Videogiochi

Negli ultimi anni abbiamo assistito a come l’intelligenza artificiale e la realtà virtuale abbiano fatto passi da gigante, permettendo a chiunque di immergersi in scenari virtuali in prima persona. Con le occasioni messe in atto dalle nuove tecnologie, oggigiorno è possibile ad esempio prendere parte a tavoli da gioco da casinò, il tutto trovandosi comodamente seduti sul divano di casa propria in totale relax. Parliamo di qualcosa di inimmaginabile fino ad un decennio fa, eppure chiunque oggi può invece accedere alle migliori piattaforme di gioco di casinò usufruendo di bonus vantaggiosi e di tutta la gamma dei giochi messi a disposizione, come il Poker, la Roulette, e le tantissime slot machine disponibili. Voci di corridoio parlano di nuove possibilità in fase di sviluppo da parte dei migliori casino online per poter avere accesso a sale virtuali in maniera immersiva, sfruttando gli appositi visori VR. Uno scenario del tutto probabile considerando il successo che la realtà aumentata sta riscontrando in tutti i settori.

A proposito di gioco d’azzardo

L’Italia ha sempre avuto ed ha tuttora un ruolo pionieristico nel campo della ricerca, qualsiasi sia il settore. Proprio in tema di gioco d’azzardo è di imminente avvio il progetto italiano il cui protocollo è stato denominato “Identificazione di digital biomarker per lo screening della vulnerabilità neurobiologica nella dipendenza da gioco d’azzardo“, coordinato in Italia dal Dipartimento Dipendenze dell’Ulss 6 Euganea. Lo scopo sarà quello di interagire con i soggetti coinvolti mediante l’intelligenza artificiale e la realtà virtuale. Permettendo di ricreare l’ambiente di gioco nella sua intera complessità, in modo da sollecitare il desiderio compulsivo di giocare ed offrendo diagnosi affidabili riguardanti la risposta alla dipendenza dal gioco, insieme ad informazioni utili sulle possibili strade e modalità di trattamento più efficaci. Un algoritmo ben addestrato sarà in grado di processare i dati estrapolati insieme ai tratti peculiari in ambito di abitudini, in modo da prevedere la vulnerabilità del singolo soggetto al gioco e fornendo così informazioni utili per eventuali diagnosi cliniche, oltre che alla prevenzione della dipendenza patologica di per sé.

Videogiochi, la ricerca italiana e le neuroscienze

Ebbene sì, l’Italia controbatte alla ricerca per le neuroscienze con un microchip del tutto Made in Italy; si chiama Sinaps ed è la risposta europea al progetto Neuralink dell’imprenditore americano ormai cinquantenne Elon Musk. L’obiettivo è molto ambizioso ma non impossibile; il microchip che verrà installato nel cervello degli individui avrà lo scopo di semplificare il recupero vegetativo. Migliorando le terapie in campo neurologico e dando lo start anche allo sviluppo di nuove. Si chiama Corticale la nuova startup del tutto Italiana nata all’IIT di Genova. Il team si occuperà di avanzare ricerche innovative nel settore con la promessa di portare ad un livello successivo lo studio del cervello e di tutte le possibilità annesse. Sappiamo che la tecnologia è in costante sviluppo; abbiamo visto come l’azienda di Musk, Neuralink, abbia recentemente impiantato un microcircuito nel cervello di una scimmia. Per permetterle di giocare a dei videogiochi unicamente attraverso la sua mente. Anche se questo può sembrare uno scenario degno dei migliori film di fantascienza, non escludiamo che presto possano essere sviluppate nuove tecnologie per l’immersione in scenari virtuali ancora più totalizzanti, videogiochi e casinò compresi.

Di Luca Talotta

Nasce in Calabria, cresce a Milano. Mezzadro del mestiere, si sente più blogger che giornalista. Una vita trascorsa a pane e calciomercato, segue tutti gli sport ma non ne pratica uno, teoria che ha accompagnato i più grandi giornalisti italiani. Che sia la strada giusta? Forse. Per ora si diletta a fare il giornalista. Con che risultati, decidete voi...

2 pensiero su “Videogiochi e nuove tecnologie”

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