Giovani, occupati, amanti della tecnologia, rispettosi dell’ambiente e attenti al risparmio. Ecco chi sono i viaggiatori che scelgono il ride sharing in Italia. Lo ha scoperto BlaBlaCar, la piattaforma online che mette in contatto automobilisti con posti liberi a bordo delle proprie auto con persone in cerca di un passaggio che viaggiano verso la stessa destinazione. BlaBlaCar ha coinvolto i suoi utenti in una ricerca realizzata dall’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, grazie al team composto dal Professor Alberto Di Minin e dai ricercatori Andrea Paraboschi e Elena Casprini. Le oltre 5.000 risposte raccolte hanno permesso di tracciare il profilo degli italiani che amano condividere l’automobile per lunghi spostamenti e di scoprire le loro attitudini nei confronti della condivisione.

Giovane e lavoratore: ecco il viaggiatore in ride sharing italiano

Il profilo che emerge è quello di un viaggiatore con un’età media di 31 anni (il 76% degli utenti si colloca nella fascia tra i 18 e i 40 anni, mentre il 16% ha un’età compresa tra i 41 e i 50 anni). Solo il 21% dei ride sharer italiani è costituito da studenti: ben il 71% è infatti composto da lavoratori attivi (in maggioranza impiegati e liberi professionisti). Tra questi, il 69% ha un contratto a tempo indeterminato, e il reddito lordo annuo in media è di 24.000 €.

Da una prospettiva geografica, si rileva che il 60% degli intervistati dall’Istituto di Management Sant’Anna risiede nel Nord Italia: il 20% in Lombardia, il 12% in Emilia Romagna e l’8% nel Veneto, ma anche regioni del Centro come Lazio e Toscana si trovano ai primi posti con rispettivamente l’11% e l’8% di utenti.

Un viaggiatore tre volte smart

Il viaggiatore in ride sharing italiano è tre volte smart. Innanzitutto, nell’85% dei casi, si dichiara sempre connesso a internet; nell’82% si tratta di persone che fanno shopping online e, nell’83%, possiedono uno smartphone, da cui utilizzano l’app di BlaBlaCar in 2 casi su 3. Chi condivide l’auto, offrendo o ricercando passaggi con BlaBlaCar, è smart anche perché pensa al risparmio: la prima ragione per cui il ride sharing viene preferito ad altre modalità di viaggio è proprio quella economica, indicata sia da quanti usano il servizio come conducenti che da coloro che sono passeggeri. Per addirittura il 99% degli intervistati, BlaBlaCar è vantaggioso o molto vantaggioso rispetto ad altre soluzioni di trasporto.

Ride sharing: fiducia e passaparola

A questo proposito, nella ricerca dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, a stupire è anche il grado di coinvolgimento degli utenti all’interno di una community il cui successo dipende proprio dal fatto che i suoi membri siano attivi e responsabili nei confronti degli altri. Dopo ogni viaggio effettuato con BlaBlaCar, i passeggeri hanno la possibilità di lasciare un feedback ai conducenti con cui hanno viaggiato e viceversa, condividendo informazioni che saranno utili agli altri viaggiatori nella scelta dei propri compagni di strada. Dalla ricerca emerge che ben il 93% degli utenti lascia sempre o spesso un feedback dopo aver offerto o ottenuto di un passaggio, contribuendo a un sistema che contribuisce a generare fiducia tra persone che non si sono mai incontrate in precedenza.

Se il nome BlaBlaCar fa riferimento al ‘livello di chiacchiera’ che ogni utente può indicare sul proprio profilo (da Bla per i più silenziosi a BlaBlaBla per chi ama raccontarsi), non stupisce che la community sia composta da persone che amano condividere, anche a voce, le loro esperienze: il 99% degli utenti consiglia ad altre persone di utilizzare il servizio, innescando un passaparola tanto positivo da essere la ragione per cui il 50% degli utenti si è iscritto alla piattaforma.

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