Brugola, storia di un prodotto made in Italy per antonomasia

Il termine brugola è storicamente parte dell’immaginario collettivo ed è conosciuto in tutto il mondo come identificativo di un preciso prodotto.

Brugola, storia di un prodotto made in Italy per antonomasia

Il termine brugola è storicamente parte dell’immaginario collettivo ed è conosciuto in tutto il mondo come identificativo di un preciso prodotto.

Il termine BRUGOLA è storicamente parte dell’immaginario collettivo ed è conosciuto in tutto il mondo come identificativo di un preciso prodotto, la vite cava esagonale. L’aspetto eccezionale di questo termine non è solo nella diffusa conoscenza del prodotto, ma nel fatto che rappresenta un esempio leggendario in cui un bene si identifica completamente con il nome dell’azienda, che in questo caso è anche il cognome della famiglia che l’ha fondata.

Per comprendere meglio l’eccezionalità di tale concetto, si deve prendere in mano il dizionario e scorrere alla lettera B. Ebbene sì, lì si troverà anche il termine brugola definito “Chiave maschio, di forma esagonale, per viti con testa cava: chiave a b.; vite a brugola, dal nome dell’inventore E. Brugola”. Un nome che è straordinariamente un cognome, quello di colui che per primo in Italia commercializzò un piccolo, geniale, robusto oggetto: Egidio Brugola

Fu, infatti, Egidio Brugola che nel 1926 fondò l’azienda OEB (Officine Egidio Brugola) cominciando la produzione in serie di viti. Nel 1946 ottenne il brevetto della Vite Cava Esagonale con gambo a Torciglione, conosciuta ormai in Italia e in Europa come “brugola”. Nel 1959, dopo la sua scomparsa, OEB comincia la produzione di viti critiche per il settore automobilistico, diventando fornitore unico delle viti testata motore per il gruppo Volkswagen e introducendo la filosofia del Difetto Zero. Sull’onda del boom economico, l’azienda gode di una forte fase di espansione che si verifica sotto la guida di Giannantonio Brugola, figlio di Egidio, che nel 1964 prende le redini dell’azienda diventando Presidente. La continua crescita e innovazione si mantiene con la terza generazione rappresentata da Jody Brugola, figlio di Giannantonio scomparso nel 2015.

Sotto la guida di Jody, la OEB vive una continua crescita e innovazione, superando anche le difficoltà del periodo storico legato al covid e arrivando al momento attuale con una produzione di prodotti speciali per il mondo automotive (anche elettrico), un fatturato di 176 milioni di euro nel 2022 e una serie di importanti progetti per la sostenibilità con l’obiettivo di diventare Carbon Neutral. La storia di Brugola è quella di un’azienda che ha creato un prodotto rivoluzionario e iconico, tanto da essere conosciuto con il nome del suo inventore, con una precisa e importante costante: la forte connotazione made in Italy che non è mai cambiata in 97 anni di storia.

Anche in seguito all’internazionalizzazione nel 2015 con l’inaugurazione della sede negli Stati Uniti, Brugola ha perseguito l’importante obiettivo di mantenere il territorio italiano come punto di riferimento per la produzione, lo sviluppo e le competenze. Le fasi di progettazione di tutti i prodotti sono realizzate completamente in Italia da risorse altamente qualificate. Ancora oggi, l’intera catena di produzione avviene negli stabilimenti del polo di Lissone e dintorni, mantenendo così anche una forte attenzione non solo alla nazione, ma anche al territorio locale di origine. È alto, infatti, l’impegno di Brugola nei confronti della propria città che viene sostenuta con attività e iniziative a favore del benessere dei cittadini.

Attualmente l’azienda produce oltre 800 tipi differenti di viti, 9 milioni di pezzi vengono stampati ogni giorno e oltre 500 dipendenti tra Italia e USA contribuiscono al successo dell’azienda. Competenze, produzione, know-how e risorse sono quindi da sempre 100% made in Italy, con l’obiettivo di perseguire l’eccellenza attraverso l’innovazione e la valorizzazione del proprio territorio.

Questo si verifica anche grazie alla Garanzia del Difetto Zero, di cui Brugola è stata la prima sostenitrice nel mondo. Tutt’oggi, grazie a importanti investimenti in macchinari di ultima generazione altamente performanti, è possibile testare e controllare ogni singola vite e componente di fissaggio. Le ultime tecnologie permettono oggi di eseguire controlli su sempre più parametri e di farlo in maniera sempre più precisa e meticolosa. In questo modo, è possibile garantire al cliente la perfezione di ogni prodotto.