“NON E’ PIU’ POESIA” il nuovo album dei TELESPLASH in uscita il 13 gennaio. Un disco che nasce dalla voglia di sperimentare sonorità diverse con il supporto del produttore Guglielmo Gagliano e dell’ingegnere del suono Paolo Alberta. Nuovo è anche lo studio di registrazione dove i Telesplash si sono ritirati per due anni, ad Arezzo, loro città natale. Uno studio nel quale sono entrati con una parola d’ordine, divertimento. Il risultato sono nove brani che catturano la vera essenza dei Telesplash.

Time Magazine li ha intervistati in esclusiva per voi

1) Cosa dobbiamo aspettarci da “Non è più poesia”? Quali fattori di novità e quali di continuazione con quanto prodotto finora da voi?

Un lavoro fatto con passione, il disco,che per noi è il terzo, rappresenta quello che i Telesplash sono oggi, le novità ci sono sia a livello di suono che di testo, volevamo fare qualcosa che ci rappresentasse nel raggiungimento di una certa maturità , ma senza sconvolgere il progetto, che è quello di suonare belle canzoni, noi pensiamo di esserci riusciti anche perché è avvenuto tutto in maniera moto naturale

2) Nuovo è stato anche lo studio di registrazione: come mai avete deciso di ritirarvi per due anni ad Arezzo?

 I motivi sono diversi, il primo è che questa scelta  ci ha permesso di lavorare più comodi e con più calma nel nostro “habitat” naturale e poi lo staff di produzione, che abbiamo fortemente voluto (Guglielmo Gagliano e Paolo Alberta) sono di base qui ad Arezzo, come si dice:
“Dischi e Buoi dei paesi tuoi”..

3) La genesi di Non è più poesia: è stato un percorso faticoso? 

Beh si, come sempre quando si lavora ad un disco ci sono poi mille imprevisti a cui far fronte, oltre al fatto che ha coinciso con un periodo di cambiamento anche nelle nostre vite personali,
la fatica comunque è sempre ripagata dalla goduria finale di sentire le canzoni che come per magia prendono forma e diventano realtà è una fatica che ti ripaga sempre e questo è molto bello perché non tutte le cose nella vita sono così .

4) Il duetto con Pupo: da dove è nata l’idea?

Enzo, come noi, è nato e cresciuto a Ponticino, un paese di 2000 abitanti in provincia di Arezzo,
ci ha visto crescere, come ragazzi, conosce le nostre famiglie e sa del nostro progetto.
Un giorno parlavamo dopo averlo incontrato al bar e ridi e scherza è venuta fuori questa idea di farlo partecipare ad un nostro pezzo , detto fatto , ha sentito Freddo e super entusiasta è passato in studio a cantarla, è stato divertentissimo oltre al fatto che lui è davvero un professionista e un tipo simpaticissimo, ci siamo divertiti!

5) La parola d’ordine con la quale siete entrati in studio è divertimento: perché?

Perché come detto prima portare avanti un progetto come questo comporta sacrifici e qualche difficoltà , non lo fai per soldi ma puramente per passione quindi è fondamentale divertirsi altrimenti meglio dedicarsi ad altro, tipo la pesca o il calcetto, noi grazie al cielo ci siamo divertiti tanto e continuiamo a farlo questo aspetto poi si trasmette anche nella musica e crediamo sua un bene.

6) Ci dite com’è Pupo “dietro le quinte”?

È vulcanico, uno con la battuta sempre pronta e mille aneddoti da raccontare, ha avuto una vita veramente rockandroll anche se si potrebbe pensare il contrario e poi ha grande esperienza.
A livello tecnico poi è stato bravissimo e molto professionale, insomma mitico!

7) Perché ascoltare (e quindi acquistare…) un vostro cd al posto di quello di qualcun altro?

Perché è un disco con belle canzoni, suoni pazzeschi e garantiamo che non vi stancherà neanche dopo mille ascolti.

8) Progetti futuri? Prossime tappe?

Il 23 Gennaio da Arezzo parte il nostro tour che ci vedrà in giro per lo stivale, intanto siamo concentrati su questo, non vediamo l’ora, poi si vedrà …

9) Cosa faranno i Telesplash da grandi?

Siamo già anagraficamente abbastanza grandi, se per qualche oscura ragione non dovessimo essere delle superstar mondiali impegnate in megatour internazionali, continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto, sala prove, canzoni, dischi, serate , noi non molliamo almeno fino a che ci si diverte!

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Nasce in Calabria, cresce a Milano. Mezzadro del mestiere, si sente più blogger che giornalista. Una vita trascorsa a pane e calciomercato, segue tutti gli sport ma non ne pratica uno, teoria che ha accompagnato i più grandi giornalisti italiani. Che sia la strada giusta? Forse. Per ora si diletta a fare il giornalista. Con che risultati, decidete voi…