Sono tanti, tantissimi gli italiani che hanno deciso negli ultimi anni di smettere di fumare e passare alla sigaretta elettronica. Secondo l’Istituto superiore di sanità, solo nel 2018, 4 fumatori su 10 sono infatti diventati “svapatori”: il tutto con un conseguente beneficio sulla salute di ognuno di loro. Uno “switch” importante, a suo tempo consigliato anche dal compianto Umberto Veronesi, reso possibile anche dalla tecnologia e dal design che hanno fatto passi da gigante anche in questo settore.

A pochi giorni dalla giornata mondiale anti fumo (il prossimo 31 maggio), e dopo il grande successo del “Vapitaly” di Verona, fiera internazionale del vaping che ha coinvolto più di 20 mila persone, oggi parliamo di un prodotto innovativo: un vaporizzatore che ha colpito l’attenzione e la curiosità degli “svapatori”, e che potrebbe davvero essere d’aiuto per chi vuole smettere di fumare. Si tratta di una “pod mod” dell’azienda cinese Sikary, distribuita in esclusiva per l’Italia da Ribilio, che ha già conquistato una buona fetta di mercato grazie al suo look, alla sua facilità d’utilizzo e ad una serie di caratteristiche tecniche (tra cui “hit” perfetto e resa aromatica straordinaria) che l’hanno già fatta entrare nel cuore di molti italiani.

Cos’è e come funziona la Spod

La Spod (questo è il suo nome) si presenta infatti con un design particolarmente curato che ricorda da vicino alcuni riscaldatori di tabacco (come ad esempio l’IQOS), con la grande differenza che il prodotto della Sikary è a tutti gli effetti una sigaretta elettronica e dunque non produce fumo e, come tutti i dispositivi elettronici nati per lo “svaping”, abbatte del tutto i problemi causati dal catrame e dalle sostanze cancerogene contenute nella classiche “bionde”.

Una sigaretta elettronica dal design accattivante

La nuova “creatura” della Sikary è un dispositivo terribilmente accattivante, composto da un CasePod molto leggero, grande poco più di un pacchetto di sigarette e disponibile in diversi colori, e dalla sigaretta elettronica che viene custodita (e ricaricata grazie ad un “power bank” da 2200 mAh) proprio dall’elegante “contenitore”. La Spod non ha un vero e proprio atomizzatore, ma una speciale cartuccia (“pod”) da 0,8 ml, con resistenza da 2,0 Ohm ideale per un tiro di guancia. L’unica pecca di questo dispositivo risiede proprio nel “refill” della cartuccia: un problema comunque di facile risoluzione e che non pregiudica la qualità e la bellezza del prodotto.

La maneggevolezza e i tanti dettagli che l’avvicinano alla sigaretta tradizionale, sono gli aspetti che hanno maggiormente colpito il pubblico – ha confermato Vincenzo Sparacino, direttore commerciale di Ribilio – L’arrivo di “device” come la Spod, che vengono utilizzati per il tiro da guancia, stanno aiutando molti fumatori a smettere. In Italia almeno 2 milioni di loro sono già passati alla sigaretta elettronica, però ce ne sono altri 11 milioni da convincere. Mi auguro che questo avvenga molto presto“.