Valhalla
Valhalla

Nuove atmosfere e suggestioni per il ristorante Valhalla. E’ il primo ristorante vichingo d’Italia. Si rinnova infatti completamente mantenendo la sede di via Gaetano Ronzoni 2, in zona Navigli a Milano. I nuovi interni sono firmati da Pietro Spoto, scenografo e artista milanese. Ha voluto evidenziare l’indole esperienziale e narrativa del ristorante. La progettazione degli spazi è stata guidata da una volontà emozionale e poetica nel tradurre i caratteri delle popolazioni vichinghe in rimandi iconici.

Valhalla, novità

Nella prima sala del ristorante, la più sfarzosa e quella visibile anche dalla strada, viene messo in scena il paradiso vichingo di Valhalla. Si trova un salone maestoso del mondo divino di Odino. Ogni giorno va in scena un sontuoso banchetto. Qui elmi dorati di eroi caduti in battaglia si contrappongono a stilizzati scudi neri, specchi e finestre di mondi lontani, popolando le pareti di presenze che si raddoppiano e annullano a vicenda. I commensali sono attorniati da una storia con molteplici sfaccettature, dove ogni elmo realizzato a mano aggiunge un dettaglio grazie alle imperfezioni della materia, dove ai sogni paradisiaci della gloria ultraterrena si mescolano le ferite di guerra, materica quanto razionale, come suggerito dagli ordinati tubi d’ottone che, come lance, scendono infine dal soffitto ad illuminare i tavoli.

Il bosco scuro

E così, dal lustro del Valhalla, si accede al bosco scuro, luogo di sperimentazioni, riti, perdite e sacrifici per il popolo vichingo, varcando un restringimento dello spazio sormontato da un’imponente arco che conduce nel mondo privato della natura. La sfarzosità dell’oro viene meno e al blu si mescolano i colori del nero, dei carboni, e quelli di un sottobosco in penombra, casa di muschi, licheni e radici. Gli spazi per il pasto sono più raccolti, meno conviviali e condivisi. Sono delimitati infine da tende o circondati da paesaggi immaginati su tessuti che sfarfallano e vibrano a ogni movimento dell’aria.