"La Luna. E poi?"

In seguito al grande successo riscosso al Museo Civico di Rovereto, la mostra “La Luna. E poi?” viene allestita, in forma ampliata, presso Fabbrica del Vapore di Milano in occasione del 50 anniversario dello sbarco sulla Luna. Prodotta da Eclipse Events, in coproduzione con il Comune di Milano, la mostra propone un lungo e affascinante viaggio alla scoperta della storia dell’evoluzione dell’esplorazione spaziale, dalle visioni pionieristiche dei primi scienziati all’imminente conquista di Marte, passando per la storica conquista del suolo lunare dai primi lanci all’allunaggio nel 1969 e alle successive missioni.

Che cosa è esposto

Modelli in scala, tute spaziali, reperti unici, accurate ricostruzioni, memorabilia, locandine cinematografiche, buste con francobolli commemorativi, documenti originali, manuali di volo, giornali dell’epoca, videoproiezioni, e perfino una rarissima pietra lunare prestata per l’occasione dalla associazione ASIMOF per conto della NASA formano un percorso su oltre 1000 metri quadri lungo più di 100 anni. La mostra è allestita da Eclipse Events in coproduzione con il Comune di Milano, in collaborazione con l’Associazione ASIMOF, il Museo Civico di Rovereto, l’Associazione Piano Terra per i laboratori scolastici e con il patrocinio dell’Agenzia Spaziale Italiana e in collaborazione con ASIMOF per il prestito della pietra lunare

L’apertura di “La Luna. E poi?”

Sabato 5 ottobre, in occasione dell’apertura al pubblico, il taglio del nastro avverrà in presenza di Altred Worden. E’ l’astronauta che pilotò il modulo di comando della missione Apollo 15 nel 1971. E’ entrato nel Guinness dei primati come l’«essere umano più isolato del mondo». Restò da solo in orbita per tre giorni mentre gli altri due astronauti esploravano la superficie lunare.

La mostra

La mostra, disposta su oltre 1000 metri quadri e due livelli, propone un affascinante viaggio alla scoperta dei segreti dell’esplorazione spaziale dalle origini ad oggi, con un uno sguardo al futu ro. I piano terra dell’esposizione, battezzato “LA LUNA”, funge da introduzione a quello superiore nominato “E POI?”. Si parte dunque con un doveroso omaggio letterario ai mirabolanti mezzi spaziali scaturiti dalla fantasia di importanti autori, come l’Ippogrifo che porta Astolfo sulla Luna nell'”Orlando Furioso” di Ludovico Ariosto (1516), le ampolle di rugiada che Cyrano de Bergerac si lega in vita per volare nel suo racconto “L’altro mondo o Gli stati e gli imperi della luna” (1657), la nave a vela a ruote dentate con cui Pulcinella raggiunge il nost ro satellite arrampicandosi su una catena in “Pulcinella sulla Luna” (1836) e ovviamente l’avveniristico proiettile gigante descritto da Jules Verne nelle pagine di “Dalla Terra alla Luna” (1865).

Scienziati

Si prosegue con una sezione dedicata ai tre grandi scienziati visionari che già nei primi anni del XX secolo riuscirono a ipotizzare basi scientifiche per un viaggio spaziale. Sono l’americano Robert Goddard (progettatore dei primi motori propulsori per missili nel 1914), il russo Constantin Eduardovič Tsiolkovsky (primo scienziato ad aver teorizzato il volo spaziale nel 1903) e il tedesco Hermann Oberth (che lanciò il primo razzo a propellente liquido già nel 1929). Tre scienziati illuminati a cui diedero del “sognatore”. Il New Times, nel 1969, nei giorni dell’allunaggio li ricordò rendendogli i dovuti omaggi.

