Acqua potabile, la nuova Direttiva Europea in azione

La recente Direttiva Europea per l'acqua potabile (Dlgs 18-2023), in vigore da Marzo di quest'anno, ha introdotto norme ancora più rigorose.

Acqua potabile, la nuova Direttiva Europea in azione

La recente Direttiva Europea per l'acqua potabile (Dlgs 18-2023), in vigore da Marzo di quest'anno, ha introdotto norme ancora più rigorose.

La recente Direttiva Europea per l'acqua potabile (Dlgs 18-2023), in vigore da Marzo di quest'anno, ha introdotto norme ancora più rigorose in termini di parametri, responsabilità e sanzioni. Tale direttiva rappresenta la risposta dell'Europa al cambiamento climatico, promuovendo una maggiore attenzione alla sostenibilità al fine di tutelare la salubrità e la continuità delle risorse idriche.

In Italia, i consumi di acqua in bottiglia sono aumentati del 8,8% nel 2021, pari a 14,9 miliardi di litri, con un consumo pro capite di 252 litri e una tendenza alla crescita dopo il 2020. Di conseguenza, anche la produzione di acque confezionate italiane è aumentata del 7,8% nel 2022, pari a 16 milioni di litri. Tuttavia, questo mercato vitale solleva il problema ecologico della filiera fortemente impattante: dalla gestione del contenitore, qualsiasi sia il materiale prescelto, alla sua distribuzione nei punti vendita e poi nelle case dei consumatori. Questa filiera danneggia l'ambiente e ha anche un impatto sui consumatori, costretti a trasportare pesanti buste e cassette dal supermercato alla loro abitazione.

È un fatto noto che gli italiani preferiscano l'acqua in bottiglia, nonostante l'acqua del rubinetto che giunge dai nostri acquedotti sia di alta qualità e molto controllata. Con la nuova Direttiva per l'acqua potabile (Dlgs 18-2023), l'Europa continua ad impegnarsi nella salvaguardia delle risorse idriche naturali per l'uso umano, con un approccio più rigoroso rispetto al passato, basato su una più ampia valutazione del rischio.

Tra le novità, vi è anche la gestione dell'ultimo tratto della filiera idrica, ovvero quello che va dall'acquedotto alla rubinetteria, che fa parte del piano per garantire un controllo sempre più accurato e rigoroso della filiera idrica.

“Innovazioni significative sono state apportate dal nuovo decreto riguardante i parametri delle analisi periodiche dell’acqua”, afferma Antonio Acquafredda, Product Manager Chemical and Regulatory di Culligan. “L’evoluzione della direttiva è stata guidata dal cambiamento climatico, che ha evidenziato diversi elementi che possono compromettere la purezza delle falde. Ad esempio, il boro, responsabile dell’aumento della quantità di acqua salata nei pozzi a causa dell’infiltrazione crescente dell’acqua marina. Inoltre, sono stati introdotti nuovi parametri di pericolo emergenti che rappresentano una minaccia per la salute umana. Tra questi troviamo gli impermeabilizzanti (PFAS), che sono cancerogeni, il bisfenolo A, le microplastiche e i cloriti e clorati come sottoprodotti della disinfezione, insieme all’uranio, la cui presenza è spesso legata ai cambiamenti climatici. Inoltre, saranno estesi i controlli alle strutture condominiali, che dovranno prendersi la responsabilità di monitorare l’acqua consumata dai loro abitanti, prestando attenzione in particolare ai parametri legionella e piombo.” Antonio conclude: “Il nostro impegno in questo settore è massimo e il nuovo decreto rappresenta una significativa novità su cui il settore dovrà concentrarsi per garantire la qualità dell’approvvigionamento idrico.”

Per garantire la massima sicurezza dell'acqua potabile fino al rubinetto di casa, è importante eseguire controlli regolari e utilizzare sistemi di filtrazione efficaci come Culligan Intense. Questo innovativo prodotto può essere facilmente installato sotto il lavandino senza la necessità di modifiche aggiuntive. Il sistema, attivabile tramite un semplice pulsante bluetooth "Click & Drink", elimina sapori sgradevoli, cloro, pesticidi e altre sostanze inquinanti presenti nell'acqua, garantendo un'acqua pura e priva di contaminanti.

Con l'entrata in vigore del nuovo decreto Dgls 18-2023, che si focalizza sulla salvaguardia della risorsa idrica e sulla salute dei cittadini, vengono introdotti nuovi obblighi anche per soggetti non coinvolti nel precedente decreto del 2001 (Dgls 31/2001). In particolare, la Direttiva richiede una maggiore trasparenza riguardo alla produzione, gestione e qualità dell'acqua potabile, che deve essere comunicata in modo chiaro e accessibile ai cittadini tramite la bolletta o mediante modalità telematiche.

Il nuovo protocollo si rivolge ai gestori di reti domestiche e di impianti interni, soprattutto strutture sanitarie, ristoranti, alberghi, palestre, scuole, caserme, navi e stabilimenti balneari. Essi dovranno adottare un approccio basato sulla valutazione del rischio, attraverso l'implementazione di piani di sicurezza e di analisi di laboratorio approfondite.

Il protocollo prevede la revisione dei parametri microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli), chimici (cadmio, clorito, cromo, rame, nichel, selenio), sensoriali (cloruro, ferro, manganese, alluminio, ammonio, sodio, solfato) e organolettici.

Inoltre, il protocollo ha introdotto limiti più restrittivi per alcune sostanze contaminanti e più ampi per altre, e ha aggiunto nuove sostanze all'elenco dei parametri da analizzare. Tra queste ci sono le microplastiche, i prodotti farmaceutici e gli elementi interferenti endocrini. Le sanzioni sono previste anche in caso di mancato rispetto delle prescrizioni e potrebbero essere particolarmente severe. Si tratta di un protocollo serio e professionale, che mira a garantire la sicurezza e la qualità dell'acqua potabile per tutti.