Marian Trapassi - credits Ray Tarantino

Siciliana d’origine e cittadina del mondo, Marian Trapassi inizia giovanissima a fare musica. La passione per il canto e la scrittura musicale unita a una naturale inquietudine la portano ad attraversare l’Italia, l’Europa, gli Stati Uniti alla ricerca del suo essere cantautrice. Con una produzione tanto parca quanto raffinata, si ritaglia negli anni uno spazio importante nel panorama musicale italiano. Un percorso sempre più introspettivo nel quale Marian Trapassi si racconta con spontaneità descrivendo una realtà fatta di immagini e colori. Oggi, in tempi di emergenza coronavirus, si dedica su Instagram a Because The Night, il suo progetto di cantautorato femminile. Una versione web del progetto avviato nei primi mesi dell’anno, prima del lockdown, in collaborazione con un noto locale di Milano. E con il videoclip “Le Formiche”, esorta, in un momento così difficile, a restare uniti in attesa di tornare a vivere la musica tutti insieme. Di seguito, l’intervista.

Marian Trapassi, giovanissima corista con la passione della scrittura

Ho iniziato a fare musica giovanissima, a sedici anni.- racconta la cantautrice Marian Trapassi – Di solito si inizia con le cover e si passa alla scrittura, nel mio caso è stato l’inverso. Un approccio squisitamente creativo, avevo voglia di scrivere canzoni. Ho comunque sentito l’esigenza di perfezionarmi e mi sono dedicata allo studio della musica con un maestro di canto classico, prima, con Cinzia Spata, cantante jazz, poi. Importante è stata l’esperienza fatta come corista con artisti come Luca Barbarossa, Paola Turci, Riccardo Cocciante. Aver avuto la possibilità di lavorare a grandi livelli mi ha fatto comprendere l’aspetto professionale della musica

Da New York a Roma, la creatività da sola non basta

Lavorare con questi artisti mi ha dato anche la possibilità di vivere una nuova esperienza, a New York. Lì ho mosso i primi passi come cantautrice, senz’altro agevolata dal fatto di lavorare in uno studio di registrazione a contatto con musicisti internazionali. Ma in me, ancora molto giovane, era forte il desiderio di fare un disco con le mie canzoni, prima dei trent’anni. In questo senso, una spinta decisiva me l’ha data, durante il soggiorno romano, la frequentazione della scuola di Mogol. La creatività da sola non basta, ci vuole qualcuno che ti dia gli strumenti per approfondire

I primi album, cantautrice a tutti gli effetti

La musica nel frattempo è diventata sempre più un lavoro. Trasferitami in Veneto, ho cominciato a insegnare canto e sempre lì ho coronato il mio sogno. Nel 2002 viene pubblicato Sogno Verde, il mio primo album. Sentivo il bisogno di esplorare me stessa, ho realizzato un album molto autobiografico. Un album di chiara impronta rock, influenzata, tra gli altri, da artisti come Alanis Morrisette e Nora Jones. Con il successivo album, Marian Trapassi, ho esplorato la scrittura, il mio essere cantautrice. Ho raccontato storie, perché di storie un cantautore si deve nutrire. Per questo l’album Marian Trapassi è la confessione di un cantautore” Ed è arrivato l’apprezzamento della critica, con il Premio Ciampi per la migliore cantautrice emergente.”Mi ha fatto sentire cantautrice a tutti gli effetti

La consacrazione artistica

Dopo la partecipazione a festival e spettacoli live, la svolta è arrivata con il terzo album nel 2008, dopo essermi trasferita a Milano. Vi chiamerò per nome, da me registrato e poi distribuito dalla Universal, ha sancito la mia consacrazione artistica e mi ha fatto entrare nel giro che conta. L’ho scritto e pensato come un concept album, dedicato alle donne e alle nuove identità femminili. Una esplorazione sull’universo femminile, divenuta poi il soggetto di un successivo spettacolo-concerto, una sorta di teatro canzone che mi ha aperto nuove strade. Ma per il nuovo e successivo album avrei dovuto aspettare molto tempo

