Parlare della lotta ai cambiamenti climatici mostrando cosa sta facendo l’uomo per fronteggiarli. Dallo scioglimento dei ghiacci ai periodi di siccità, dalle alluvioni all’avanzata dei deserti. Problemi e danni di grandissima portata, che vengono illustrati e discussi all’interno di Adaptation. Un progetto giornalistico transmediale focalizzato, per l’appunto, sul tema della convivenza con il cambiamento climatico. Il core product è un webdoc che è stato lanciato grazie al sostegno di vari Enti e realtà Istituzionali.

Lotta ai cambiamenti climatici, la narrazione di Adaptation 

L’idea che sta alla base di Adaptation è quella di raccontare come l’uomo si stia adattando, dal punto di vista sociale e tecnologico, agli effetti (già in essere) del global warming. Una piattaforma digitale divisa in capitoli, ognuno dei quali affronta un argomento specifico legato ad un paese di riferimento. L’obiettivo è informare e provare a stimolare una maggiore consapevolezza sia nel pubblico, sia negli stakeholders e nei decisori politici. Un modo per provare a condividere buone pratiche di adattamento e tecnologie messe a punto nei vari paesi.

La prima tappa italiana in Emilia Romagna

Il primo capitolo italiano del webdoc Adaptation parte raccontando le iniziative di adattamento climatico in Emilia Romagna (già pronti altri due episodi su Trentino Alto Adige e Calabria). Tra queste emerge l’impegno del Gruppo Hera che ha la sua sede principale a Bologna, nel settore idrico è il secondo operatore nazionale per volumi di acqua distribuita e gestisce 53 mila km di rete fra acquedotto e fognature.  Numeri che fanno comprendere come il suo impegno verso un utilizzo più consapevole dell’acqua sia assolutamente di valore. Durante la presentazione di Adaptation l’ad di Hera, Stefano Venier, ha spiegato la filosofia che sta dietro all’operato dell’azienda: “Il tema di espandere il riuso della acque nel sistema agricolo è fondamentale – le sue parole – da qui a 15 anni avremo sicuramente una minor disponibilità idrica. Senza catastrofismi, ma dobbiamo adattarci. Come si affronta il cambiamento climatico? Con due tipi di resilienza: resilienza reattiva e resilienza adattiva.” 

Un problema di tutti, non di pochi

Tanti i progetti del Gruppo Hera analizzati da Adaptation, tra questi il riuso delle acque depurate (impianto di Bologna per Navile e Savena). Ma anche il piano di salvaguardia della balneazione di Rimini, il potenziamento e rinnovo degli acquedotti, l’interconnessione delle reti, l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia per il controllo della rete idrica e la ricerca perdite e molto altro. Ma davvero a tutte le aziende interessa il cambiamento climatico? “E’ un problema di tutti – ricorda Stefano Pareglio, professore dell’università Cattolica di Milano – anche di chi fa business. Ma interessa maggiormente alcuni settori che trattano la decarbonizzazione; c’è una differente distribuzione di attenzione diciamo”Marta Ellena, ricercatrice del CMCC ed esperta di negoziati internazionali sul tema dell’adattamento ai cambiamenti climatici, ha invece analizzato lo scenario climatico e le azioni prioritarie di adattamento, con un focus sull’Italia, parlando del ruolo del CMCC e di quali possono essere le soluzioni al global warming. “È importante mettere a fuoco che l’adattamento ai cambiamenti climatici può essere nazionale, ma le azioni concrete avvengono nel locale – ricorda – cosa accadrà se non agiremo? Ondate di calore, precipitazioni in diminuzione ma più intense, scarsità idrica e aumento delle inondazioni nelle città costiere”.