È online il video di “Parole al vento” (Maqueta Records, distribuito Artist First), il nuovo singolo del rapper Peligro, già in radio e in digitale. Il video del brano, regia di Gabriele Abbruzzi, è disponibile al seguente link. Noi di TimeMagazine abbiamo intervistato il rapper/cantautore milanese, classe 1992.

L’intervista a Peligro

“Quando devi realizzare il video di canzoni di un certo tipo, non è il caso di andare per il sottile. Location, luci e ombre: tutto converge verso un unico obiettivo: veicolare il messaggio nella maniera più chiara possibile. Le parole sono il cuore di questa canzone e abbiamo fortemente voluto che tutti gli elementi visivi che avrebbero accompagnato il brano fossero una semplice cornice alla canzone stessa”.

Parole al Vento

“Parole Al Vento” (scritto da Peligro e composto da Marco Zangirolami) è un brano caratterizzato da un particolare equilibrio musicale tra un sound urban moderno e uno hip hop old school, in cui l’artista esterna il proprio pensiero nei confronti di chi abusa del proprio status sociale e di chi, al contrario, si lascia influenzare senza prendere una posizione.

Covid-19

“Promuovere un singolo in questo periodo non cambia poi di molto rispetto al solito. In questo periodo sto sì scrivendo molto ma lo stavo già facendo prima del lockdown primaverile. La creatività è fatta di alti e bassi. Io non mi sono mai fermato anche se quest’estate ovviamente non si è suonato live e questo inizia a mancarmi. Mi sto ingegnando per rimanere in contatto coi fans, ma il palco è il palco. Io sono un topo da biblioteca, mi piace stare in studio ma spero di tornare presto a cantare dal vivo”.

Il rap di Peligro

“Non si crea nulla dal niente. Io sono figlio di quello che ascoltato, quindi del rap di fine anni ’90 e inizio 2000. Sicuramente prima dall’avvento della trap. Con gli anni mi sono avvicinato al pop anche perchè quel rap di fatto non c’è più. Si va verso un urban pop, verso una ‘poppizzazione’ virtuosa. Io amo molto Macklemore e Ryan Lewis. E’ la produzione a fare la differenza, per questo ultimamente ascolto molto anche Sia o Lady Gaga. Parliamo di un pop che non gira attorno ad un loop ma che sia arte”.