Fanuc, Marco Delaini: "Automazione in tutti gli aspetti della vita quotidiana"

Marco Delaini, Managing Director di FANUC Italia e Vice Presidente di Fanuc Europe, ha parlato nel podcast di Luca Talotta.

Fanuc, Marco Delaini: "Automazione in tutti gli aspetti della vita quotidiana"

Marco Delaini, Managing Director di FANUC Italia e Vice Presidente di Fanuc Europe, ha parlato nel podcast di Luca Talotta.

Per la creazione di apparecchi industriali come tostapane, lavatrici e altri oggetti di produzione industriale, è essenziale disporre di macchine che automatizzino il processo produttivo. In Europa, una delle aziende leader in questo settore è Fanuc, conosciuta anche a livello globale. Questa azienda ha la sua sede a Lainate, nelle vicinanze di Milano. Marco Delaini, Managing Director di FANUC Italia e Vice Presidente di Fanuc Europe, ha spiegato nel podcast di Luca Talotta l'eccellenza di questa azienda, che rappresenta un altro esempio di successo italiano nel campo dell'automazione industriale.

Partiamo dalla domanda più semplice, chi è Fanuc?

«Fanuc è un'azienda giapponese leader al mondo per quanto riguarda l'automazione di fabbrica, partendo dalla macchina utensile finendo all'automazione robotica, sistema IOT... una realtà con un cuore pulsante in Giappone, ma con filiali in giro per il mondo».

Per rispondere a necessità differenti

«Esatto. Fanuc raccoglie le esigenze del paese o del cliente specifica e sviluppa delle tecnologie specifiche, a volte anche per il cliente, per l'esigenza del cliente o per il territorio o per la nazione».

Ci troviamo a Lainate, alle porte di Milano, vicino al polo fieristico di Rho e a Mind, nuovo quartiere che sta sorgendo che è proprio dedito fondamentalmente all'innovazione anche dal punto di vista tecnologico. Come si inserisce nel tessuto italiano Fanuc? Che cosa propone?

«Il tessuto imprenditoriale italiano e poi anche di questa zona nord-ovest di Milano, è un tessuto imprenditoriale molto attivo e un tessuto imprenditoriale innovativo, con sbocchi importanti. Nel nostro settore abbiamo visto che le aziende italiane che si dedicano all'automazione robotica, alla digitalizzazione, a tutto quello che riguarda i processi produttivi, sono leader anche al mondo di queste tecnologie. E gli viene riconosciuto quel plus tecnologico che è riservato soprattutto all’italianità. Personalmente ho avuto l'occasione e il privilegio di lavorare per un lungo periodo anche all'estero e quello che ho notato è proprio quel riconoscere nell’italianità la genialità del sistema paese, un plus soprattutto quando parliamo di innovazione e tecnologia. E in giro per il mondo siamo riconosciuti, pagano di più per avere non solo il design, ma molto spesso anche la tecnologia che viene dal mondo dall’Italia».

Sostanzialmente qui parliamo di robotica, automazione a livello industriale...

«Sì e negli ultimi anni è entrata in modo prepotente l'intelligenza artificiale. Oggi l'automazione è presente fondamentalmente in tutti gli aspetti della vita quotidiana di una persona. E l'automazione è quel processo, quell’attivatore di sistemi che dà la possibilità di produrre qualcosa di nuovo, aumentare la produttività, essere competitivo sul mercato. È una scelta che non può essere evitata, è un obbligo investire in tal senso».

E l’Italia è il secondo paese a livello Europa come robot industriali

«E siamo tra i primi dieci al mondo per quanto riguarda la macchina utensile, per cui la creazione di macchine che servono per la produzione. Quindi siamo al top, all'interno del sistema mondo, per quella che è la tecnologia legata al sistema manifatturiero».

Qual è l’ipotesi, lo scenario futuro di questo settore merceologico.

«Viviamo un'evoluzione pazzesca, inevitabile; sicuramente ci sarà un continuo investimento in nuove tecnologie, parliamo di intelligenza artificiale, sistemi digitali, sensoristica evoluta. Tutti questi componenti fanno parte di un processo che cambierà sia come noi lavoriamo, sia come produciamo qualcosa. Ma cambierà soprattutto quello che è il tessuto sociale e come le persone lavoreranno nella fabbrica del futuro».

Marco Delaini, Managing Director di FANUC Italia e Vice Presidente di Fanuc Europe

Marco Delaini, Managing Director di FANUC Italia e Vice Presidente di Fanuc Europe

Fanuc Italia, leggo qualche dato: record di fatturato nel 2022 con 193 milioni di euro, 174 dipendenti ad oggi, di cui due su tre dedicati all’assistenza tecnica e al service. Come si svilupperà questa sede legale italiana nei prossimi anni?

«Noi siamo la filiale più attiva in Europa e anche una delle top ten a livello mondo. Questo deriva sia dal nostro impegno nel provare a investire in settori nuovi, ma soprattutto dal tessuto imprenditoriale intorno a noi, quindi siamo all’avanguardia per quanto riguarda l’innovazione tecnologica. Questo ci viene portato e ci viene richiesto soprattutto dai nostri clienti e quindi noi trasmettiamo questi messaggi alla nostra casa madre, alla fabbrica in Giappone, indicando come deve essere sviluppata una tecnologia e in quale direzione dobbiamo andare».

Parlando di futuro ma anche di presente: sono due i grandi temi che oggi ricorrono, la sostenibilità e la formazione. Come si sta muovendo Fanuc?

«Siamo chiamati a sviluppare tecnologie che daranno la possibilità alle aziende, soprattutto manifatturiere, di cambiare e ridurre i loro consumi energetici e il loro impatto di CO2, quindi abbiamo una responsabilità diretta perché siamo anche noi produttori; dobbiamo ridurre queste due componenti ma allo stesso tempo abbiamo una responsabilità indiretta, perché le aziende che lavorano con noi ci chiedono di sviluppare la tecnologia che permetterà a loro di evolvere, di abbattere la CO2 e ridurre i consumi energetici. La nuova società è una società in cui tutti i giorni ci sono cambiamenti, nascono nuove professioni. E quindi abbiamo bisogno di trasferire una buona parte delle nostre conoscenze acquisite alle nuove generazioni, per facilitare il passaggio dei ragazzi nel mondo del lavoro. Dobbiamo dare quelle basi che serviranno per investire in nuove tecnologie, avere le conoscenze di base, soprattutto su attuazione robotica. Questo l'abbiamo fatto sviluppando insieme a dei partner dei percorsi formativi soprattutto su automazione e robotica, proprio per creare le basi per i futuri ingegneri che potranno avere una solida componente acquisita e potranno investire in quelle che sono nuove competenze».

In chiusura: ci vediamo fra un anno e cosa sarà successo?

«Un anno fa ci chiedevamo se si poteva fare ancora di meglio e alla fine ci siamo ritrovati con tante novità, tante nuove idee che ci hanno fatto crescere e ci han dato la possibilità di presentarci oggi. Sono sicuro che avremo qualcosa di nuovo anche il prossimo anno da presentare».