto il suo progetto di ricerca proprio in Volkswagen. Stella Konietzko ha indagato sulle fonti da cui potevano essere recuperati, per un successivo riutilizzo, metalli come litio, cobalto, acciaio e alluminio nell’industria automobilistica.

Gruppo Volkswagen, il processo LithoRec

Nel 2011 il mercato automobilistico era molto diverso e le auto elettriche da cui poter riciclare le batterie erano pochissime. Ma già allora, nel dipartimento Sviluppo Tecnico Volkswagen, veniva sperimentato e affinato il processo LithoRec. Le batterie venivano generalmente riciclate fondendole negli altiforni. Volkswagen Group Components, invece, sfrutta un processo meccanico. La batteria viene prima scaricata e smontata, poi le parti come l’involucro esterno in alluminio, i cavi di rame e la plastica vengono recuperati e reinseriti subito nel ciclo produttivo.

I numeri del riciclo

Non sono previsti grandi volumi di batterie da riciclare prima della fine del decennio in corso. Per questo il sito di Salzgitter è progettato per riciclare inizialmente fino a 3.600 sistemi di batterie l’anno, nella fase pilota, pari a circa 1.500 tonnellate. In futuro, il processo potrà essere scalato per gestire quantità maggiori grazie a continue ottimizzazioni. Per la produzione di una batteria da 62 kWh si risparmiano circa 1,3 tonnellate di CO2.

Il circuito chiuso di Volkswagen

Con questo metodo Volkswagen Group Components intende creare un ciclo chiuso dei materiali. Azione che ridurrà sia la domanda di materie prime, sia l’impronta di CO2 delle batterie. I prossimi passi di Volkswagen Group Components nello stabilimento di Salzgitter sono tutti concentrati sull’ottimizzazione dei processi. Quando l’impianto avrà raggiunto il limite di capacità, sarà affiancato da strutture più grandi. Questo fa in modo che la mobilità elettrica risulti adatta alla produzione di massa nonostante le materie prime limitate.

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