Jonathan Wilson @ Santeria Social Club
Jonathan Wilson @ Santeria Social Club

Avrei potuto scrivere di Jonathan Wilson e di Rare Birds dopo il primo ascolto a marzo alla sua uscita (Bella Union Records) o dopo un certo numero di ascolti, ma non l’ho fatto: qualcosa non mi consentiva di scrivere, qualcosa non quadrava.

Salgo, portatile alla mano, sulla mia “time machine” e dando uno sguardo indietro, finalmente scrivo; ci siamo: ecco la storia.

“Cercasi Wilson disperatamente” – Passato e presente a confronto

Marzo 2018: primi ascolti di Rare Birds, una sola domanda in mente che suona più o meno così: “Che fine ha fatto il Jonathan Wilson di Gentle Spirit?”. Sono smarrita. E anche un po’ delusa. Perché? Posso dirlo ora, a distanza: non c’è peggior sordo di chi (letteralmente) non vuol sentire.

Passa poco tempo e arriva il primo live, indimenticabile, il 24 aprile al Bronson di Ravenna. L’atmosfera è perfetta: in quell’occasione Wilson si presenta in versione acustica accompagnato da un quartetto d’archi e dal suo immancabile pianoforte. L’iniziale diffidenza si dissolve dopo le prime note e lascia spazio ad un viaggio in una dimensione onirica che, paradossalmente, mi sveglia con dolcezza dall’addiction a  Gentle Spirit (per altri a Fanfare, ma la sensazione è la medesima). Mi piace! Il confronto col nuovo e con l’inaspettato, però, è  attutito dalla presentazione: chitarra acustica, piano, archi, luci soffuse.. poco a che fare col suono con cui mi sono “scontrata” un mese prima.

Non scrivo nemmeno in quell’occasione, perché, sì, bellissimo il concerto, ma una delle mie debolezze da sempre è l’amore istantaneo per la versione acustica di qualsiasi cosa (quasi, qualsiasi cosa); quindi… troppo facile.

Palco, Bronson - Rare Birds Live 20 aprile 2018
Attimi prima del Live @ Bronson – Madonna dell’albero, Ravenna

Jonathan Wilson e band al completo in Santeria

Dopo alcune settimane mi giunge da un amico la notizia che il 16 settembre Jonathan Wilson tornerà in Italia, a Milano, in Santeria Social Club, locale che amo e in cui ho visto diversi bei concerti, questa volta con la band. Ho l’occasione per rivedere Wilson in versione album: stavolta niente scuse.

Puntualmente approdo in Santeria, con un’oretta di anticipo, in tempo per assistere al live del nuovo chitarrista della band di Wilson: Davey Horne, che si esibisce in un gradevole chitarra acustica e voce.

Finalmente arriva il momento della verità o semplicemente l’occasione per aggiungere finalmente il tassello mancante al mio puzzle: tutta la band, il nuovo album.

Jonathan Wilson @ Santeria Social Club - Milano
Jonathan Wilson @ Santeria Social Club, Milano

Per 2 o 3 pezzi Jonathan lascia intendere che suonerà Rare Birds dall’inizio alla fine; sguardi sorpresi tra il pubblico e io penso “quale migliore occasione per entarci dentro?” Ma poco dopo torna Fanfare, torna Gentle Spirit e anche un pezzo del meno noto ai più (e bellissimo) Frankie Ray.  Il viaggio ricomincia, ma ormai so che ho fatto pace con il nuovo e posso finalmente apprezzarlo e riconoscerlo.

Vecchio amore, nuove sonorità

Ormai son passati 6 mesi dall’uscita dell’album e devo dire che il risultato finale si è confermato nuovamente amore. Rare Birds è un disco davvero prezioso, ricco e cesellato, anche grazie ai nuovi suoni, synth e drum machine, che se inizialmente mi avevano fatto gridare con orrore ai Coldplay (non me ne vogliano i Coldplay, ma tuffarsi dall’indie folk estremo e quasi anacronistico a queste nuove sonorità con cui di fatto ora l’artista si presenta, se non altro destabilizza) ora dopo essere stati annusati e assaggiati con calma offrono un’esperienza decisamente coinvolgente, completata, nel live (forse è deformazione professionale ma credo che in molti concorderanno ) dai visual sullo sfondo, magnetici, ipnotici e conturbanti.

momenti del concerto @ Santeria Social Club Rare Birds Live 16 settembre 2018
Momenti del concerto @ Santeria Social Club, Milano

La presenza di Roger Waters si sente ed è dichiarata dall’artista, che del resto l’ha accompagnato durante tutto l’ultimo tour. E comunque, fans contenti o meno, Wilson ha più volte ribadito di aver raggiunto con Rare Birds, finalmente, il risultato che voleva, in termini di suono e di energia.

Insomma, che piaccia o no (parlo soprattutto dei nostalgici del folk) di sicuro è un album maturo, vario e complesso, che è difficile inquadrare completamente, anche se i richiami e le contaminazioni sono tante, come è buono e giusto che sia quando si trova all’opera un artista così eclettico e con un’esperienza così vasta (ricordiamo che Wilson oltre ad essere polistrumentista è anche produttore per artisti come Josh Tillman alias Father Jonh Misty).

Il “Resident Hippie” colpisce ancora

Mi sono chiesta, a posteriori: avrei potuto rinunciare a uno dei due concerti a cui ho assistito? La risposta immediata è stata: no. Servivano entrambi, per poter apprezzare ancora di più la bellezza del disco e la straordinaria bravura di Wilson, chiamato affettuosamente da Roger Waters “The Resident Hippie”. Comunque di certo, anche se non fossero stati proprio necessari, l’esperienza è così bella che viverla una seconda volta (e diversamente) è stato solo un valore aggiunto.

momenti del concerto @ Santeria Social Club, Milano
Momenti del concerto @ Santeria Social Club, Milano

Due note finali: la prima proposito, riguardo alla voce di Jonathan Wilson: devo aver letto in qualche recensione, mesi fa, non ricordo onestamente dove, qualcosa del tipo “nonostante la voce non straordinaria” sento l’obbligo morale, e non solo in veste di fan, di dissentire completamente. La voce di questo artista è straordinaria, sia nel disco che live e non è altro che un gioiello in più incastonato in un diadema perfetto.

La seconda osservazione riguarda la cover dell’album: fredda, irreale, ricorda vagamente le ambientazioni di second life e al primo sguardo non l’ho amata molto ma, in un crescendo in parallelo col contenuto, mi è parsa sempre più intrigante, sia per i riferimenti esoterici (per chi è studioso o appassionato è d’obbligo soffermarsi ad esplorarla), sia per il modo in cui prende vita nei visual che accompagnano il live e trasportano in una realtà parallela e incorporea in fusione perfetta con il suono.

E’ passato del tempo, sia dall’uscita del disco che dai due Live italiani, ma ho ritenuto necessario scriverne, prima di tutto per tributare al talento di questo straordinario artista e oltre a ciò, non meno importante, per raggiungere chi ancora non lo conoscesse con un consiglio: andatevi ad ascoltare Frankie Ray, Gentle Spirit, Fanfare e Rare Birds con cui, si può dire a gran voce: The Resident Hippie Strikes Again”.

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Di sicuro c'è che scrive. Gli studi e la vita in generale l'hanno portata a compiere un percorso rocambolesco tra letteratura, arte, musica, fisica e quanto di più apparentemente scollegato esista. Ma un fil rouge, sotto sotto, si intravede.. e si dispiega indisturbato, sotto varie forme, attraverso le sue avventure. Comunque, di sicuro c'è che scrive. Qualche certezza diamola...