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Influencer del web. Ce ne sono tanti e in vari campi. E non esiste una sorta di elenco come quello telefonico per trovarli tutti. Come fare, allora? Forse potrebbe risultare più facile di quello che sembra. Perché gli influencer sono coloro che hanno migliaia di seguaci sui social. Non solo: quasi sempre hanno un blog personale, vera e propria fonte di consigli e suggerimenti. Oppure un sito. Ma li trovate, come detto, pure su Twitter piuttosto che su Instagram o su YouTube. Hanno la caratteristica unica di scrivere un post e, all’istante, ricevere migliaia di visualizzazioni grazie a chi li segue con costanza.

Influencer, chi sono

Non sono solo giornalisti o esperti del settore, che comunque vanno per la maggiore e che arrivano a  determinare il successo o il fallimento di un prodotto o di un evento. Ci sono i Vip, non specializzati in qualcosa di particolare, ma che hanno visibilità proprio in quanto ‘very important person’. Attori, attrici, presentatori, calciatori hanno solitamente un codazzo di ammiratori che segue tutto ciò che fanno, dicono e scrivono. Visitando la pagina Facebook, Instagram o Twitter, i vip ricevono messaggi, commenti, like, condivisioni e anche qualche critica per ogni cosa che scrivono. Dall’evento di portata mondiale all’ultima polemica per le scarpe indossate dalla valletta a Sanremo. Ma ci sono anche personaggi nati direttamente sul web (gli youtubers ad esempio).

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Coinvolgere un influencer in un progetto o nella pubblicità di un brand porta dunque al successo – o comunque alla visibilità – di ciò che vuole essere messo in vetrina. Un successo che non per forza dipende dalla bontà di ciò che viene pubblicizzato. Ma da chi lo fa. Pure se si sta organizzando un viaggio, per esempio, cercare consigli da chi lì c’è stato è un utile punto di partenza. E qui torniamo al discorso iniziale: ovvero a quei personaggi che in un determinato campo hanno acquisito fiducia enorme e che ora godono di infallibile giudizio su quell’argomento.

Come cercare gli influencer

Acquisito il concetto di influencer e capito che sono più facili da trovare di quel che si pensi, andiamo a scoprire comunque qual è il modo migliore per scovarli nell’immenso mondo che è la rete. Se è un’azienda che ha urgente bisogno di un influencer, solitamente demanda questo compito al digital pr, che spesso è un’agenzia esterna. Non capita raramente che queste abbiamo già a contratto blogger ‘influenti’. E che quindi possano confezionare, chiavi in mano, un pacchetto che l’azienda non avrebbe tempo di preparare. Diciamo che chi è interessato all’influencer mette a disposizione un budget, l’agenzia pensa al resto.

In altri casi esistono i marketplace, in cui inserire brief e acquistare campagne a cui gli iscritti possono aderire spontaneamente se hanno una buona opinione del prodotto.

Tornando all’individuazione dell’influencer, le sue caratteristiche ormai dovrebbero esservi note: la prima variabile da monitorare è l’efficacia della comunicazione, che deve essere chiara e coinvolgente. Linguaggio e stile devono essere compatibili con l’azienda da promuovere. L’influencer ha un seguito; in base alla sua grandezza, viene ritenuto più o meno capace. L’interazione tra lui e i suoi fan è altrettanto importante. Facile da verificare sui social più che dal numero di follower (che a volte possono essere creati artificiosamente). Naturalmente, tu puoi avere un sacco di seguaci, ma non aver mai trattato un argomento. Sarebbe inutile, allora, affidartelo.

influencer food blogger

Le caratteristiche che un influencer deve possedere

A proposito di influencer, un esperto in materia è Matteo Pogliani che, in un libro chiamato ‘Influencer marketing’, ha elencato le nove caratteristiche che andrebbero valutate nella scelta del miglior blogger-influencer per supportare un’azienda nella comunicazione del brand.

Si comincia con la Nazione: gli influencer devono essere attivi nel Paese dove si lancia la campagna e dove vivono le persone da raggiungere. La piattaforma: se la campagna è lanciata su Twitter, l’influencer dovrà conoscere alla perfezione questo canale e avere un account seguito. Ambito: se devi pubblicizzare un cibo, non ti servirà a nulla l’esperto di tecnologia. Audience: i follower non sono tutto, anche se la quantità è importante. L’obiettivo è diffondere la voce dell’azienda e creare viralità.

Capacità di coinvolgere: non solo gli influencer deve raggiungere gli utenti, ma anche coinvolgerli. Eco: deve essere capace di amplificare il messaggio, con il passaparola (click to click). Competenza: l’influencer deve aver guadagnato nel tempo autorevolezza nel suo campo. Tanto da essere un vero e proprio punto di riferimento per gli utenti. Affinità: l’influencer coinvolto diventa l’azienda. Reputazione: inutile dire che deve essere buona, altrimenti non è bene metterlo sotto contratto.

Esistono strumenti a pagamento che permettono di ottenere liste di persone influenti e che tengono conto di tutte o molte di queste qualità.