Auto incidentate, foto Pixabay
Auto incidentate, foto Pixabay

Se si rimane coinvolti in un incidente stradale e si è certi che nessuno abbia riportato ferite, il dilemma inizia a ruotare attorno alle modalità di riparazione dei veicoli. Spesso la tempistica legata alle compagnie assicurative possono essere discordanti con le necessità del proprietario del mezzo. Cosa fare con le auto incidentate?

Auto incidentate, il dilemma

Secondo alcuni sondaggi e report, non sempre conviene riparare i mezzi perché – è stato riscontrato – all’aumentare del costo dei ricambi è più conveniente ricorrere al carrozziere che è capace di modellare lamiere spesse qualche decimo di millimetro e con utensili super tecnologici garantendo risultati eccellenti. In Italia – a differenza della maggior parte de gli altri Paesi europei – per i danni assicurativi viene utilizzata una modalità di definizione dei costi di riparazione differente da quella proposta dai costruttori di auto. Alla conclusione lo studio è giunto monitorando sette auto tra le più vendute, tre tariffe di manodopera (30 – 50 – 70 euro/ora) e 4 casi di riparazione tra i più “pagati” dalle assicurazioni ovvero: solo paraurti anteriore, solo paraurti posteriore, paraurti + parafango + gruppo ottico (anteriore sinistro); paraurti + portellone + gruppo ottico (posteriore sinistro).

I costi della riparazione

Le metodologie di calcolo e di riparazione sono relative sia a quelle di sostituzione completa dei ricambi sia in base alla logica e ai tempi dei costruttori di auto incastrati con quella assicurativa. È bene ricordare che in caso di sinistro, la prima cosa che bisogna fare è la compilazione del modulo blu che apre le porte alla constatazione amichevole. Il foglio – che si può richiedere presso la propria agenzia assicurativa – deve contenere i dati relativi ai veicoli, ai conducenti, agli occupanti nonché i danni. Il foglio va spedito alla compagnia assicurativa propria e dell’altro mezzo coinvolto e poi, bisogna attendere l’offerta di risarcimento che può essere accettata o rifiutata. In entrambi i casi, bisogna comunicare la propria decisione. Una volta ottenuto l’indennizzo, si può procedere alla riparazione. Che può essere divisa in due categoria: interventi di tipo lieve – ovvero per la tipologia di riparazione che non necessita di sostituzione dei ricambi come gruppo ottico e paraurti – e di tipo grave – che prevede la riparazione di parafango e portellone (mentre i gruppi ottici ed i paraurti non si possono che sostituire in caso di danno grave.

La decisione finale

Il prezzo dei ricambi esaminate per entrambe le metodologie di calcolo deve essere preso in base all’ultimo listino dei costruttori. Per danni lievi, quindi quelli per cui non si rende necessaria la sostituzione di ricambi, conviene sempre riparare. In casi di questo tipo, è vantaggioso avere delle tabelle di riferimento come quelle della logica assicurativa perché permettono un veloce calcolo delle spese in base alle tre delle tre variabili principali sul costo totale della riparazione. Che sono tariffa di manodopera, tempo manodopera (diverso per logica costruttore e assicurativa) e costo dei ricambi. Affidarsi a meccanici e carrozzieri esperti e muniti di certificazione aiuta decisamente a riparare nel migliore dei modi i veicoli incidentati perché vengono lavorati da mani esperte e capaci che evitano spiacevoli e successivi inconvenienti.

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Nasce in Calabria, cresce a Milano. Mezzadro del mestiere, si sente più blogger che giornalista. Una vita trascorsa a pane e calciomercato, segue tutti gli sport ma non ne pratica uno, teoria che ha accompagnato i più grandi giornalisti italiani. Che sia la strada giusta? Forse. Per ora si diletta a fare il giornalista. Con che risultati, decidete voi...