Il governo inglese sta pensando di limitare l’uso degli smartphone agli adolescenti inglesi. Per il momento non c’è ancora nulla di certo, ma l’idea del ministro per la digitalizzazione Matt Hancock sta facendo discutere. E non solo all’interno dei confini nazionali, visto e considerato che si tratterebbe di una mossa evidentemente ampia per poter contenere la dipendenza che i più giovani avvertono nei confronti degli smartphone e, soprattutto, dei social media, sempre più fruiti mediante le app per i dispositivi mobili.

Limitare l’uso degli smartphone

Proprio per questo motivo – consapevole che con lo smartphone il tempo destinato ai social media è ben superiore a quello che si può invece destinare ad esempio alle scommesse online calcio o alla consultazione dei siti generalisti – il governo vorrebbe valutare la possibilità di applicare una sorta di timer che possa limitare le ore di accesso a Facebook, Instagram, Snapchat, Twitter e gli altri social network. Ma funzionerà?

La tecnologia può essere anche positiva

Intervistato dal Times, il ministro ha specificato come la tecnologia – se utilizzato nel modo corretto – sia una positiva “arma”. Ha però anche ricordato come i big del web abbiano fallito, e che dunque è la politica a doversi assumere le proprie responsabilità. Responsabilità che, peraltro, sono in corso di applicazione. In Gran Bretagna dal mese di aprile per poter avere accesso a un sito “hot” bisognerà dimostrare di avere almeno 18 anni. Ma, evidentemente, occuparsi dei soli siti hard non è sufficiente. E il ministro vuole ora lavorare per applicare una stretta molto più dura, come la classificazione dei contenuti e un divieto conseguente in base all’età. O ancora un sistema di filtri simil – parental control.

Gli adolescenti primi obiettivi

Destinatari di tali provvedimenti sarebbero dunque, in misura esclusiva, gli adolescenti. Lo stesso ministro spiega infatti al Times che agli adulti non verrà imposto alcun timer. Perché a preoccupare molto è principalmente il numero di ore che gli adolescenti trascorrono connessi alla rete. Ricordando di avere due figli adolescenti, il ministro ha poi chiuso rammentando che la sua è la prima generazione di genitori che deve affrontare questo fenomeno. E che in attesa di nuovi leggi, nella sua famiglia si è scelto di riporre gli smartphone in una scatola per tutta la sera, una volta tornati a casa, per non avere distrazioni in cucina.

Quali leggi disciplinano

Al di là delle leggi e delle novità disciplinari, anche in questo non possiamo non cogliere l’opportunità di concentrare la giusta attenzione nei confronti di quella regola – la via di mezzo! – sempre valida, anche in questi contesti. Peraltro, un percorso di ragionevolezza e di sostenibilità nella fruizione delle tecnologie, e in esse dello smartphone, è anche quello scelto dai big di settore per poter condividere qualche buona pratica nei confronti dei genitori degli adolescenti e di tutti coloro che possono essere interessati dal rischio di un’eccessiva attenzione nei confronti di social network & co.

E voi che ne pensate? Sareste favorevoli a una simile limitazione anche nel mercato italiano, o ritenete che non sia questo l’approccio più corretto per affrontare tali derive?