Turismo dell'olio

Secondo il recente rapporto diffuso dall’Associazione nazionale Città dell’Olio, il 61% dei turisti vorrebbe partecipare alla raccolta delle olive e produrre il proprio olio fatto in casa. Il 79% gradirebbe un’esperienza che includa l’abbinamento dell’olio alla degustazione dei piatti tipici territoriali. Un tipo di esperienza, quella del turismo dell’olio, che JoinBed, la start-up di turismo esperienziale italiana, propone già alla Casa dell’olio di Castelnuovo di Farfa (Ri). E’ una delle Top-5 destinazioni dell’estate 2019. I viaggiatori possono partecipare alla potatura degli olivi – tra febbraio e marzo – o raccogliere i frutti – a metà ottobre.

Turismo dell’olio con JoinBed

Passeggiare tra gli oliveti e, nella stagione propizia, raccogliere le preziose olive. Impiegare la materia prima colta dalla pianta per preparare l’olio fatto in casa, straordinario bene per i condimenti e la preparazione di piatti squisiti, studiando abbinamenti ad hoc con la cucina del territorio. Un’esperienza da vivere a diretto contatto con la natura sempre più ricercata dai turisti. Tanto che il 61% dei viaggiatori vorrebbe partecipare alla raccolta delle olive e produrre il proprio olio, come emerge dai dati diffusi dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio (Anco) in occasione dei 25 anni d’attività della stessa.

Il report

La “fotografia” del fenomeno turismo dell’olio scattata dall’Anco trova diretto riscontro nel report diffuso da JoinBed lo scorso ottobre 2019 quando, da una ricerca interna (relativa ai mesi di giugno, luglio, agosto, settembre 2019; con 250 ospiti, italiani e stranieri, accolti nelle case del network) era emerso come tra le prime cinque destinazioni più scelte vi fosse la Casa dell’olio, in provincia di Rieti. Diretta da Lida Cursi, la Casa dell’olio si trova a Castelnuovo di Farfa (Ri) e si erge sui primi rilievi dei Monti Sabini meridionali. Qui, nella tranquillità di un ambiente rurale, i viaggiatori possono riscoprire l’antica arte della coltivazione delle olive finalizzata alla produzione dell’olio extra-vergine.

Dichiarazioni

“Produciamo l’olio extravergine di oliva a livello familiare. Con una piccola azienda che ha il privilegio di poter disporre di seimila metri di terreno, coltivati a oliveto. Dai nostri campi parte la nostra missione. Condividere i segreti, la manualità, i riti, le pratiche che portano a ottenere il nostro extravergine”. Lo racconta Lida Cursi.

La Casa dell’Olio

La passione per l’ospitalità e la competenza in materia di produzione dell’olio extravergine di Lida Cursi sono diventati dunque uno strumento di condivisione e un progetto turistico, la Casahttps://timemagazine.it/joinbed-con-la-proposta-freebed-la-camera-e-offerta/ dell’olio. Dove i viaggiatori partecipano alla potatura degli olivi – tra febbraio e marzo –. Oppure ammirano lo spettacolo della fioritura – a maggio –. O raccolgono i frutti – a metà ottobre. Olive che quindi vengono portate in un frantoio locale per l’ottenimento dell’olio.

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