Pomilio Blumn
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Ripartire dopo lo stop generato dal Coronavirus non è semplice per nessuno ma c’è chi, nonostante una situazione non semplice per ogni settore, sta riuscendo a ottenere numeri importanti che permettono di guardare con maggiore fiducia al futuro che ci attende. È il caso di Pomilio Blumm, l’agenzia di comunicazione di cui è presidente Franco Pomilio, che non ha solo chiuso il 2019 con un fatturato di tutto rispetto (25 milioni di euro), ma che ha anche iniziato il 2020 con grande slancio e la possibilità di consolidare ulteriormente i numeri raggiunti finora.

Pomilio Blumm: la strategia delle alleanze per diventare più forti

Essere una realtà solida e riconosciuta per la propria affidabilità può certamente aiutare per acquisire nuove richieste, ma se si vuole crescere ulteriormente può essere altrettanto importante mettere in atto una serie di collaborazioni con società altrettanto apprezzate.

E in casa Pomilio Blumm sembrano avere compreso al meglio questo concetto. E’ nato proprio in questa direzione il progetto “The Blue Print”, grazie a una sinergia avviata con Promomedia e Gruppo Boccia.

Il risultato di questa idea è già da ora sotto gli occhi di tutti: un fatturato di ben 106 milioni di euro, 550 dipendenti diretti e la possibilità di essere un punto di riferimento nel settore sia in Italia sia a livello internazionale.

La crescita costante oltre i nostri confini

L’obiettivo di affermarsi anche a livello internazionale è un aspetto a cui Pomilio Blumm ha sempre guardato con particolare interesse. I primi passi in questa direzione sono stati mossi già dal 1985, quando Franco Pomilio ha preso la decisione di fondare in Arabia Saudita la Ameen-Blumm.

Ma non ci si è fermati qui. Nel 2005 è stata la volta dell’Ultra European Network, una delle prime reti professionali globali nel settore delle pr e della comunicazione.

Il percorso di crescita avviato in questi anni si è rivelato così vincente ed è per questo che quando si ha la necessità di fare riferimento a una società affidabile nel settore Pomilio Blumm può rappresentare la risposta migliore. La vocazione internazionale non ha comunque fermato l’attenzione nei confronti del made in Italy.

Questo modo di agire non ha fermato la società nemmeno durante il lockdown, che ha messo a dura prova un po’ tutti i settori. Anzi, proprio in questa fase le attività portate avanti sono state ancora maggiori. Emblematico, ad esempio, il sostegno dato all’INPS nei servizi erogati, oltre a una sinergia avviata con il Ministero della Salute per poter mettere in atto un’attività di comunicazione relativa all’indagine sierologica, sia con una campagna digital, sia sui social network. Altrettanto importante sono stati poi il supporto nella progettazione grafica al primo bilancio di sostenibilità di Confindustria e l’attività svolta sulla campagna Covid-19 nei 27 Paesi Europei a stretto contatto con il Dipartimento di Comunicazione della Commissione Europea.

La voglia di non accontentarsi insomma non manca e nuovi obiettivi da raggiungere sono in arrivo.