Nèra- credits Andrea Morelli

Fiorentini, sono attivi dal 2015. Samuele Casale alla voce, Niccolò Coveri al basso e Giulio Gaudenzi alla batteria. In una parola, i Nèra. Dopo inizi non privi di difficoltà, nel 2016 scrivono il loro primo EP che pubblicano in autunno e che li porta a solcare i palchi della loro regione e a vincere, tra numerosi artisti provenienti da tutta la Toscana, il Talent Move. Nello stesso anno, dopo essere stati in finale, uno dei loro brani viene inserito nella compilation “Pistoia Blues 2017”. Dopo una presenza cinematografica con il film “Saranno famosi?” di Alessandro Sarti e Domenico Costanzo, nel 2018 sono tra i 70 finalisti di Area Sanremo. Il loro singolo “La cosa più bella che ho“, presentato alla Festa di Natale 2019 (la trasmissione benefica di Telethon), è la canzone d’apertura alle partite della Nazionale Cantanti. Di seguito, l’intervista al vocalist della band Samuele Casale

Nèra, progetto trasversale

I Nèra nascono da un progetto già esistente – racconta Samuele Casale, vocalist dei Nèra – Per tre anni abbiamo condiviso un percorso per poi allontanarci e ritrovarci di nuovo. Durante il periodo nel quale non ci siamo frequentati abbiamo sviluppato percorsi musicali differenti. Punk, pop-rock, glam rock e disco music, ognuno con il piacere di sentirsi la musica addosso. Pur non provenendo necessariamente da famiglie di musicisti, come il sottoscritto”

Esordi difficili, c’è la saletta prestata dal parroco

Quello musicale è un mondo difficile, le sconfitte sono sempre dietro l’angolo. Però non abbiamo mai mollato, troppa era la voglia di scrivere e suonare la nostra musica. Ci siamo così messi al lavoro per creare un nostro stile. Con non pochi sacrifici, dovevamo sempre frugare nelle nostre tasche per trovare i fondi necessari per realizzare il nostro progetto. Per fortuna il parroco di Compiobbi ci ha messo a disposizione una saletta per suonare”

I primi lavori

Veniamo da percorsi musicali diversi, ognuno con il proprio percorso stilistico. Abbiamo cominciato a suonare insieme, a realizzare e montare i primi videoclip, a curare il marketing. Con il desiderio di dare vita, nelle nostre canzoni, alle nostre emozioni. La musica ci offre la grande opportunità di dare libero sfogo a parole e cose che vorremo dire ma non sempre possiamo dire. Abbiamo così messo insieme un po di pensieri e nel 2016 è uscito il primo EP che ci ha spalancato le porte dei festival

Esibizioni live, l’occasione per sperimentare

L’anno successivo è stato molto intenso. La pubblicazione dell’EP ci ha portato a solcare palchi come il Viper Theatre di Firenze e The Cage Theatre di Livorno, esibirci al Beat Festival, a vincere, tra numerosi artisti provenienti da tutta la Toscana, il Talent Move. Nello stesso anno, dopo aver partecipato ad una delle finali del Pistoia Blues Festival, uno dei nostri brani viene inserito nella compilation “Pistoia Blues 2017”. Abbiamo avuto la possibilità di suonare su bellissimi palchi e sperimentare sempre cose nuove

L’inaugurazione dello studio, la svolta

Con l’inaugurazione del nostro studio nel gennaio 2017 abbiamo cominciato a lavorare con molte persone e confrontarci con i loro generi musicali, spesso distanti dal nostro. Ciò ha avuto anche un riflesso sulla nostra carriera, ci ha fatto maturare a livello artistico. Una maturazione poi proseguita e accresciuta dall’incontro, nell’estate dello stesso anno, con Luca Pernici che ci avrebbe supportato nel progetto di realizzare il primo disco. E, alla fine dei primi provini, alla squadra si è aggiunto l’altro produttore Valerio Carboni. Un rapporto con loro molto costruttivo perché da loro abbiamo imparato tanto e, sopratutto, abbiamo acquisito un metodo di lavoro che abbiamo fatto nostro

Si aprono le porte del cinema

La collaborazione del regista e coreografo Manuel Drugsoul nella realizzazione dei nostri videoclip ci ha invece permesso di entrare in contatto con il mondo del cinema. La presentazione da parte di Manuel del nostro materiale al regista Alessandro Sarti e gli apprezzamenti ricevuti hanno fatto in modo che ci venisse offerta l’opportunità di donare alcune musiche per il suo film “Saranno famosi?” e di partecipare anche come attori in una scena in cui interpretavamo noi stessi. Una bellissima esperienza che non avevamo mai fatto prima”

La musica, momento di confronto

Sullo sfondo della storia di una storica scuola di ballo che lotta per non cedere alle leggi del grande business- commenta Samuele Casale – la canzone “Marta” è quella che, all’interno della colonna sonora, meglio rappresenta ciò che vogliamo trasmettere. Il progetto musicale dei Nèra è parlare di ciò che non riusciamo ad accettare, ma che dovremmo imparare a fare. Scritta dopo una serata nella quale abbiamo conosciuto un trans che ci ha raccontato la sua storia, la sua vita e su come il cambiamento di sesso abbia influito su di essa. L’occasione per noi di affrontare verità scomode”

La cosa più bella che ho, nasce il sodalizio con la la Nazionale Cantanti

Altra occasione di confronto è stata la partecipazione ad Area Sanremo. Ci ha portato a confrontarci con tantissimi artisti e ci ha fatto sentire la necessità di scrivere un testo che parlasse di tutte le cose importanti della nostra vita che abbiamo accanto ma alle quali diamo spesso poca importanza. Fermo rendercene conto una volta perse. Così è nata “La cosa più bella che ho“. Paolo Vallesi e Paolo Belli hanno prodotto la canzone, la Nazionale Cantanti ha fatto girare la canzone su Radio Uno, radio locali e radio web. E ne ha fatto la canzone di apertura delle loro partite. Ci ha regalato una bella occasione di visibilità. Ma non è finita qui. Ci ha dato l’opportunità di partecipare alla “Festa di Natale 2019” su Rai 1 , l’’evento benefico dedicato a Telethon. Nella quale abbiamo avuto l’occasione di presentare il brano al grande pubblico”

Telethon 2019, emozione unica

È stata una emozione unica – sottolinea Samuele Casale – suonare in diretta su Rai1 per una nobile causa di solidarietà in una serata piena di ospiti importanti. Con l’orgoglio di essere entrati, dal 14 dicembre, a far parte dell’archivio Rai. Siamo contenti della nostra prima apparizione televisiva. L’adrenalina era a mille ma rivedendoci crediamo di non essere stati poi così male. Curiosi come ragazzi, siamo rimasti colpiti dalla gentilezza e dalla professionalità di ogni persona, affascinati dal loro modo di lavorare con grande cura e meticolosità. Un particolare ringraziamento a Paolo Belli, ha creduto in noi e nel nostro progetto musicale dei Nèra. Ma anche a tutte le persone che ci hanno seguito in questi tre giorni nella bellissima Roma perché ci hanno dato forza e ci hanno supportato. Ci hanno trasmesso la fiducia di essere all’altezza di questa esperienza indimenticabile

Temi universali, oltre le differenze generazionali

Ad oggi – conclude Samuele Casale – non mi sento di targetizzare il nostro pubblico. I nostri sono temi universali che vogliamo condividere con il maggior numero di persone possibili. Se dovessi immaginare un nostro concerto, ci vedo bene il ragazzo diciottenne che viene ad ascoltarci in compagnia dei genitori”