Lividi

Questa canzone è dedicata a loro, alle donne che subiscono violenza. Perché trovino la forza e il coraggio di chiede aiuto. Un messaggio forte, ispirato dalla testimonianza di Maria Teresa Ruta nella casa del GF Vip qualche settimana fa. Una testimonianza che il marito e produttore discografico Roberto Zapp ha voluto tradurre in musica. Nasce così “Lividi”. Un testo graffiante, a renderlo tale la voce di Narymary, vincitrice di Sanremo New Talent 2019, e la scrittura della giornalista Laura Avalle, coautrice del testo della canzone. A mezzanotte di oggi, su YouTube, anche l’uscita del videoclip.

Lividi, il potere della musica contro il femminicidio

Lividi” è il potere della musica contro il virus della violenza sulle donne – afferma il produttore discografico Roberto Zapp – A ispirarmi è stata la tentata violenza che ha subito da ragazza Maria Teresa, raccontata da lei stessa al Grande Fratello Vip. Ma prima di realizzare questo brano mi sono documentato sulle canzoni e i testi realizzati sul tema della violenza di genere. Senza nulla togliere niente ai meriti degli altri, ho voluto realizzare un brano che non avesse niente a che vedere con parole d’amore e musica mielata. Ho preferito centrare subito il tema, il brano doveva esprimere un messaggio chiaro e diretto

Un mix di epico e pop-rock, linea melodica per esprimere un messaggio di speranza

Ci sono voluti giorni di lavoro – prosegue Roberto Zapp – per trovare la giusta linea melodica che esprimesse al meglio un messaggio di speranza per un futuro migliore ed arrivasse al cuore dell’ascoltatore. Un mix di epico e pop-rock che rappresentasse il grido di dolore di chi la violenza l’ha subita e ne porta i lividi, sia fisici sia quelli che restano dentro. Nel profondo del cuore. Un grido che la voce graffiante di Narymary ha reso possibile, nel panorama nazionale nessuno come lei avrebbe potuto interpretarlo meglio”

Emozioni che si trasformano, un dialogo per trovare la forza nascosta

Lividi è un testo molto forte – commenta Narymary Un crescendo di emozioni negative di una donna in conflitto che all’improvviso non riconosce più l’uomo che dice di amarla. Emozioni che si trasformano, alla fine del brano un parlato prende forma. Un dialogo da donna a donna, con la speranza di aiutare le donne maltrattate a prendere coscienza del fenomeno che le riguarda. Con quella forza nascosta che noi donne abbiamo, anche quando sembriamo annientate. E diciamo basta, col coraggio che ci resta. Perché ogni donna può trovare quel coraggio che è nascosto in ognuna di loro

Lividi, distanziamento dalle canzoni velate

Narymary ha realizzato il desiderio di sempre. “Volevo scrivere una canzone dedicata alla violenza sulle donne ma non avevo mai trovato l’ispirazione e il momento giusto. Ringrazio Roberto Zapp di questa opportunità, in particolare sono contenta di aver scritto il brano insieme a Laura Avalle che da anni si occupa di questi temi” Un lavoro a tre, senza strizzare l’occhio al business. “Con Lividi – evidenzia Narymaryci siamo voluti differenziare dalle solite canzoni velate che dicono e non dicono. Se una persona ha bisogno di aiuto devi essere diretta. Anche se ciò ha comunque comportato non poche difficoltà. Non nascondo di aver provato forti emozioni durante la stesura del testo e, soprattutto, durante la registrazione in studio. Ma ha voluto dare voce ad ogni donna offesa e violentata, la cover del brano con il mio viso ricoperto degli insulti che solitamente le donne ricevono ne è l’anticipazione

La parola cura di ogni male, unita alla musica può arrivare in ogni dove

La giornalista e scrittrice Laura Avalle è coautrice del testo della canzone, insieme a Narymary e Roberto Zapp. Non nuova ad esperienze come questa, in passato si è cimentata con la scrittura musicale, “La violenza contro le donne si manifesta spesso, prima ancora che con l’abuso fisico, attraverso l’insulto e la denigrazione verbale – afferma con forza Laura Avalle – Le parole a volte fanno molto male, ma allo stesso possono diventare anche la cura di quel male. Le parole sono alla base del dialogo, elemento essenziale per compattarci, spiegarsi, non creare equivoci. Solo così possiamo fare tornare di moda la gentilezza, l’ascolto, la comprensione. Unita alla musica, che è la colonna sonora della nostra vita, la parola arriva in ogni dove, vincendo silenzi e abbattendo muri di paure

Nessun appello per chi compie violenza, il femminicidio non va in quarantena

E’ stato un lavoro di squadra – commenta Roberto Zapp – Nonostante il lockdown e tutte le difficoltà ad esso legate siamo riusciti ugualmente a portare a termine questo singolo. È stato importante farlo, oggi più che mai. Perché il femminicidio non va in quarantena” Un progetto condiviso, in tutto. “Sono stato molto fortunato ad avere avuto il consenso di Narymary e la collaborazione di Laura – prosegue Roberto Zapp – Sono andato diretto nel testo, sia nel brano che nel videoclip che sarà visibile su you tube dalla mezzanotte del 24 novembre, a cavallo della Giornata Internazionale contro la violenza di genere. Non c’è appello per chi compie violenza sulle donne, la vergogna deve essere sempre solo di chi la compie. Mai di chi la subisce

Ogni strumento, un’anima. Per liberare il coraggio e ripartire

Ogni strumento utilizzato in “Lividi” è un’anima – mette in risalto Roberto Zapp – La chitarra solista, per esempio, rappresenta la risposta dell’anima di una donna che grida dolore. Poi ci sono gli archi che sottolineano la sofferenza. Mentre batteria, basso e tastiere raffigurano la brutalità della violenza Tutto si conclude in una esplosione. “L’esplosione è sempre lo scoppio che libera qualcosa, è quello che accade alla donna di Lividi. Quando non ce la fa più, esplode il suo coraggio. Si libera dalle sue paure e riparte. È l’augurio – conclude Roberto Zapp – che facciamo alle donne, perché si liberino dalle paure che le attanagliano e le hanno sempre schiacciate. E possano ripartire verso un mondo migliore

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