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Prevenire il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) nei bambini nel primo anno di vita deve tornare ad essere una priorità. Basti pensare che a livello globale, proprio nei bambini sotto 1 anno di età il Virus Respiratorio Sinciziale rappresenta in assoluto la seconda causa di mortalità dopo la malaria. Nonché la prima causa di mortalità tra le infezioni respiratorie e la prima causa assoluta di ospedalizzazione.

Il reale impatto del Virus Respiratorio Sinciziale

Mai come in questo periodo di pandemia ci si è resi conto dell’importanza della prevenzione. In particolare della prevenzione di virus respiratori che possono portare complicanze gravi anche a distanza di tempo. Nonostante questa maggiore sensibilità, ci sono ancora delle patologie altamente contagiose e pericolose, per le quali servono nell’immediato misure correttive per un maggior contenimento e gestione. Sul tema c’è un documento presentato pochi giorni fa di un gruppo multidisciplinare di esperti. Materiale che contiene una valutazione del reale impatto del Virus Respiratorio Sinciziale sulla popolazione dei bambini. Nonché sul sistema sanitario e che indica una serie di strategie per migliorare la prevenzione e la gestione del virus.

Virus Respiratorio Sinciziale: serve una rete funzionale

“Il virus respiratorio sinciziale è la prima causa di ospedalizzazione nei bambini al di sotto di un anno di età. Come è noto, inoltre, gli effetti dell’infezione da VRS possono avere ripercussioni importanti anche più avanti nel tempo. In particolar modo da segnalare le broncoreattività o il wheezing ricorrente che si osservano nei bambini nei primi anni di vita”. Il commento del Sen. Raffaele Mautone, pediatra, 12° Commissione Igiene e Sanità, Senato della Repubblica; Commissione interparlamentare per l’infanzia e l’adolescenza. “A causa dell’emergenza sanitaria legata al Covid – prosegue – molte attività di prevenzione sono state sospese o ritardate. Occorre favorire, attraverso un approccio integrato la nascita di una “rete funzionale” al raggiungimento della massima protezione della salute dei bambini.”

Nel 2015 33,1 milioni di episodi con circa 3,2 milioni ospedalizzazioni

Il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS), classificato come pneumovirus, è il patogeno più frequentemente responsabile di infezioni respiratorie nei bambini entro i 2 anni di età. Un virus che causa una vasta gamma di manifestazioni cliniche, incluse infezioni alle alte e alle basse vie respiratorie, di cui la più diffusa è rappresentata dalla bronchiolite. Quasi tutti i bambini sono infettati dal VRS almeno una volta entro i 2 anni di età e, di questi, il 50% può infettarsi anche una seconda volta. I principali fattori che determinano il rischio di ospedalizzazione da VRS in età pediatrica sono la nascita durante la stagione di circolazione del virus, in Italia tra novembre ed aprile. Nonché l’età inferiore ai 7 mesi di vita all’inizio della stagione di VRS, in Italia a novembre.

Le stime: solo per l’anno 2015, nei bambini di età inferiore a 5 anni si sono verificati nel mondo circa 33,1 milioni di episodi di infezioni delle basse vie respiratorie (LRTI) da VRS, circa 3,2 milioni di ospedalizzazioni e quasi 120 mila morti.

Virus Respiratorio Sinciziale, serve l’immunizzazione

Il Gruppo di lavoro ritiene fondamentale prevedere l’immunizzazione precoce di tutti i bambini. Nello specifico per quelli che nascono durante la stagione del Virus Respiratorio Sinciziale (novembre aprile). Nonché di tutti quei bambini che all’inizio della stagione hanno un’età inferiore 7 mesi.  Questa strategia porterebbe ad una riduzione delle ospedalizzazioni di bronchiolite da VRS in tutti i bambini nel primo anno di vita. Di conseguenza ridurrebbe le risorse sanitarie che oggi invece sono necessarie per la gestione territoriale ed ospedaliera, il tutto accompagnato anche da una significativa riduzione dei costi indiretti.”

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