La Vigna Magica di Casa E. di Mirafiore, luogo della rinascita di un percorso di postmodernità è protagonista del romanzo: La Vigna Magica. Testo scritto da Piercarlo Grimaldi, Antropologo culturale e già Rettore dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Il volume si avvale dell’Introduzione di Oscar Farinetti. Ed è frutto del ritrovamento di due pali di testa di filare, che origina dalla scoperta di una sorprendente tradizione contadina di Langa.

Un’acropoli sulle più remote colline selvagge

Tale magismo rinasce grazie a 12 esemplari di pietra scolpiti da un picapere, che presidiano la sperimentale Vigna Magica di Mirafiore. E le cui uve hanno dato origine al vino Pietra Magica. Il libro dà conto della complessa indagine di terreno condotta sugli ultimi due capitesta, ritrovati negli anni Settanta del Novecento. Ovvero, ciò che rimaneva di una erta vigna posta al confine tra la Langa astigiana e cuneese. Una cultura contadina dalle profonde radici magico-religiose aveva scolpito nell’arenaria oltre venti coppie di pali da testa, erigendo un’acropoli sulle più remote colline selvagge. Un monumento di pietra, un sommerso antropologico che aiuta a capire meglio la storia senza storia delle colline del Piemonte meridionale.

Il magismo contadino per interpretare il mistero della natura

Scrive Oscar Farinetti nel Vermouth introduttivo “Un generoso percorso di postmodernità diretto dall’antropologo Piercarlo Grimaldi. Il quale ha raccolto un pezzo importante di tradizione delle colline piemontesi. E, ha verificato sul terreno come il magismo contadino possa essere ancora una risorsa per interpretare il mistero della natura. E, di come una zolla di terra possa generare un vino che appartiene al magico ordine delle creature totemiche”.

Chi è Piercarlo Grimaldi

L’autore del libro, Piercarlo Grimaldi nato nel 1945 a Cossano Belbo, ha imparato il mestiere del sarto da suo padre Cesare. Lavoro esercitato sino al 1973. Una rapsodia del cucire insieme che è anche a fondamento del percorso accademico. E’ stato professore ordinario di Antropologia culturale e Rettore dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, Bra. Un percorso che l’ha portato a convincersi che studiare le Langhe non è solo un esercizio utile a comprendere il proprio cortile di casa. Ma anche una traiettoria di studio e di ricerca, un metodo per conoscere criticamente il mondo. La reinvenzione della vigna magica sulle colline di Serralunga d’Alba è l’antropologico esperimento che più di altri gli ha permesso di osservare e comparare come nella postmodernità la tradizione possa diventare una cruciale risorsa innovativa di future speranze.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *