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Il gioco online, ormai non è più un segreto, è stato il grande protagonista dell’ultimo biennio. Da settore di nicchia a vero punto di forza per l’industria dell’azzardo. Non solo in Italia, dove il gioco digitale ormai è una certezza, ma anche all’estero dove si stanno affermando numerosi casinò online non legati all’AAMS. L’online ha preso definitivamente piede, portando a termine un percorso cominciato negli anni ’10 del Duemila e forse accelerato in maniera definitiva dalla pandemia.

Oggi, con l’imminente arrivo della Rete 5G, l’Intelligenza Artificiale ed il Machine Learning sempre più centrali nelle dinamiche da gioco, il settore si prepara ad un altro balzo in avanti, che porterà i suoi risultati da qui al prossimo decennio con una sola parola d’ordine: accessibilità. Ma, probabilmente, senza il biennio pandemico ancora in corso, non ci sarebbero stati questi risvolti ma anzi, probabilmente il contrario.

Il Covid-19 ha dato il suo input alla digitalizzazione, accelerando una serie di processi già in atto ma ben lungi dal realizzarsi. Questo è un dato di fatto. I primi movimenti verso l’online avevano fatto pensare ad una migrazione provvisoria ma l’incertezza della pandemia, tra chiusure e restrizioni, l’ha trasformata in definitiva.

Durante il lockdown in qualche modo si era già capito. Una ricerca condotta da Luiss-Ipsos ha dato dei dati che in alcuni casi possono risultare sorprendenti. Il 12% dei giocatori ha continuato a giocare allo stesso gioco senza problemi ma un sostanziale 25% non ha giocato a nulla.

Un corposo 25% ha invece giocato online alle versioni dei giochi preferiti; un 22% invece ha giocato online ad altri giochi, l’8% invece si è dedicata al gioco in luoghi fisici ed un altro 8%, seppur da luoghi fisici, ha continuato a giocare ad altri giochi.

Sono dati che si riferiscono a slot, VLT, scommesse sportive e virtuali in punti vendita, poker ed altri giochi di carte con vincite in denaro in luoghi fisici o presso casinò. Il gioco online, invece, ha potuto dire la sua comunque da marzo 2020, quando ha cominciato una salita che l’ha difatti reso il vero motore dell’industria dell’intrattenimento.

Da marzo 2020 il 43% dei giocatori non ha mai calato la sua frequenza di gioco, che è rimasta pressoché invariata, mentre un importante 28% ha iniziato a giocare con più frequenza. Solo, si fa per dire, un minimo 14% ha invece calato i ritmi di gioco. Ma la notizia migliore, per l’intero settore, è il 15% di nuovi giocatori online. Si tratta di nuovi soggetti che, prima del Covid-19, non avevano mai iniziato a giocare online.

Di Luca Talotta

Nasce in Calabria, cresce a Milano. Mezzadro del mestiere, si sente più blogger che giornalista. Una vita trascorsa a pane e calciomercato, segue tutti gli sport ma non ne pratica uno, teoria che ha accompagnato i più grandi giornalisti italiani. Che sia la strada giusta? Forse. Per ora si diletta a fare il giornalista. Con che risultati, decidete voi...

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