Razzi

Ecco quindi i modelli dei razzi Mercury Redstone e Gemini Titan, usati dagli americani negli omonimi programmi spaziali, un’originale tuta d’addestra mento usata durante il programma Apollo, il già citato Sputnik, una riproduzione alta circa 3 metri del razzo Saturn V, il razzo che portò l’uomo sulla Luna, la riproduzione perfetta della capsula Apollo “Columbia” scala 1:1 e visitabile all’interno usata nella missione Apollo 11 accompagnata dai manuali originali, dai flight plan e anche dai report scritti di proprio pugno dagli astronauti. Ovviamente l’allunaggio del 1969 occupa un posto speciale nella mostra. C’è l’esposizione di prime pagine dei glornali dell’epoca compresa quella storica de “l Messaggero”. Per l’occasione creò il titolo tipografico più grande di sempre inventandosi perfino una falsa orma sul suolo lunare, fotografando quella di uno stivale di un pescatore sulla sabbia di una spiaggia per anticipare la concorrenza.

Tutte le missioni

Dalle prime missioni sovietiche di avvicinamento nel 1959 fino alle storiche missioni Apollo, la mostra racconta tutte le missioni. Le testimonia con un reperto decisamente unico. Una pietra lunare prestata per l’occasione dalla NASA e raccolta da Dave Scott durante la missione Apollo 15. E’ anche esposta un’accuratissima riproduzione della tuta spaziale Apollo A7LB usata in quella missione. Per vivere invece “in diretta” l’emozione di una camminata nello spazio o di stare al fianco di Neil Armstrong e Buzz Aldrin durante lo storico sbarco del 1969 cl sonoi visori di realtà virtuale. Consentono al visitatore di guardarsi intorno a 360 gradi e immergersi completamente nell’emozione dello spazio profondo al fianco di Alexey Leonov, primo uomo a uscire nello spazio dal modulo, o di una camminata lunare.

Cibo e film

Per capire come può essere complicata la vita nello spazio sono poi esposte buste di cibo per astronauti, un’autentica tuta Sokol usata dagli astronauti che viaggiano a bordo della Soyuz verso la Stazlone Spaziale Internazionale,un originale Snoopy Cap (sottocasco morbido utilizzato per comunicare via radio battezzato cosi in onore di Snoopy, il bracchetto dei Peanuts che diede anche il nome a uno dei due modull del lancio) e (a partire dal 13 ottobre) il computer di bordo delle prime missioni Apollo. Non mancheranno omaggi al cinema. C’è una selezione di locandine di film. Hanno narrato l’esplorazione dello spazio, dal mitico “2001 Odissea nello Spazio” a “Mission to Mars” e alla Tv con la serie “Spazio 1999”. Un video mostrerà l’alfabeto lunare. Per ogni lettera dell’alfabeto è stato scelto un tema “lunare”, dalla A di Allunaggio alla Z di “zero” ultimo numero del conto alla rovescia. Per essere preparati ad ogni evenienza una bilancia speciale convertirà il peso terrestre di ogni visitatore per ogni pianeta e satellite del sistema solare. Se sulla terra pesiamo 75 chili sulla Luna ne peseremo solo 12 ma su Giove ben 176!

Piano superiore

Al piano superiore la seconda parte della mostra, quel “E POI?” del titolo che ci porta nel futuro conreperti, modelli e testimonianze che illustrano i programmi Shuttle, (con un modello della versione Atlantis), ISS e i programmi del settore privato, mostrandoci nello spazio dedicato alla ISS con quali tecnologie da qui ai prossimi vent’anni arriveremo su Marte. In mostra una riproduzione del mitico robottino Opportunity. Ma anche un modello della Soyuz in scala 1 a 10, un modello del Buran, lo shuttle russo, e sezioni del rivestimento termico dello shuttle. Una vera e proprie reliquie spaziali. La mostra si conclude con una zona dedicata ai più piccoli che espone diorama Lego realizzati dai membri di Brianza LUG. E’ l’associazione che raduna gli appassionati lombardi di mattoncini LEGO. Nei week end sarà anche possibile sfidarsi a partite di COSMOS. E’ il gioco da tavolo creato da CreativaMente dedicato alla scoperta del sistema solare. Una sala di 300 metri quadri ospiterà incontri e conferenze con esperti e laboratori per le scuole.