Pit Art
Pit Art

Il giorno 27 giugno presso la cantina De Toma wine di Scanzorosciate (BG) saranno esposte alcune opere dell’artista svizzero Pit Art, Pietro Antorini. Grazie all’amicizia che lega Pietro a Giacomo De Toma, si avrà un’occasione unica per poter contemplare dal vivo e acquistare le opere del prestigioso artista, sempre più affermato a livello mondiale, unita alla degustazione dei vini pluripremiati della prestigiosa cantina, tra cui il famoso Moscato di Scanzo. Una serata aperta al pubblico che potrà prenotare, oltre alla visita alla mostra, anche il percorso degustazione in diverse formule abbinate a prodotti tipici locali.

Chi è Pit Art

Pietro Antorini, in arte Pit Art, è un artista svizzero. Le sue opere si stanno affermando rapidamente in campo internazionale. Apprezzato da diversi artisti italiani nel mondo della musica e dello spettacolo, ha fatto del suo modo di rappresentare l’universo femminile la trasmigrazione della sua visione della donna. Il suo percorso artistico inizia da una non usuale laurea in filosofia e da un lavoro culturale in tv come giornalista a 24 anni. Questo gli dà la possibilità di confrontarsi costantemente con artisti e visionari che tornano ad alimentare il suo desiderio di dipingere e creare, fino alla scelta recente di ritrarre modelle “reali” ma con le quali entrare in contatto attraverso il mondo “virtuale” dei social network.

Le sue opere

Ciò gli permette un approccio diverso alla realizzazione dell’opera, definibile come una versione “romantica virtuale” del lavoro svolto in studio. Pietro infatti viene colpito dai lineamenti e dai tratti della modella innamorandosi virtualmente della pura estetica. La sublima fino a trovare una sua interpretazione dei visi grazie a momenti di pura meditazione. Attimi in cui la Musa trascende la realtà fisica e diventa un archetipo della Bellezza. Una volta definiti i lineamenti, procede al primo studio “purity” in cui li mette su tela. Prende contatto successivamente attraverso i social con la musa di turno, inizia un dialogo a distanza con lei, ne carpisce i sentimenti, le ambizioni e poi, se ispirato, inizia la scomposizione dei ritratti. Questa è la vera svolta nel suo percorso che lo porta alla realizzazione di molteplici versioni dello stesso soggetto (versioni optical, window of soul e purity).

Storia

Dal 2018 le sue opere acquisiscono sempre maggiore notorietà. L’artista può vantare le prime richieste di collaborazione. La Global Control Group Holding SA gli commissiona un numero rilevante di opere per arredare gli interni dei suoi prestigiosi uffici di Lugano. Questo si trasforma in una vera collaborazione volta a far diventare Pietro Antorini, nel frattempo divenuto Pit Art, un artista apprezzato a livello mondiale. Le sue opere sono richieste in Francia e Inghilterra. Iniziano le prime esportazioni in Asia. Nel dicembre 2018, in collaborazione con l’agenzia di marketing Matiba che lo segue nel suo percorso on line, si tiene una personale a Milano nelle prestigiose sale della Galleria Vittorio Emanuele.

Il successo

Un grande successo che permette a Pit Art di guadagnarsi numerosi articoli sulla stampa specializzata. Hestetika, per citarne una, che gli dedica una doppia pagina. In questa occasione l’artista viene notato da Deodato, importante gallerista milanese. Decide di portare alcune delle opere di Pietro Antorini in visione presso la sua galleria di Milano, affiancandolo a nomi come Mr. Brainwash, Marco Lodola e Keith Haring, molto conosciuti nell’ambito artistico internazionale contemporaneo. A maggio del 2019 la prestigiosa Fondazione Boga organizza una mostra privata per i suoi collezionisti in cui le opere di Pit Art sono state contrapposte a quelle dei grandi pittori del 900.