Stampante 3d, foto Pixabay
Stampante 3d, foto Pixabay

Le stampanti 3D si stanno rivelando come una delle innovazioni tecnologiche più interessanti e, soprattutto, trasversali. Il loro utilizzo spazia dai più disparati settori e anche quello dell’automotive non ne è rimasto esente. Anzi, l’arrivo della stampa 3D ha portato nette migliorie al settore, che ha potuto inserire nel ciclo produttivo un qualcosa che prima mancava.

Stampanti 3D nel mondo automotive

La stampa 3D sta riscuotendo sempre più successo soprattutto nella vera e propria produzione di auto e parti di esse. E non si tratta soltanto di un vezzo di questa o quella casa automobilistica, tutt’altro. È una vera e propria tendenza globale, che sta invadendo il mercato dell’automobile, tanto che molti colossi si sono uniti a università di ricerca di settore e stanno investendo sempre più in questa tecnologia. Tra i vari progetti presenti sul mercato, sicuramente una menzione d’onore spetta a quello che vede protagoniste l’Università di Ingegneria Meccanica di Brescia da una parte ed Elmec dall’altra; due aziende che hanno realizzato e prodotto con la stampa 3D componenti funzionali in grado di migliorare le prestazioni meccaniche di una motocicletta da gara.

Il valore aggiunto della tecnologia HP Multi Jet Fusion 

Tra le tecnologie presenti sul mercato una menzione speciale va sicuramente data a quella denominata HP Multi Jet Fusion, che di fatto permette di dare una netta accelerata ala produzione 3D in numerosi settori e applicazioni. In estrema sintesi, queste nuove stampanti permettono di creare componenti in tempi molto ridotti. È chiaro che accelerare il ciclo di progettazione, creazione e collaudo permette soprattutto alle aziende medio-piccole di poter risparmiare molto sui costi di produzione. Questo, ovviamente, viaggia di pari passo con la produttività, perché la creazione più prototipi non solo aiuta ad accorciare i tempi ma rende anche gli   stessi più precisi e funzionali, con dettagli complessi, irrealizzabili con altre tecnologie. La soluzione di stampa HP Jet Fusion 3D 4210 consente di ottenere una riduzione fino al 65% sul costo per pezzo e permette di registrare un punto di pareggio doppio rispetto alla produzione tradizionale.

L’importanza della stampa 3D 

Ma perché le stampanti 3D hanno rivoluzionato così tanto il mondo dell’automotive? I motivi sono molteplici: prima di tutto permette di realizzare prototipi di vetture (o parti) in tempi rapidi e con costi molto competitivi rispetto alle metodologie tradizionali; questo, oltre ad una diminuzione nel costo di produzione (e all’aumento dei margini per l’azienda) permette anche di ridurre i tempi di realizzazione. E poi la  prototipazione consente l’ideazione di strutture più leggere con meno componenti, alleggerendo il peso complessivo dell’auto. E un’auto che pesa meno, consuma meno e rispetta maggiormente l’ambiente. E poi il numero degli scarti si riduce al minimo, la customizzazione della vettura diventa molto agile, veloce e variegata e si possono sostituire con estrema facilità tutte le componenti usurate del veicolo. 

Le auto stampate in 3D

Esistono già diversi esempi di vetture stampate in 3D presenti sul mercato: la prima è stata Blade, prototipo presentato al CES 2017 da Divergent 3D. Una vettura realizzata tramite la riproduzione in 3D di nodi in alluminio con fibre di carbonio. E che dire di Jaguar, che ha ricreato una sua vettura iconica grazie al 3D, la XKSS del 1957; oppure di Michelin, che ha presentato un modello di pneumatico a nido d’ape utilizzando soltanto materiali organici. Questi sono solo alcuni esempi di colossi dell’automotive che hanno deciso di puntare ed investire in modo massiccio sull’utilizzo delle stampanti 3D. In futuro, siamo sicuri, questa tecnologia sarà sempre più diffusa; per buona pace dei designer d’un tempo, quelli che armati di matita e righello creavano però veri e propri gioielli industriali. 

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Nasce in Calabria, cresce a Milano. Mezzadro del mestiere, si sente più blogger che giornalista. Una vita trascorsa a pane e calciomercato, segue tutti gli sport ma non ne pratica uno, teoria che ha accompagnato i più grandi giornalisti italiani. Che sia la strada giusta? Forse. Per ora si diletta a fare il giornalista. Con che risultati, decidete voi...