Luca Ronconi

Il Gruppo Koelliker ha annunciato che importerà sul mercato italiano cinque brand cinesi di auto elettriche, vale a dire Seres, Weltmeister, Karma, Maxus e Aiways (leggi qui la notizia). Una vera e propria svolta verso la sostenibilità, in un momento storico così delicato per il settore automotive. Ne abbiamo parlato con Luca Ronconi, CEO del Gruppo Koelliker.

Ronconi, la domanda è semplice: perché questa svolta? 

«Perché è il momento giusto per farlo. ÈC’è una domanda sempre più crescente di accedere alla mobilità in maniera sostenibile. È un’esigenza vera, sentita, sempre più di diffusa. Al di la dello sviluppo tecnologico del prodotto, che finalmente ci permette di portare i modelli giusti e i prodotti giusti sul mercato, c’è una genuina esigenza che va assolutamente raggiunta con la proposta giusta. Come abbiamo presentato non è solo un tema di modelli ma è anche un tema di offrire le soluzioni giuste in mobilità di mobilità. Si parte dai modelli, fino ad un’ampia proposta di servizi che sia assolutamente in linea con l’evoluzione della domanda e delle esigenze dei consumatori italiani in particolare. Tutto questo viene inserito in un’offerta che se la più ampia possibile, perché la nostra scelta è quella di lasciar scegliere il niente».

Cosa intende?

«Non è solo la proprietà, non è solo noleggio, non è solo renting, può essere che ci siano esigenze crescenti di condivisione dell’automobile. E quindi l’idea è di arrivare addirittura a forme di subscription. Qualunque sia la scelta che i nostri clienti si troveranno a preferire, noi dovremmo e vogliamo portarla alla possibilità di orientamento dando un supporto. Perché ci sono dei temi di complessità in questa scelta, c’è un po’ di confusione anche a livello informativo sui modelli elettrici».

E in questo quadro come s’inserisce il Gruppo Koelliker? 

«Vogliamo essere di supporto, per permettere una scelta molto consapevole oltre che trasparente».

Uno dei problemi dell’Italia è la mancanza di infrastrutture di ricarica. La partnership con Enel X sarà volta allo sviluppo di questo? Verrà data una mano all’installazione delle stesse a livello domestico e non solo?

«Tutto parte dal cliente, perché la premessa è quella di offrire la scelta e quindi bisogna esplorare tutte le strade per farlo al meglio. Enel X è il partner ideale perché è il più grande operatore e ha una visione di quello che deve essere la posizione della mobilità elettrica in Italia. prenderemo scelte che vanno ovviamente nella direzione di risolvere quei temi di incertezza che giustamente possono ancora bloccare la scelta dell’elettrico, per rendere l’esperienza di ricarica la più abitudinaria possibile. Come oggi non ci preoccupiamo di andare e sapere dov’è il distributore di benzina perché tanto sono ragionevolmente convinti di trovarne uno quando serve, l’obiettivo è esattamente questo ma traslato con le colonnine di ricarica. Certamente un supporto alle scelte per chi vuole installare un punto di ricarica a casa, ma non solo».

Cioè?

«Questa partnership ci ha portato ad esplorare insieme il mondo del produttore. Anche Enel X, con la sua divisione cinese, ha scovato alcuni dei principali nuovi brand elettrici cinesi, tanto che su Weltmeister, ad esempio, sono arrivati prima loro, proponendo un’offerta che è totalmente complementare alla nostra». 

Tra i marchi che porterete in Italia ci sono praticamente tutte le categorie merceologiche più importanti, dal SUV alla berlina fino al veicolo commerciale. Pensate di essere in ritardo? È davvero il momento giusto per questa svolta elettrica?

«La nostra ambizione è quella di presentare un portafoglio di prodotti completo, che copra veramente tutte le esigenze di mobilità e ogni segmento di vendita. Siamo in costruzione, perché non abbiamo ancora lanciato tutti i prodotti».

Quindi dobbiamo aspettarci altri marchi?

«Certo. L’obiettivo è chiaro, copriamo ogni segmento. Al momento, ad esempio, non copriamo ancora i segmenti più piccoli, A e B, perché non abbiamo ancora trovato il modello giusto per il consumatore italiano. Non appena saremo convinti, e ci stiamo lavorando molto attivamente, di aver trovato lo proposta giusta, la porteremo immediatamente. Il mercato è ancora piccolo, ma sta crescendo ad una velocità enorme».

Questo porterà ad un ridimensionamento dei marchi Mitsubishi e SsangYong per il Gruppo Koelliker?

«No. Mitsubishi è già molto avanti nella strada dell’elettrificazione, anche se abbiamo ancora in vendita modelli benzina e diesel. Ssangyong sta vivendo una fase molto importante e a breve lanceremo anche il primo modello elettrico. Continueremo assolutamente anche con i nostri brand storici».

Di Luca Talotta

Nasce in Calabria, cresce a Milano. Mezzadro del mestiere, si sente più blogger che giornalista. Una vita trascorsa a pane e calciomercato, segue tutti gli sport ma non ne pratica uno, teoria che ha accompagnato i più grandi giornalisti italiani. Che sia la strada giusta? Forse. Per ora si diletta a fare il giornalista. Con che risultati, decidete voi...

2 pensiero su “La svolta elettrica del Gruppo Koelliker: intervista al CEO Luca Ronconi”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *