Valtellina

La Valtellina è una destinazione ormai nota, molto apprezzata per le sue ampie distese verdi, gli innumerevoli percorsi perfetti per gli amanti del trekking così come la sua tradizione enogastronomica. Ma oltre alle classiche valli e mete rinomate ai più, la regione nasconde tutta una serie di percorsi meno battuti e fuori dai classici circuiti turistici che sono in grado di incantare i turisti per la loro bellezza incontaminata ancora tutta da scoprire.

Valchiavenna

La Valtellina non è una valle nota solamente per le sue bellezze naturali, gli antichi borghi e le vette che sfiorano il cielo. Sono diversi i luoghi che custodiscono, quasi gelosamente, monumenti che raccontano la storia del territorio.
Uno di questi è senza dubbio il Tempietto di San Fedelino, una delle testimonianze dell’arte romanica in Lombardia. Il punto di partenza per questa escursione semplice e alla portata di tutti i tipi di passi è la chiesa di S. Giovanni o Novate Mezzola con la via Trivulzia. Il fiume Mera accompagna i turisti lungo il percorso tra distese pianeggianti e, dopo una serie di deviazioni, si raggiunge la chiesetta di San Fedelino. Calma e relax accolgono all’arrivo i turisti i quali possono decidere se sostare qui, in riva al fiume, oppure procedere con l’itinerario e raggiungere un’ansa del lago di Novate che regala vedute molto suggestive.

Morbegno

Altro itinerario degno di nota per la sua bellezza naturale e per gli incantevoli panorami che regala è quello che da Morbegno porta all’Alpe Piazza. Dopo aver percorso circa 5km e dopo aver attraversato una strada agro-silvo pastorale i turisti troveranno un ampio parcheggio dove poter lasciare l’auto. Da qui parte il percorso, della durata di un’ora, per il Rifugio Alpe Piazza a 1835m. Chi decide di fermarsi qui potrà assaporare i prodotti tipici valtellinesi e godere del meraviglioso panorama alpino che circonda l’intero rifugio. I più temerari invece possono proseguire la camminata e verso il Monte Lago a 2253m: all’arrivo una veduta panoramica sul Lago di Como, la catena orobica e le Alpi Retiche fanno da cornice a un’escursione a ritmo con la natura valtellinese.

Valtellina, Sondrio

All’interno del Parco delle Orobie Valtellinesi, tra birdwatching e importanti dislivelli Se in inverno la Val Cervia è il luogo perfetto per gli amanti dello sci alpinismo, d’estate diventa la meta ideale per escursionisti e amanti del trekking. Insieme alla Val Madre, la Val Cervia è situata nel Parco delle Orobie valtellinesi e rappresenta un importante punto di interesse naturalistico: i turisti, infatti, possono scoprire il birdwatching e ammirare il picchio nero e la civetta capogrosso. Dall’abitato di Cedrasco, situato a pochi km da Sondrio, parte un itinerario che accompagna, dopo 3 ore di camminata e un dislivello di 980m, al Rifugio Rododendro, a 1265m. Fatica e sforzi fisici verranno ripagati una volta giunti in vetta: il Corno Stella, 2620m, si erge in tutta la sua bellezza e maestosità.

Aprica

La Val Bondone, nella zona di Aprica, è una delle valli meno note del Parco delle Orobie Valtellinesi, eppure nasconde angoli e scorci di estrema bellezza che vale la pena scoprire. Una volta lasciata l’auto nel borgo di Bondone, situato a 1200 metri e caratterizzato da abitazioni tipiche, si sale di altitudine tra boschi di abete rosso e larice giungendo alla prima meta, le baite di Monte Basso. Continuando attraverso un sentiero più ripido la valle pian piano si apre e i turisti arrivano così al Lago di Cantarena, tappa finale di questo percorso situato a oltre 1000 metri di dislivello dalla partenza e luogo perfetto per ammirare il paesaggio alpino circostante e ricaricare le energie. Insieme alla Val Caronella, la Val Bondone è Sito di Importanza Comunitaria, Rete Natura 2000.

Alta Valtellina

Un itinerario che regala vere e proprie cartoline di questa valle dalle mille possibilità è senza dubbio quello che viene definita la Romantica. La passeggiata collega S. Caterina Valfurva con il Dosso Tresero ed è formata da 82 tornanti che si snodano tra fitti boschi, pascoli e incantevoli distese di rododendri. Uno dei punti più panoramici e suggestivi di tutto l’itinerario è al tornante 53: qui i turisti troveranno un cartello con la celebre frase di Antoine De Saint-Exupéry tratta da Il Piccolo Principe “Non si vede bene che con il cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi”. Una volta giunti in quota si gode di una vista sulla Valfurva e le alte vette circostanti in tutto il loro splendore. Chi non fosse ancora stanco può procedere fino al rifugio Berni, sul Passo del Gavia.

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