Al giorno d’oggi, malgrado i notevoli miglioramenti compiuti dalle case produttrici di vetture, la sicurezza di coloro che si mettono al volante è spesso minacciata, soprattutto dalla loro stessa negligenza. Proprio per questo la divisione italiana della Ford, da sempre attenta alla salute dei propri clienti, ha partecipato come ospite alla famosa Games Week.

Nel corso della rassegna (aperta da venerdì 23 a domenica 25 ottobre), la più importante dell’industria dei videogiochi sul territorio italiano, i fan della tecnologia hanno potuto assistere a uno variegato spettacolo, con non sole protagoniste le console, ma pure la game-art e la musica 8 bit. Nell’area espositiva, situata a FieraMilanoCity del capoluogo lombardo, il celebre marchio americano a quattro ruote si è reso portavoce della campagna creativa di sensibilizzazione “Don’t Emoji and Drive”, nata in occasione del World Emoji Day.

Appuntamento da cui è giunta l’ispirazione per l’allestimento del padiglione presente alla fiera, contraddistinto da una serie di grafiche formate con la tecnica del mosaico. Protagoniste, appunto, le emoticon, utilizzati come speciali ‘pixel’ per immagini più grandi, raffiguranti un bambino, un anziano e un cane, ossia le vittime maggiormente a rischio di spericolate manovre stradali. In altre parole, anche qualche semplice secondo speso al volante per inviare qualche divertente faccina, può oscurare un pericolo e compromettere la salute dei più deboli.

Ai visitatori è stato concessa la possibilità di registrarsi allo stand e immortalarsi in una foto, “emojizzata” in tempo reale nelle vesti di badge e in formato elettronico, spedito sul proprio cellulare. La foto potrà dunque essere condivisa sulle piattaforme di social network per divulgare il messaggio. Per l’occasione si è anche allestito un gruppo di esperti per discutere del problema, alla quale hanno aderito rappresentanti Microsoft ed esperti del gaming, con la finalità di smuovere qualche coscienza e sottolineare l’importante differenza tra la guida reale e quella virtuale.

Di Luca Talotta

Nasce in Calabria, cresce a Milano. Mezzadro del mestiere, si sente più blogger che giornalista. Una vita trascorsa a pane e calciomercato, segue tutti gli sport ma non ne pratica uno, teoria che ha accompagnato i più grandi giornalisti italiani. Che sia la strada giusta? Forse. Per ora si diletta a fare il giornalista. Con che risultati, decidete voi...

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