L’Italia è ricca di aziende che nel corso degli anni si sono affermate non solo nel nostro paese, ma in tutto il mondo.

Uno dei settori in cui l’Italia ha da sempre dimostrato qualità e sicurezza è sicuramente quello alimentare; numerose sono infatti le aziende di origine italiana volte a produrre prodotti di generi alimentari di qualità al fine di essere distribuiti e conosciuti non solo sul territorio, ma in tutto il mondo.

Una delle aziende alimentari italiane più influenti e vaste è sicuramente Lavazza; l’azienda torinese è diventata infatti nel corso degli anni una delle più importanti e conosciute nel settore della produzione del caffè, in grado di esportare ad oggi i suoi prodotti in ogni parte del mondo, dimostrando come l’Italia sia in grado di assicurare qualità e gusto.

Lavazza è stata una delle aziende più innovatrici dell’industria del caffè, non solo per quanto riguarda la produzione, ma anche in quelli che sono gli aspetti socioculturali del nostro paese.

L’azienda è stata infatti una delle prime innovatrici in quelle che sono tutte le fasi di produzione, dalla fase di raccolta delle materie prima a tutti i passaggi necessari per trasformare tali materie in prodotto finito fino ad arrivare al packaging e alla distribuzione; Lavazza fu una delle prime infatti ad inscatolare il caffè in lattine sottovuoto al fine di mantenere inalterate le proprietà del prodotto, senza peggiorarne l’aroma a contatto con l’aria.

Ma non solo, l’azienda torinese divenne estremamente popolare anche dal punto di vista comunicativo; Lavazza investì infatti non solo sulla produzione ma sulla pubblicità attraverso una comunicazione visiva basata su una cartellonistica di forte impatto dai colori e dai disegni accattivanti e una campagna pubblicitaria televisiva intenta a proiettare sul piccolo schermo spot ironici, divertenti, ma che mettessero sempre in primo piano il caffè, vero protagonista, tutto questo grazie all’aiuto dei diversi testimonial che hanno preso parte alle varie campagne sotto la guida dello storico pubblicitario Armando Testa.

Per celebrarne l’importanza e ricordarne i momenti memorabili è stato allestito nel 2018, affianco alla sede centrale di Torino, il Museo Lavazza, interamente dedicato all’azienda e visitabile da turisti, scolaresche e curiosi al fine di conoscere più nel dettaglio questo simbolo di cultura e innovazione.

Il museo è suddiviso in 5 stanze, ognuna delle quali mette in risalto una particolare tematica attraverso l’allestimento e ciò che presenta al suo interno.

Le cinque aree sono:

Casa Lavazza: in questa stanza si ripercorre la storia dell’azienda attraverso una timeline che mette in risalto tutte le innovazioni avvenute negli anni.

La Fabbrica: In questa stanza è possibile osservare tutte le varie fasi di produzione che avvengono nella fabbrica, al fine di portare il caffè da materia prima a prodotto finito.

La Piazza: la stanza riproduce lo spaccato socioculturale italiano degli anni ‘60, rafforzando in questo modo il concetto di italianità del prodotto.

L’Atelier: la stanza è adibita al fine di mostrare quali sono state tutte le innovazioni di carattere comunicativo che Lavazza ha deciso di utilizzare nel corso degli anni.

L’Universo: L’ultima stanza è uno spazio adibito a mostrare quale potrebbe essere il futuro non solo dell’azienda, ma della società sempre più incline al cambiamento.

Ad oggi la pandemia non permette di visitare i musei con spensieratezza e tranquillità, ma ci obbliga ancora a passare la maggior parte del nostro tempo in casa davanti ad un film o giocando online alle Slot Gratis o su altre piattaforme, ma appena sarà possibile, una visita al Museo Lavazza può essere un’ottima scelta per scoprire un esempio di grandezza e innovazione del nostro paese.

Di Luca Talotta

Nasce in Calabria, cresce a Milano. Mezzadro del mestiere, si sente più blogger che giornalista. Una vita trascorsa a pane e calciomercato, segue tutti gli sport ma non ne pratica uno, teoria che ha accompagnato i più grandi giornalisti italiani. Che sia la strada giusta? Forse. Per ora si diletta a fare il giornalista. Con che risultati, decidete voi...

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