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Una nuova ricerca pubblicata sul Journal of Medicinal Food suggerisce che mangiare prugne secche ogni giorno può migliorare i fattori di rischio per le malattie cardiovascolari (CVD) aumentando la capacità antiossidante e riducendo l’infiammazione nelle donne sane in menopausa.

L’impatto delle prugne sulle malattie cardiovascolari

Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte in tutto il mondo e rappresentano una sfida significativa per la salute pubblica. La ricerca condotta dalla San Diego State University rivela che le prugne secche possono avere un impatto positivo sul rischio di malattie cardiache.

L’influenza positiva delle prugne sulla salute

“Se guardiamo alle nostre ricerche passate e alle ricerche condotte da altri, implementandole con questi nuovi dati, emergono evidenze significative su come mangiare prugne secche possa avere un’influenza positiva sulla salute”. Le parole del ricercatore capo Shirin Hooshmand, PhD, RD, Professor School of Exercise and Nutritional Sciences della San Diego State University.

Con questo studio (legato alle malattie cardiovascolari) effettuato su un campione controllato, i ricercatori hanno scoperto che mangiare 50 grammi di prugne secche (circa 5-6) ogni giorno per soli 6 mesi ha portato a un miglioramento dei biomarcatori del rischio di CVD. Incluso l’aumento del colesterolo “buono” del corpo, noto come HDL, e ha abbassato il rapporto tra colesterolo totale e HDL.

Mangiare 50 g di prugne secche ogni giorno ha, inoltre, facilitato una maggiore capacità antiossidante e ha abbassato i livelli dei marcatori infiammatori. Inoltre, l’indice di massa corporea e il peso dei partecipanti allo studio non sono cambiati nel corso dello studio. Il tutto, nonostante l’aggiunta di prugne secche alla normale dieta.

Lo studio, i dati

I ricercatori hanno reclutato 48 donne sane in menopausa divise in tre gruppi. Un gruppo di controllo senza l’incombenza di mangiare prugne secche. Due gruppi di trattamento che hanno consumato 50 gr o 100 gr di prugne secche al giorno durante il periodo di studio. Tutti gli altri aspetti riguardanti la dieta e lo stile di vita delle donne sono rimasti simili al periodo precedente allo studio. Vari biomarcatori del rischio di CVD sono stati raccolti all’inizio e alla fine dello studio per determinare se ci fossero miglioramenti tra i soggetti che avevano consumato le prugne secche.

È interessante notare come ci siano alcuni risultati positivi simili tra coloro che hanno mangiato 50 grammi di prugne secche e quelli che ne avevano consumati 100 grammi. Ciò suggerisce che l’aggiunta giornaliera di 5-6 prugne secche o più, può avere un effetto positivo sul rischio di CVD.

Malattie cardiovascolari: le prugne un’implementazione benefica

Mentre bisogna ancora individuare i meccanismi precisi e le sostanze specifiche che contribuiscono a questi effetti benefici sulle malattie cardiovascolari e non solo. Si suppone che i composti fenolici, ricchi di antiossidanti, fibre e altri nutrienti, giochino un ruolo centrale. Questo studio suggerisce che le prugne secche possono essere un’implementazione benefica per la dieta al fine di ridurre il rischio di CVD e l’infiammazione, aumentando inoltre la capacità antiossidante.

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