È il 7 maggio del 1824 quando, per la prima volta, viene eseguita la Sinfonia numero nove, l’ultima, di Ludwig Van Beethoven, meglio nota come Nona sinfonia. L’esecuzione avviene al Theater am Kärntnertor di Vienna, con il contralto Caroline Unger e il tenore Anton Haizinger.

Nona sinfonia simbolo universale di fratellanza tra gli uomini

La Nona sinfonia di Beethoven è una delle opere più note ed eseguite di tutto il repertorio classico. Nonché simbolo universale di unità e fratellanza tra gli uomini, oltre ad essere ritenuta da molti musicologi il capolavoro di Beethoven. Il tema del finale, riadattato da Herbert von Karajan, fu usato nel 1972 come Inno europeo. Nel 2001 spartito e testo sono diventati per volere dell’UNESCO Memoria del mondo attribuita alla Germania.

Beethoven sale sul palco per la prima volta

Anche se le opere di Beethoven avevano quasi sempre esordito a Vienna, il compositore avrebbe voluto che, una volta terminata, la sua ultima composizione fosse eseguita il più presto possibile a Berlino. Questo perché pensava che il gusto musicale viennese fosse ormai dominato dai compositori italiani, come Rossini. Tuttavia furono i suoi amici e finanziatori a spingere per Vienna ed egli dovette accettare. Durante lo spettacolo lo stesso compositore salì sul palco: la prima volta in 12 anni.

Nona sinfonia: per 5 volte gli spettatori acclamarono Beethoven con una standing ovation

A dirigere la Nona sinfonia di Beethoven fu il maestro di cappella del teatro, Michael Umlauf, che divise, appunto, il palco con Beethoven, ormai sordo. Se non altro, Beethoven, poté percepire, tattilmente attraverso il plancito, le vibrazioni di risonanza dei registri bassi e del ritmo generale. Umlauf istruì i musicisti di ignorare le indicazioni del maestro, perché, due anni prima, aveva assistito alla sua direzione delle prove generali del Fidelio, che si erano risolte in un completo disastro. Infine, secondo alcuni racconti, Caroline Unger si sarebbe avvicinata nel finale a Beethoven per farlo voltare verso il pubblico, affinché potesse ricevere gli applausi. Per cinque volte gli spettatori lo acclamarono con una standing ovation.

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