Uber

Durante la Conferenza Nazionale sulla Sharing Mobility, giunta ormai alla sua quarta edizione, si è tenuto l’incontro digitale “Born To Ride (Sharing)”. Si è discusso delle sfide che attendono i vari servizi di sharing mobility nei prossimi mesi. Presente anche Lorenzo Pireddu, General Manager di Uber Italia.

Sharing mobility

All’interno del ventaglio delle soluzioni di mobilità condivisa i “servizi di trasporto non di linea” sia tradizionali che quelli abilitati recentemente dalle tecnologie digitali rivestono un’importanza capitale. Durante questo incontro si è parlato del contesto italiano, approfondendo in particolare gli aspetti che definiscono il quadro normativo e le prospettive del settore.

Uber, le parole di Pireddu

Intervenuto come relatore insieme ad esperti provenienti dal mondo accademico e rappresentanti delle istituzioni, Lorenzo Pireddu, General Manager di Uber Italia, ha sottolineato alcuni punti. “In 10 anni di attività abbiamo registrato 15 miliardi di viaggi tramite l’app. Abbiamo portato i benefici della nostra tecnologia ai cittadini di 10mila città e offerto lavoro a circa 5 milioni di autisti in tutto il mondo. Abbiamo contribuito a cambiare il modo in cui le persone si spostano nelle città, partendo dalle macchine per arrivare a essere un vera e propria piattaforma di mobilità”.

In Italia

“Anche in Italia vogliamo offrire la nostra collaborazione per risolvere il problema del trasporto urbano, portando i benefici delle piattaforme digitali sempre di più nel nostro Paese e generando così valore per l’intero settore. In Italia, infatti, esiste una domanda che non è ancora soddisfatta e le sessioni che ogni giorno registriamo nella nostra applicazione per richiedere una corsa ne sono la prova. Il recente lancio di Uber Taxi a Napoli, che ci sta dando riscontri molto positivi, va proprio in questa direzione. Conferma che una piattaforma tecnologica come Uber può aiutare il settore ad uscire dalla crisi”.

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