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Sito aziendale, social network, servizi istituzionali o e-commerce: qualunque sia la tipologia delle pagine web, l’obiettivo principale da parte di chi è il responsabile del loro design è che gli utenti riescano a trovare risposta ai loro quesiti, utilizzare servizi oppure effettuare un acquisto in completa sicurezza. Dal lontano 1986, anno in cui in Italia si stabilì la prima connessione ad internet, il web non ha mai smesso di evolversi per diventare sempre più accessibile e completo. 

UI è l’abbreviazione di User Interface Design, mentre UX sta per User Experience Design. Si tratta di una terminologia sempre più diffusa quando si parla del lavoro “dietro le quinte” di chi si occupa di internet, con particolare riferimento al web marketing. In realtà, un progetto definito e coerente delle pagine di un sito web è sempre stato necessario. In questi ultimi anni, però, con il moltiplicarsi dell’offerta dei servizi e delle app disponibili, è sempre più importante considerare le necessità dell’utente, al di là di altre scelte, ad esempio di carattere grafico.

UI e UX: due facce della stessa medaglia

La User Interface Design (UI) è l’applicazione di una serie di tecniche che permette di creare il concept dell’immagine del sito. L’interfaccia deve essere accattivante da un punto di vista visivo, e comunicare il messaggio del brand secondo quelle che sono le scelte dell’azienda. Il contributo della UI sta nel trovare un equilibrio tra immagine e usabilità, in modo che l’utente sappia come orientarsi all’interno delle pagine. Si tratta di un contributo fondamentale al successo di un sito internet, ma lo è ancora di più per quanto riguarda le app per dispositivi mobili, in quanto si naviga su schermi di dimensioni ridotte, dove tutte le informazioni, i pulsanti e le funzionalità devono essere facilmente reperibili e ottimizzati dal punto di vista grafico. Creatività e concretezza sono le principali doti di un esperto della UI.

La UX (User Experience Design) è invece un complesso di tecniche per mettere a punto un sito che soddisfi il visitatore e che porti ad una maggiore conversione (ad esempio, un acquisto o la registrazione a un servizio). Una buona parte della UX consiste nell’individuare i bisogni del proprio pubblico/target attraverso ricerche, A/B testing e analisi delle pratiche dei competitor. La UI deve essere totalmente focalizzata sul prodotto/servizio e sulle modalità di accesso ad esso da parte dei potenziali clienti. Mentre la UI trova soluzioni grafiche, la UX deve assicurarsi che queste siano effettivamente efficaci al fine dell’acquisizione di clienti. In altre parole, la UX si occupa di come “ragiona” il consumatore, mentre la UI cerca soluzioni coerenti con l’immagine di un prodotto/azienda. 

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Applicazioni pratiche

È evidente, quindi, che sia UI che UX si trovano nello stesso universo, con orbite diverse ma complementari. Con il moltiplicarsi dell’offerta (e della competizione) dei servizi e prodotti online, è evidente che un sito che sia bello da vedere, facile da usare e che attrae un numero ingente di visitatori sia una garanzia di sicuro successo. Pensiamo ad esempio ai portali che offrono informazioni dettagliate e comparazione prezzi tra diverse strutture ricettive o ristoranti. Una delle pratiche che si è rivelata più efficaci è quella mettere in evidenza le opinioni dei clienti, che hanno il pregio di non essere “di parte” (almeno si spera!) e contribuiscono ad accrescere la fiducia del potenziale cliente. 

Anche lo storytelling, una tendenza sempre più presente sul web, viene veicolata attraverso UX e UI. Si tratta di “raccontare” un’azienda o un prodotto con lo scopo di suscitare emozioni da parte di chi interagisce con il sito. Il visitatore può restare incuriosito, ammirato, si può identificare con un modo di essere o apparire: l’importante è che comunque si coinvolga a tal punto da rispondere ad eventuali call to action sapientemente inserite tra le pagine che visita. 

I colori dei font, le forme dei bottoni e l’appeal grafico sono elementi indispensabili per un sito dedicato, ad esempio, all’intrattenimento, ma non possono prescindere da elementi della UX, che ne determinano l’efficacia delle funzionalità. L’accessibilità, la semplicità di utilizzo e il coinvolgimento dell’utente sono alla base anche del design dei giochi da casinò, necessari per garantire momenti si svago agli appassionati di queste attività online. 

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Una professione in crescita

Gli esperti di UI e UX sono molto richiesti nelle aziende che cercano di affermarsi attraverso i loro servizi sul web. Oppure che hanno bisogno di una maggiore esposizione online. Le competenze di questi professionisti sono piuttosto trasversali. E, trattandosi di ambiti di intervento molto variegati, si tende a specializzarsi in un settore specifico, come ad esempio l’e-commerce. UI e UX vanno a braccetto con il team di marketing, in quanto è proprio attraverso queste pratiche che si riesce a veicolare quanto richiesto dall’azienda. D’altronde, il digitale è sempre un trend in crescita per quanto riguarda l’offerta lavorativa. 

Chi ha intenzione di intraprendere una carriera in questo settore, dovrà avere un background tecnico. Che includa elementi di web design sia su frontend che su backend. Vale a dire lato programmazione e lato user, ma anche nozioni di SEO e pianificazione di un progetto. Inoltre, dovrà essere sempre aggiornato sulle ultime tendenze. In quanto si tratta di un campo in cui anche i trend vanno assecondati e bisogna sempre tenere d’occhio le scelte della concorrenza. Esistono molti corsi di specializzazione attraverso i quali è poi possibile accedere a posizioni, normalmente junior. Sarà poi l’esperienza a garantire quel salto di qualità necessario per poter dare un contributo di valore alle aziende con cui si collabora. Ed essere così giustamente valorizzati, anche da un punto di vista economico. 

Di Luca Talotta

Nasce in Calabria, cresce a Milano. Mezzadro del mestiere, si sente più blogger che giornalista. Una vita trascorsa a pane e calciomercato, segue tutti gli sport ma non ne pratica uno, teoria che ha accompagnato i più grandi giornalisti italiani. Che sia la strada giusta? Forse. Per ora si diletta a fare il giornalista. Con che risultati, decidete voi...

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