Stefano Langellotti, Personal Advisor di Widiba
Stefano Langellotti, Personal Advisor di Widiba

Aneddoti, resoconti e quella volta che le Lehman Brothers…

Il consulente finanziario non è una persona noiosa. Sì, avete letto bene, NON è una persona noiosa. Anzi, attorno a sé racchiude un mondo tutto da scoprire. Perché non nascondiamoci e ammettiamolo: tutti noi viviamo di pregiudizi. In qualsiasi settore, in qualsiasi momento, in qualsiasi posto. Non c’è nessuno tra voi lettori di questo articolo che sarebbe pronto a dire “Ma va, il consulente finanziario è una persona distante e fredda, che pensa solo ai soldi”? Io dico di sì.

Il consulente finanziario che non ti aspetti

Ed è proprio qui che voglio arrivare: ho avuto la fortuna di incontrare Stefano Langellotti, Personal Advisor di Widiba. Un tagliere di salumi, una birra (a dire il vero due a testa…) e quattro chiacchiere in un locale di Milano, come se fossimo due amici di lunga data che non si vedevano da un po’. La verità, invece, è che ci eravamo appena conosciuti. La cosa che mi ha sorpreso dell’incontro è che di soldi non si è mai parlato; i temi affrontati sono stati i più disparati: dal calcio al cinema, dalla letteratura alle differenze Roma – Milano. 

Un Personal Advisor è per sempre

La cosa che di certo mi ha lasciato maggiormente impressionato è proprio questa, l’umanità di una figura che spesso viene etichettata, troppo velocemente, come mera esecutrice di azioni volte al guadagno economico. Per Widiba non è così, perché il consulente finanziario è visto come una figura che segue il cliente nelle decisioni di pianificazione finanziaria della sua vita. E l’incontro con Stefano mi è servito anche per comprendere le dinamiche che stanno dietro ad una professione dove non si può improvvisare: mi ricordo ancora quando mi ha raccontato un episodio avvenuto a ridosso della crisi delle Lehman Brothers nel 2009, quando sconsigliò ad un cliente l’acquisto delle stesse. E poi le esigenze di vita e lavoro del singolo, che sono in continua evoluzione; ma anche l’idea stessa di risparmio si evolve, perché se una volta si pensava a “mettere i soldi sotto il materasso” ora si cerca di trovare soluzioni alternative. Tutto questo l’ho compreso grazie a Stefano, che di fatto mi ha illuminato la mente anche su esigenze personali: “Te che hai appena avuto una figlia, dovresti pensare ad investimenti volti al suo futuro, magari pensando a dei fondi che gestiscono energie rinnovabili o materie che sei sicuro che da qui a molti anni avranno un gran valore”, mi ha detto. Non fa una piega. Peccato che io da solo non ci avessi mai pensato.

Uno di famiglia

Mi piace sottolineare il fatto che Stefano mi abbia parlato spesso di relazioni, necessarie per creare fiducia tra il cliente e il consulente finanziario. Per parlare insieme di famiglia, di impegno economico, di programmazione futura facendo diventare lo stesso consulente uno di famiglia. E forse è proprio questo quello che manca: pensare tutti assieme, compreso il consulente, al benessere collettivo del proprio nucleo. Non che la gente non lo faccia, ci mancherebbe. Ma che la cosa venga coordinata con il Personal Advisor mi sembra un tema che spesso non viene affrontato. Il mio aperitivo con Stefano (durato oltre tre ore…) è stato un viaggio fatto di racconti, aneddoti, consigli, domande, suggerimenti e quant’altro. Proprio quello che fai con un amico. E di un amico ti fidi ciecamente: perché non farlo anche con un consulente finanziario?