La malattia, a Siviglia per ripartire

Quando i medici mi hanno detto che nulla sarebbe stato più lo stesso, che i problemi alla laringe erano irrisolvibili, ho dovuto mettere tutto in discussione. Non potevo neanche insegnare e mi sono presa un periodo sabbattico. Mi sono così ancora una volta trasferita, questa volta a Siviglia, innanzitutto per curarmi. Uno specialista avrebbe smentito tutti, mi ha ridato la voce e la voglia di ripartire. Ero pronta per un nuovo album”

La rinascita

Tornata a Milano, ormai diventata la mia città, ho registrato “Bellavita, l’arancia e altri viaggiUn album diverso dai precedenti. Più solare, risente a livello compositivo di influenze swing e spagnoleggianti. L’ho vissuto intensamente. sospinta da una voglia enorme di ricominciare a cantare. Doveva essere l’album della rinascita, ma qualcosa nella mia voce era diverso. I toni più bassi ben si prestavano al teatro canzone, ho quindi pensato questo album immaginando già uno spettacolo. Il successo dell’album, prodotto da Paolo Iafelice e distribuito da Adesiva Discografica, viene confermato dalla candidatura al Premio Tenco 2015 Dal disco allo spettacolo il passo è breve. “Nel 2016 porto in scena, allo Zelig, Bellavita, l’arancia e altri viaggi, con la regia di Alessandra Faiella”

La maturità artistica

La maturità artistica arriva con Bianco, nel 2019. “L’album Bianco è la somma di tutti gli album precedenti. Ci sono storie, racconti autobiografici e tutte le influenze musicali del mio percorso, dal jazz al, folk, dal blues alla musica etnica. E’ un album introspettivo, sono tornata molto su me stessa. Per questo mi sono resa disponibile ad aprire cassetti privati e renderli pubblici. E il nome del disco non è casuale, il bianco rappresenta il candore e la purezza. Nel disco non mancano metafore sulla vita, sulle sue illusioni e sui suoi alti e bassi. Così come riflessioni sul futuro, sui nostri giudizi. Con un retroscena malinconico, misto a fatalismo. C’è molto di siciliano in me e ci sarà sempre. Con Bianco penso di aver acquisito la maturità, è un punto cruciale del mio percorso artistico. Dal quale partire per nuove esplorazioni che sarà la vita a suggerirmi

Because The Night, spazio alle cantautrici

Perennemente inquieta, quando l’emergenza coronavirus ci ha costretto a stare a casa, ho pensato di portare su web il progetto che avevo avviato nelle settimane precedenti in collaborazione con Garage Moulinski di Milano. Because The Night è una rassegna di cantautorato femminile, pensato per dare alle cantautrici emergenti quello spazio che altrimenti non avrebbero. Un’idea che mi porto dietro sin dai tempi di “Vi chiamerò per nome”, quando avevo invitato molte cantautrici indipendenti a cantare insieme a me nel disco” Dal palco al web. ” A causa del lockdown ho dovuto portare l’evento su web con una diretta Instagram che tengo ogni giovedì alle 21:30. Invito la cantautrice, l’intervisto e le lascio la possibilità di una breve performance canora. Un’ottima occasione per le cantautrici di presentarsi e, soprattutto, fare rete tra noi cantautrici

Le formiche, videoclip contro il coronavirus

Online è anche il video di “Le formiche.Con Antonio Magrini alla chitarra, Fabio Zago alla batteria, Giovanni Bergamini alle tastiere, Nando De Luca al basso e Raffaele Kholer alla tromba, Marian Trapassi ricrea l’illusione di uno show dal vivo per restare uniti anche in questo momento difficile. In attesa di tornare a suonare insieme. Le formiche sono una metafora della vita, il loro salire e scendere dalle pareti mi ricorda gli alti e bassi della vita. Un esempio perfetto in un momento così lungo e faticoso. Le Formiche è un video nata dalla voglia di sentirci ancora uniti, per la gioia di ritrovarci e fare musica insieme. Per essere ancora, nonostante tutto, una band. Perché questa emergenza può essere vinta solo insieme. E quando sarà vinta, torneremo ad apprezzare tutto ciò che prima davamo per scontato, primo fra tutto gli amici e il calore umano

I prossimi appuntamenti di Because The Night:

Giovedì 14 Maggio 2020, ore 21:30 – ospite Sara Romano

Giovedì 21 Maggio 2020. ore 21:30 – ospite Manuela Pellegatta

Giovedì 28 Maggio 2020, ore 21:30 – ospite Guendalina