Quando si decide di avere un bambino, l’importanza dell’età è ben nota tra le donne e poco tra gli uomini. Un uomo produce spermatozoi ininterrottamente per tutta la vita, dalla pubertà fino alla vecchiaia. E’ portato erroneamente a pensare che il suo potenziale riproduttivo non sia soggetto a cali o variazioni. Niente di più sbagliato. L’orologio biologico esiste anche per gli uomini. Il passare del tempo può ossidare gli spermatozoidi e ridurre in tal modo la capacità fecondativa del seme. A partire dai 30 anni, inoltre, il testosterone cala dell’1% ogni anno. La paternità ritardata quindi è un problema.

Fertilità maschile in calo, i numeri

Uno studio pilota condotto da Institut Marquès – avviato a dicembre anche in Italia – ha permesso di stabilire che il 65,6% della popolazione maschile non soddisfa i criteri di normalità del seme stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, sia in termini di numero sia di mobilità degli spermatozoi. Il campione, composto da uomini tra i 18 e i 65 anni, è stato analizzato al fine di decretare l’influenza delle condizioni ambientali e dello stile di vita sulla qualità del seme a Barcellona. Oltre alle ben note cause – tabacco, stress, abuso di alcol, droghe, obesità, inquinamento – a minare la fertilità maschile concorre proprio l’invecchiamento dell’apparato riproduttore. A conferma di ciò, la clinica ha stimato che, in relazione ai trattamenti di riproduzione assistita, in 6 coppie su 10 i partner maschili presentano alterazioni dello sperma più o meno gravi.

Paternità ritardata, quali rischi

L’età biologica più adatta ad avere figli va da 20 a 30 anni, i numeri raccontano che invece in Italia gli uomini iniziano a pensarci tra i 35 e i 40 anni. La speranza e la qualità della vita si sono allungate. A livello sociale è ormai consuetudine soprattutto per gli uomini avere figli ben più tardi, ma dal punto di vista medico si verificano non poche difficoltà. Sarà più complesso raggiungere una gravidanza e una percentuale maggiore di uomini avrà bisogno di aiuto medico per avere figli. La ricerca ritardata della paternità fa salire anche il numero di aborti spontanei, dovuti all’eccessiva frammentazione del DNA nel seme.

Ripercussioni per il nascituro

Si calcola che il 10% delle Sindromi di Down e fino al 40% delle Sindromi di Klinefelter siano legate all’età del padre, ossia un’età superiore a 55 anni. Lo stesso accade con malattie come il nanismo acondroplastico e altre patologie come la schizofrenia e l’autismo.

La prevenzione

Conservare la propria fertilità gioca un ruolo davvero importante. Gli uomini di età superiore ai 18 anni hanno la possibilità di eseguire un’analisi dello sperma gratuita e anonima presso la struttura di Institut Marquès di Villa Salaria, a Roma. I partecipanti entreranno a far parte dello studio che Institut Marquès sta portando avanti per determinare la qualità dello sperma in Italia. È necessario registrarsi sul sito, compilando un questionario e scegliendo il momento della consegna del campione di sperma. Dopo aver analizzato il campione, uno specialista fornirà un rapporto completo per telefono o Skype.